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La storia degli Usi Civici è lontana nel tempo, quando chi non era nobile o faceva parte della grande famiglia ecclesiastica doveva lottare ogni giorno per sopravvivere alla povertà. Poter sfruttare una parte della altrui proprietà per piccole attività come quella di caccia, di raccogliere legna o erba rappresentava un diritto importante per quelle comunità che è arrivato, con alterne vicende, fino ai giorni nostri. I tempi sono cambiati e anche le problematiche.
Una piccola storia può essere utile per capire.

. . . . . . . . . . . . Baldinacca,
Brasiliano .....
. . . . . . . . . . . per voi e anco per quell'artri. .....
Mancano varie tipologie di sangue. . . https:/ / .....
. . . . . . . . . . . . . . . . . solo cinque azzurri .....
Vecchiano è Volontariato
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CHI NON RIDE MAI NON è UNA PERSONA SERIA

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MEGLIO UN GLAP OGGI CHE UN GLU GLU DOMANI

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CREDO NEGLI ESSERI UMANI

Fratelli d'Italia - An Pisa
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di Renzo Moschini
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SAN GIULIANO TERME
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Vecchiano, 18 giugno
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S'inarca la notte
remota sopra i nostri pensieri
di stelle cosparsi.
Fuliggine d'astri e millenni ;si posa
sul dorso di lucciole ignare
che vagano .....
caro baffuto baffino ricorda che la fantasia se sfocia in diffamazione e calunnia quello e reato e non pregare la Santa Vergine a Roma davanti alla porta .....
Pisa città
“La Gilda dei Nani Birrai”

19/12/2014 - 22:43

Gennaio 2015: ecco “La Gilda dei Nani Birrai”,
il primo birrificio con produzione a Pisa città
 
La Gilda dei Nani Birrai nasce, come progetto, nel novembre 2013: è allora che i due soci fondatori del marchio, Angelo Priamo e Daniele Maccheroni, amici da tempo e incontratisi proprio grazie alla passione, condivisa, per la birra artigianale, decidono di trasformare questo loro “comune amore” in un’iniziativa imprenditoriale incentrata sulla produzione. Alle spalle, avevano le esperienze da entrambi maturate (nel corso di 25 anni), sia in ambiti diversi da quello di cui si parla (l’informatica da una parte, la ristorazione dall’altra), sia invece in “terreni” più vicini o propriamente attinenti al ramo birra: per Angelo, un cammino nell’homebrewing; per Daniele, la conduzione di uno dei pub “storici” di Pisa e un piccolo tratto di strada anche come beer-firm. Tra i due, comunque, la consapevolezza di un totale accordo su alcuni punti fondamentali: il desiderio di creatività, l'attenzione per i dettagli, il voler affidarsi a fornitori di qualità per impianti e materie prime, l’intenzione di esercitare un controllo rigoroso sul processo di lavorazione e di rispettarne le esigenze (i tempi di preparazione e maturazione, le temperature di fermentazione a affinamento). Ecco, questi gli “ingredienti” che, in assoluta sintonia, hanno scelto per iniziare la loro avventura. L’obiettivo? Proporre birre che siano specchio di queste premesse: fatte con devozione e capaci di trasmettere emozione.
 
Il nome. L'idea di un marchio quale La Gilda dei Nani Birrai trae origine dalle pagine dell’universo fantasy: l'altra passione (soprattutto per Angelo), parallela e coesistente rispetto a quella brassicola. Un cosmo nel cui immaginario – per quanto riguarda sia la letteratura di genere (Tolkien, Markus Heitz e via dicendo), sia i giochi di ruolo (Dangeons & Dragons, Warcraft), sia i wargame tridimensionali – la stirpe dei nani è caratterizzata come una razza fiera, di infaticabili minatori e costruttori, nonché (e soprattutto, in questo caso) di grandi produttori e consumatori di birra. Un popolo, poi, organizzato in una società nella quale particolare importanza rivestono le gilde, ovvero le corporazioni che riuniscono tutti coloro che praticano un mestiere: ne hanno una gli ingegneri, gli orefici, i carpentieri e, naturalmente (anzi, su tutti), i birrai. Ogni roccaforte, ogni clan, ogni insediamento ha il suo brewmaster: per i nani, brassare è molto più che un’arte; perché la stessa birra è molto più che una bevanda: è un elemento essenziale della loro dieta, tanto nutriente che bevendone (e avendo nient’altro), si può sopravvivere per settimane bevendo solo birra. Insomma, il nome del birrificio si è praticamente “materializzato” in modo spontaneo: La Gilda dei Nani Birrai, non poteva che essere così.
 
Il legame con Pisa. Il birrificio è il primo ad avere un impianto di produzione situato entro i confini del comune di Pisa. Ed è nato con il preciso intento e di sviluppare un forte radicamento nel territorio: di comunicare con chiarezza il proprio senso d’appartenenza alla città e alle sue tradizioni. Una dichiarazione d’identità che si è voluto esprimere combinando la caratterizzazione fantasy con l’iconografia delle manifestazioni del Giugno Pisano, in particolare del Gioco del Ponte. Così, a ogni birra della Gilda è stato associato un personaggio nanico (idealmente) appartenente a una delle due fazioni del Gioco, le Parti, che qui diventano Clan. Mezzogiorno (“Clan” dei quartieri a sud dell’Arno) è animato da nani con barbe bionde o canute: simboli per birre bianche o chiare. Tramontana (“Clan” dei quartieri a nord del fiume) schiera nani con barbe rosse o brune: allusione a birre ambrate o scure.
 
Le birre. La Gilda si propone con un portafoglio iniziale di sei prodotti, ispirati principalmente a tipologie brassicole appartenenti al repertorio belga e a quello statunitense; prodotti tesi, nel loro insieme, a coprire un arco sufficientemente variegato di profili gusto-olfattivi e di taglie alcoliche. Le etichette in assaggio stasera sono la Delphus, American Pale Ale, chiara da 5.5 gradi; e la Vaporis, Belgian Dubbel, ambrata scura, da 7 gradi.
 

 

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