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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Circolo ARCI Migliarino- 13 giugno ore 21
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Di Claudia Fusani
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Comune di Vecchiano
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. . . e lo ha detto chi momentaneamente ha occupato .....
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Nicola Zingaretti, disse a Matteo Renzi: non ti presentare .....
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il richiamo di cose
perdute, stanotte, dilaga
per il chiostro dell'anima
mia vaga, come bruma di seta
che lenta si sfà.
Filamenti di volti,
laceri .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
OMAGGIO
Giacomo Puccini (v)

29/11/2014 - 16:43


Giacomo Puccini nasce a Lucca il 22 dicembre 1858 da una famiglia di musicisti da cinque generazioni. Fin da piccolo dimostra di possedere un grande talento musicale, anche se non dimostra di essere propriamente un ragazzo prodigio (al pari di un Mozart, ad esempio). Indolente e poco incline allo studio, forse perché gli veniva tutto fin troppo facile, i professori lamentavano la sua pigrizia. Riesce comunque ad ottenere una borsa di studio per il Conservatorio di Milano; tuttavia la madre, desiderosa di continuare le tradizioni familiari, lo manda a studiare presso l'istituto musicale di Lucca.

Il noto esperto di opere pucciniane Mosco Carner scrive che l'ascolto dell'Aida di Verdi a Pisa, dove il giovane Puccini si era recato l'11 marzo 1876 a piedi da Lucca "consumando un paio di scarpe" fu per il medesimo "l'aprirsi di una finestra sul mondo della musica".

All'età di diciotto anni il giovane Puccini presenta la cantata "Juno" in un concorso lucchese; non vince il premio ma ottiene l'esecuzione del lavoro, che stimola la sua ambizione. Sotto l'influenza dell'Aida di Verdi, rivolge il suo interesse alle tradizioni operistiche italiane. Con l'aiuto finanziario dei familiari e grazie ad una borsa di studio della Regina Margherita, si iscrive al Conservatorio di Milano, dove dal 1880 al 1883 studia con Antonio Bazzini e Amilcare Ponchielli.

Quest'ultimo presenta il giovane compositore allo scrittore Ferdinando Fontana il quale si occupa di scrivere il libretto per la prima opera di Puccini: "Le Villi". Presentata ad un concorso, l'opera, al pari di "Juno", non riesce a vincere il premio, ma si guadagna il favore del pubblico quando viene rappresentata a Milano nel 1884.

Questo successo induce l'editore Ricordi a commissionare a Puccini una nuova opera, che il compositore scrive cinque anni dopo chiamandola "Edgar"; non avrà però particolare successo.

Sarà con "Manon Lescaut" del 1893 e la "Bohéme" del 1896, rispettivamente terza e quarta opera di Puccini, entrambe rappresentate per la prima volta a Torino, che troverà fama e fortuna.

Le due opere successive, "Tosca" del 1900 e "Madama Butterfly" del 1904, vengono accolte con minore entusiasmo alla prima esecuzione. I critici che avevano condannato la Tosca vengono però in seguito smentiti dal pubblico; così, dopo la revisione nelle settimane successive alla prima alla Scala, anche Madama Butterfly ottiene un grande successo.

Giacomo Puccini sposa nel 1904 Elvira Gemignani, la quale era fuggita da Lucca e dalla sua famiglia per stare con lui; sarebbe stata però una scelta infelice. Elvira ossessiona Giacomo con le sue scenate di gelosia e conduce al suicidio una giovinetta, tale Doria Manfredi, che era venuta a fare la cameriera in casa Puccini a Torre del Lago. In accordo a quanto riportano i più accreditati studi storico-musicologici, sembra che la moglie di Puccini esasperò la cameriera a tal punto, accusandola di intendersela col marito, che la poveretta si tolse la vita. Tutte queste vicende, com'è facile intuire, tolgono la necessaria serenità al maestro, che vive momenti assai tristi e di grave depressione.

La fama rimane comunque ben salda, ormai nell'empireo dei compositori acclamati in tutto il mondo. Con tutte le sue opere fin qui citate, indimenticabili per qualità melodica, intensità drammatica e preziosismo sonoro, il compositore arriva ad essere ben presto addirittura indicato come l'erede di Verdi, anche se forse Puccini non sarà altrettanto innovatore dal punto di vista musicale e drammatico.

L'opera successiva, "La Fanciulla del West", viene scritta per il Metropolitan di New York, dove è rappresentata nel 1910 per la prima volta. Seguono "La rondine" del 1917, il "Trittico" del 1918 ed infine "Turandot", il cui ultimo atto sarà completato da Franco Alfano dopo la morte di Giacomo Puccini, avvenuta a Bruxelles il 29 novembre 1924.

La prima di Turandot verrà eseguita alla Scala di Milano nel 1926.

Le doti di Puccini furono soprattutto drammatiche. La sua intensa e sensibile vena teatrale e le sue opere immortali, ci restituiscono un teatro ancora modernissimo, gran anticipatore, per certi versi, della sensibilità cinematografica. Inoltre, Puccini possedeva un gusto eccezionale per il colore timbrico strumentale e un senso melodico molto sviluppato che lo ha reso unico. Le sue struggenti opere rappresentano per tutto il mondo, al pari di quelle di Giuseppe Verdi, la tradizione operistica italiana al suo grado più alto.

 

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