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Dopo la solita razione di catastrofi ingurgitata nei telegiornali, insieme ad altre notizie nefaste, scorso l’elenco di malversazioni, truffe, omicidi, scontri, annunci eclatanti e dichiarazioni preoccupanti, rilasciate in libertà, da politici volponi, in campagna elettorale, sbirciato la lista delle previsioni economiche apocalittiche, sorbito le analisi pessimistiche a dir poco, sui futuri fenomeni e sviluppi sociali ....

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Tornando vella sera dalla fiera
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Racconto
di
Michele Baglini
Viareggio via G. Verdi, 2008 VIAREGGIO (Lucca)
tel. 0584-30636

. . . . . . . . . . . dal 1915

Mi è sempre .....
PISA
Solidarietà ai lavoratori della Provincia in lotta

23/12/2014 - 17:57

Province: solidarietà da Rifondazione comunista e Una città in comune ai lavoratori e alle lavoratrici in lotta.

 

Il piano di ristrutturazione previsto dal Governo Renzi comporta un colpo durissimo al personale delle ex Province. Il 50% dei dipendenti sarà dichiarato in esubero dalla primavera prossima, perché gli enti nati dal decreto di abolizione dei consigli provinciali dovranno individuare il personale ridotto per le funzioni rimaste. Il resto andrà in mobilità e tutt’al più verrà ricollocato parzialmente nel personale di Regioni, Comuni, altre Amministrazioni Statali.
 
Anche a Pisa i dipendenti della Provincia che rischiano il posto sono oltre 200. A questi lavoratori e lavoratrici Rifondazione Comunista e Una città in comune esprimono la piena solidarietà politica e umana, nonché l’appoggio incondizionato alle manifestazioni di lotta in cui sono impegnati/e da giorni.
 
Purtroppo come avevamo denunciato ripetutamente sin dai primi provvedimenti del governo Monti, il riordino delle funzioni delle Province e i tagli ai finanziamenti che hanno subito, oltre agli effetti brutali sull’occupazione, creeranno disfunzioni e disastri per quanto riguarda gli interventi che tradizionalmente erano di competenza delle Province stesse, come il controllo e la manutenzione dell’assetto idrogeologico, l’edilizia scolastica, la manutenzione delle strade e del territorio; vi sarà inoltre una gestione dispotica e priva di qualunque controllo democratico da parte dei cittadini in quanto chi deciderà gli investimenti, la pianificazione territoriale e finanziaria, la gestione delle risorse sarà un’assemblea eletta con un meccanismo autoritario e non trasparente, in cui gli amministratori sono eletti non dai cittadini ma da altri amministratori comunali, e lo stesso Presidente risulta di fatto scelto con un meccanismo di elezione tutto interno al ceto burocratico.
 
La solidarietà che arriva dal neo-Presidente della Provincia di Pisa, Filippeschi, ci appare ipocrita e poco sincera: non è forse il suo partito che ha imposto un’accelerazione per la soppressione delle Province come enti politici e la riduzione a enti di secondo livello, con conseguente ridimensionamento delle funzioni, taglio delle risorse e dei posti di lavoro?
 
Non è stato il PD a formulare la legge di stabilità che prevede 6 miliardi di tagli (uno nel 2015, due nel 2016, tre nel 2017) e ventimila posti che si perderanno entro il 2017? Non è il PD che impedirà il trasferimento di circa dodici milioni di euro alla ex-Provincia di Pisa, e tagli all’occupazione di 2.300 posti in Toscana e 200 a Pisa? Non è stato forse il PD che a livello regionale si era opposto ad una nostra mozione contro il provvedimento Del Rio?
 
È inaccettabile che si possano praticare politiche divergenti a seconda del livello locale, regionale o governativo da parte del PD, ed è tanto più inaccettabile quando in gioco ci sono le condizioni materiali dei lavoratori. Per questo Rifondazione Comunista e Una città in comune mantengono la più intransigente opposizione alle politiche del PD a livello nazionale, regionale e locale, in quanto non vi è soluzione di continuità tra le varie istanze.
 
Ricostruire i legami tra lavoratori/lavoratrici e la città e il territorio è invece il nostro compito prioritario affinché si possa concretamente perseguire l’obiettivo di difendere l’occupazione nel Pubblico Impiego come nel privato, rovesciare il modello sociale ed economico che ci stanno imponendo, per rilanciare i diritti e le prospettive di lavoro e impiego nella nostra città e regione.

Fonte: Rifondazione Comunista, Una città in comune
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