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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
. . . non siamo sui canali Mediaset del dopodesinare .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
di Valeria Fedeli
Senatrice PD (Vice presidente del Senato della Repubblica eletta in Toscana)

22/9/2014 - 20:37

Anche in questi giorni l'agenda politica è stata occupata principalmente da quanto proposto dal governo in materia di diritto del lavoro. È un segnale positivo, perché la soluzione dei problemi dell'occupazione, dei diritti dei lavoratori, delle urgenze da affrontare soprattutto per donne e giovani, devono essere la cartina di tornasole di un cambiamento realmente avviato verso un rilancio della nostra economia e del nostro ruolo nel contesto europeo.
I media hanno posto al centro del dibattito pubblico le diverse prese di posizione che si stanno sviluppando attorno al Job Act. Credo sia fondamentale riconoscere che più che divergenze tra forze politiche, quelle in atto siano confronti tra diverse visioni del mondo, da un lato fortemente orientate da un bagaglio ideologico legato al passato, dall'altro verso l'ascolto di quella grande domanda di cambiamento che cittadini e cittadine chiedono alla politica da molti anni. Non per questo bisogna contribuire a un'idea di paese diviso in due, tra privilegiati e non, tra protetti e precari, tra dipendenti pubblici e privati. La situazione è molto più complessa e richiede il coraggio politico di chi crede veramente nel riformismo: non fa bene al paese lacerare ancora di più il tessuto sociale con pregiudizi o interessi corporativi.
Bisognerà discutere, abbassando i toni, formulando una proposta condivisa, che sappia dare al Partito Democratico la forza giusta per agire concretamente sull'innovazione di un impianto giuridico mai realmente aggiornato all'attuale contesto europeo. Per fare questo, credo sia necessario parlare dei punti di forza della legge delega, che agisce in maniera coerente sugli ammortizzatori sociali, sui contratti e sulla formazione. Non si tratta, dunque, di solo articolo 18, ma di un'estensione delle tutele a chi fino ad oggi non le ha mai avute.
A ben vedere, un passaggio epocale, che ci ricorda che quello che stiamo vivendo è un importante ritorno della politica, dopo anni di governi tecnici che non sono stati in grado di migliorare le condizioni di vita di cittadini e cittadine. Come noterete anche dalle attività che ho svolto in questi ultimi giorni, il cambiamento è per me il vero motore dell'innovazione verso maggiore solidarietà, parità di diritti, giustizia sociale. E in questo cambiamento siamo tutti coinvolti, guai ad averne paura. 

 Grazie.

Fonte: Valeria Fedeli
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