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Con l’introduzione dei mini bond, comincia a chiarirsi la strategia economica della lega per il futuro del paese.
L’Idea è quella di liquidare i crediti di imposta con titoli di credito, senza scadenza e interessi, invece che in valuta reale, cioè appioppare ai creditori, carta straccia, al posto del dovuto, in pratica trasferendo il debito dallo stato ai privati...

Migliarino
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Le ragazze della squadra azzurra, ai mondiali in Francia, .....
Nel disegno dell'architetto Donati commissionato dalla .....
Sulla pista ciclabile aggiungo che finisce nel nulla, .....
Pisa, 21 giugno
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ARCI Migliarino- 15 giugno
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  • Circolo ARCI Migliarino

      Convocazione Assemblea Soci

    Ilo Circolo comunica che l' Assemblea ordinaria viene indetta in prima convocazione il 6 giugno ore 21,30, in seconda convocazioneil giorno 7 giugno alle ore 21,00 presso il Circolo Arci, via Mazzini 35.

    1) Relazione del Presidente

    2) Rendiconto annuale 2018

    Tutti i Soci sono invitati a partecipare.


  • Circolo ARCI Migliarino

      Partite Pisa A.C.

    Si avvertono i Soci che il Circolo trasmetterà in chiaro tutte le  partite dell'Associazione Calcio Pisa, sia in casa che in trasferta. Prossima partita Piacenza-Pisa domenica 30 settembre. 


  • ALLA CITTADINANZA DI MIGLIARINO

      04 MAGGIO 2018, alle ore 18.30
    AVVISO DI ASSEMBLEA


    Il comitato A.S.B.U.C. di Migliarinoinvita tutti i cittadini della frazione a partecipare all’assemblea indetta presso la nuova sede ASBUC in via S. D’Acquisto n. 1 in Migliarino:     in prima convocazione per il giorno 30 Aprile 2018 alle ore 12.00,   in seconda convocazione per il giorno 04 MAGGIO 2018, alle ore 18.30


Il c.t. Bertolini: "Difesa top"
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Val di Serchio
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«Come fa a essere italiana?»
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Trofeo di S. Ubaldo di Petanque
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Il Lonfo non vaterca né gluisce
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ACCADDE OGGI
Legge sul divorzio

1/12/2014 - 11:52


L’Italia conquista la Legge sul Divorzio, il giorno 1 dicembre 1970. Proprio in questa data, infatti, l’ordinamento giuridico italiano ha introdotto la Legge Fortuna-Baslini, ovvero la n. 898 – “Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio”, elaborata da Loris Fortuna e da Antonio Baslini. La strada per giungere a questo risultato è stata davvero molto lunga e ancora oggi la Legge sul Divorzio è oggetto di critiche e soprattutto di riforme.

 

Il divorzio arrivò in Italia agli inizi del 1800 con il Codice di Napoleone, che consentiva di sciogliere i matrimoni civili. La Legge, poco sfruttata all’epoca, era davvero molto complicata nell’applicazione: i coniugi per separarsi avevano necessità dell’approvazione dei genitori e dei nonni. Ci volle circa un secolo perché in Italia rimettesse mano a questa norma.

Nel 1902 il Governo di Giuseppe Zanardelli elaborò una direttiva che prevedeva il divorzio solo in caso di adulterio, di lesioni al coniuge, ma anche di condanne gravi. Purtroppo non venne approvata e non si parlò più di questo tema per più di trent’anni. La Prima Guerra Mondiale congelò, infatti, tutte le battaglie sociali. La situazione non migliorò di certo con Mussolini che si dichiarò contrario e sottoscrisse i Patti Lateranensi.

L’Italia rimase molti anni senza una legislazione in materia.  Fu necessario attendere fino alla seconda metà degli anni Sessanta per vedere le prime mobilitazioni sociali. Nel 1965 il deputato socialista Loris Fortuna presentò alla Camera un progetto di Legge per il Divorzio e iniziarono anche le prime manifestazioni di piazza del Partito Radicale, accanto alla Lega italiana per l’istituzione del divorzio (LID).  Il 1° dicembre 1970 i Radicali, il Partito socialista Italiano, il Partito Comunista Italiano e il Partito Liberale Italiano approvarono la Legge. Fu ovviamente contraria la Democrazia Cristiana.

Fu un grande risultato e forse segnò l’inizio di una trasformazione sociale del Paese, ma ovviamente la strada da percorrere rimaneva ancora lunga, perché l’Italia cattolica, quella antidivorzista, non si volle rassegnare; chiese il referendum, affinché fossero direttamente i cittadini ad esprimere le loro volontà. Ci vollero più di tre anni per andare a votare, ma dopo aver depositato alla Corte di Cassazione, 1 milione e 300 mila firme, il 12 maggio 1974 l’Italia si recò alle urne per votare per il Referendum sul Divorzio: si doveva decidere se abrogare o meno la Legge Fortuna-Baslini. Al Referendum partecipò l’87,7 percento degli italiani aventi diritto di voto.

La Legge, grazie a quasi il 60 percento dei no, resta in vigore.

Il divorzio prevede lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio quando i coniugi dimostrano di non avere più alcun motivo, spirituale e materiale, per continuare a condividere la propria vita. Lo scioglimento è previsto per il matrimonio civile, si parla di cessazione degli effetti civili del matrimonio per quello concordatario (o religioso). Prima di giungere al divorzio, i coniugi devono registrare la loro separazione legale durante cui dimostrano di non coabitare. La Legge sul Divorzio del 1970 è stata modificata dalle leggi 436/1978 e 74/1987, quest’ultima ha ridotto il periodo di separazione da 5 a 3 anni.

Ma la Legge sul Divorzio ha incentivato le separazioni?

Non si può dire che la legge sia la causa, soprattutto perché i primi 20 anni dall’entrata in vigore, in realtà, non ci furono grandi numeri o si verificò una corsa al divorzio. L’impennata di coppie che decide di dirsi addio arriva solo intorno al 1995: è quindi un cambio sociale quello che si manifesta. Negli ultimi 16 anni le separazioni sono aumentate del 65 percento e i divorzi sono più che raddoppiati, di pari passo si è verificato anche un calo dei matrimoni e un aumento delle unioni civili (le semplici convivenze) a dimostrazione che quella che si sta verificando è una rivoluzione della famiglia tradizionale.

Per capire il trend, secondo gli ultimi dati Istat, nel 1995 ogni 1.000 matrimoni, c’erano 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2009 297 separazioni e 181 divorzi. In media i matrimoni durano circa 18 anni e il divorzio avviene intorno ai 45 anni.

La Legge, ancora troppo lunga e polverosa, è stata rivista, dopo anni di discussione, nel mese di febbraio 2012.  La Commissione Giustizia della Camera ha detto il primo sì al testo sul divorzio breve (Ddl “Disposizioni in materia di separazione giudiziale tra i coniugi”), che infrange il limite di tre anni di separazione per la proposizione dell’istanza di divorzio: i coniugi dovranno attendere un anno o massimo due, se la coppia ha figli minorenni. Inoltre, prevede che la comunione tra marito e moglie si sciolga nel momento stesso in cui il magistrato autorizzi la coppia a vivere separata. Tutto ciò sarà possibile se il testo sarà approvato dalla Camera (atteso in esame a maggio 2012) e dal Senato.

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