none_o


In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . . . . . . . . . a tutto il popolo della "Voce". .....
. . . mia nonna aveva le ruote era un carretto. La .....
. . . la merda dello stallatico più la giri più puzza. .....
. . . ci siamo eruditi, siamo passati da Rametti a .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per scrivere alla rubrica: spaziodonnarubr@gmail.com
Pisa, 24-27 giugno
none_a
Tirrenia, 17 giugno
none_a
di Alessio Niccolai con Alma Pisarum APS
none_a
Villa di Corliano, 27 giugno
none_a
Pugnano, 22 giugno
none_a
Le cose andrebbero meglio
se non bene
se si procedesse
tutti quanti insieme. . .
rispettando modi, tempi, capacità
valorizzando le competenze .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
MIGLIARINO: Teatro del Popolo
Il bambino con il pigiama a righe

27/1/2015 - 21:46


Questo lo scopo ultimo di aver coinvolto bambini e anziani in un pomeriggio che non ha avuto una grande risposta proprio nella parte della vita che deve rispondere alle scelte del nostro futuro.
Non erano i ragazzi della quarta e quinta elementare della Pardi di Migliarino, non erano gli anziani del Sindacato pensionati SPI e nemmeno gli  organizzatori  del Circolo Arci di Migliarino e la cooperativa “Il Progresso”, per non parlare degli assessori del comune di Vecchiano che avrebbero dovuto ricordare le vittime della Shoa, ma i grandi assenti della gioventù locale, tutti pronti a far cortei ma non ad ascoltare i drammi del loro passato, disinteressati del loro presente se non, come ha rimarcato il passionale Nedo in uno sfogo di rabbia, a essere numerosi solo se c’è un bel fritto da mangiare!
I ragazzi hanno guardato e forse capito, qualcuno ha letto un brano, l’oratore/presentatore ha raccontato e ammonito elogiando l’intelligenza come motore di pace, gli assessori hanno svolto sia il compito istituzionale del giorno che quello emotivamente più appropriato del racconto, la bellicosa dolce Irma non ha completato il suo toccante intervento per dolorosi ricordi che si  tramutavano in  groppi in gola, un duro tosto amico migliarinese accanto a me aveva le lacrime agli occhi quando la porta della camera a gas si chiudeva.
Lasciamola chiusa per sempre quella porta e quel filo spinato e leggiamo uno scritto di Nedo Masoni:


Perché
Perché è successo, perché uomini del ventesimo secolo
non sono stati capaci di dire di no
a progetti tanto folli,
perché non è stata rifiutata la disumanità,
ma com’è stato possibile pensare di avere il diritto
di togliere la libertà agli altri
e proporsi come modello.
Perché è stato fatto tutto questo,
io sono stato partorito come te, con lo stesso amore
mi è stato dato un cuore non per odiare, ma per amare,
una testa per pensare e progettare positività,
occhi per non vedere l’orrore, ma per essere stupito da tanta bellezza.
Una bocca per raccontare e regalare emozioni,
ho avuto una vita per dare altra vita,
sono nato per amare e per essere amato.
Avevo dentro la voglia delle cose belle,
lo spirito dell’allegria e della felicità,
sognavo un mondo giusto per tutti,
un mondo come un unico paese
dove si realizzassero le cose più ambiziose e belle.
Dove appartenere ad una razza diversa ed avere un credo diverso
non facessero distinzione,
e coloro sono stati capaci di distruggere tutti i miei sogni,
perché?
Sognavo la pace tra i popoli, dove non ci fossero bambini tristi,
corpi mutilati, donne sole e uomini disperati,
ora sogno generazioni che riprendano i miei progetti,
generazioni nuove, prive di presunzioni e ricche di sentimenti,
che abbiano nella memoria l’orrore e la stupidità della guerra
e che la memoria faccia sì che non si ripeta mai più nessun olocausto.
 

Fonte: testo e foto u.m.
+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri