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  • ALLA CITTADINANZA DI MIGLIARINO

      04 MAGGIO 2018, alle ore 18.30
    AVVISO DI ASSEMBLEA


    Il comitato A.S.B.U.C. di Migliarinoinvita tutti i cittadini della frazione a partecipare all’assemblea indetta presso la nuova sede ASBUC in via S. D’Acquisto n. 1 in Migliarino:     in prima convocazione per il giorno 30 Aprile 2018 alle ore 12.00,   in seconda convocazione per il giorno 04 MAGGIO 2018, alle ore 18.30


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Il Lonfo non vaterca né gluisce
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Le Idrovore della Bonifica di Malaventre

12/2/2015 - 9:18

IL CONSORZIO PER LA BONIFICA DEL BACINO MERIDIONALE DEL MASSACIUCCOLI.
(seconda e ultima parte)
Anche la zona in sinistra del Navigabile Barretta (esclusa una porzione di proprietà Salviati tuttora allo stato palustre) è stata dai rispettivi proprietari immediatamente prosciugata e coltivata senza attendere la costruzione dell’impianto definitivo. Ne discende che i proprietari hanno preceduto le opere idrauliche e quindi la messa in coltivazione dei terreni è stata eseguita in anticipo. Con ciò è stato possibile di far riassorbire alla terra le masse disoccupate del Massaciuccoli, Vecchiano ecc.
Resta — allo stato attuale delle cose — per il completamento della bonifica idraulica del padule di Vecchiano - Malaventre, la sistemazione dei terreni dei quali ho già fatto cenno e la esecuzione di alcune opere stradali di notevole interesse da ciò un quinto lotto in elaborazione per l’importo di circa 1 milione, consistente:
a) nel prosciugamento di quell’unica zona di proprietà Salviati che è tuttora allo stato palustre e che può compiersi colla escavazione di un solo canale il cui importo non raggiungerà le L. 200 mila;
b) in altre opere completive - strade, canali, arginature ....Si può concludere: tutto il bacino palustre Massaciuccoli - Vecchiano - Malaventre con eccezione della sola gronda del Lago sarà prosciugato, coltivato e dotato di ottime viabilità non appena sia eseguito l’ultimo lotto. Il  “Massaciuccoli pisano” » è stato compreso fra le zone destinate alla sperimentazione elettro-agricola ed a tale scopo tutto è già stato approntato: macchinari, linee ..... Nella prossima stagione primaverile verranno eseguite, col controllo della “Stea“ le prove per stabilire le possibilità ed utilità dell’applicazione, nella zona, della elettricità applicata all’agricoltura.
Non si deve, infine, tacere che tutte le pratiche amministrative inerenti alla fusione dei numerosi Consorzi a Nord di Vecchiano nonché il regolare svolgimento contabile di tutte le gestioni, fu particolarmente fatica del segretario Dott. Mario Maruzzi.
La bonifica agraria del bacino Meridionale del Padule di Massaciuccoli, secondo lo studio compiuto dalla Sezione di Pisa dell’Osservatorio di Economia per la Toscana, interessa circa 1600 ettari dei 2700 del Comprensorio.
Se come fase ultima della trasformazione si prospetta l’appoderamento, si potranno fissare alla terra circa 160 famiglie, pari ad un totale di 1000 persone. Inoltre si potrà dare lavoro, almeno in determinati periodi dell’anno, ad un’altra non trascurabile quantità di lavoratori (si possono prevedere circa altri 150 individui) che potranno trovare impiego nella ordinaria manutenzione delle opere di bonifica e nelle aziende, per quei lavori ai quali non possono provvedere i coloni (manutenzione, trasporti, lavori di magazzino ecc.). In complesso si può prevedere che circa la metà delle famiglie di braccianti dei paesi prossimi al Padule potranno avere con la bonifica un sensibile miglioramento delle loro condizioni di vita.
Riassumiamo i dati riguardanti il costo della trasformazione
Opere di competenza statale:  3.700.000 per ett. 2. 310 di cui allo Stato 2. 800.000 ett. 1.750 e ai privati  900.000 per ett. 560
Opere di competenza privata:  (stessi parametri) 9.800.000 X 6.120,   stato 2.900.000 X 1.810 e privati 6.900.000 X 4.310
I dati sono stati previsti supponendo, dunque, l’integrale appoderamento del comprensorio. Non si esclude però la soluzione intermedia, coi camporaioli, che hanno già fatto così buona prova in altre bonifiche private già eseguite in dipendenza, appunto, della prossimità di grossi paesi. Con tal sistema di conduzione si avrà pur sempre la possibilità di costruzione di ampie stalle dalle quali si ricaverà il letame per la fertilizzazione organica dei terreni.
Tale soluzione consentirà, ai singoli proprietari, degli immobilizzi relativamente modesti di fronte a quelli occorrenti per il completo appoderamento.
E d’altronde anche col camporaiolato si potrà fissare sul terreno bonificato la mano d’opera di almeno una persona adulta ogni due ettari assicurando, così pane e lavoro alla popolazione circostante a Massaciuccoli.
Segue, testualmente, quanto scrive l’Ing. Studiati nella “Relazione sul programma di bonifica agraria”:
“ Quale è il valore dei terreni palustri di Massaciuccoli avanti la bonifica? Essi hanno una rendita minima e quindi un valore commerciale irrisorio. Il prodotto si riduce al falasco e a poca gerba (giacché non è il caso di parlare della caccia e della pesca) e data la minor richiesta di questi generi si avvicina, praticamente, a zero. Nel 1931 molte porzioni di falascheto sono rimaste da tagliare nonostante i canoni quasi nulli: in altre zone si è dovuto spendere qualche somma per liberare il suolo dalle “Cannelle”  per rendere possibile l’esercizio della caccia. Quindi mentre nel 1925-26 quei terreni palustri si valutavano L. 3000 ad ettaro 6 o 7 anni dopo non potevano valutarsi che L. 1500-2000 e su queste basi, infatti, si contrattavano.
 Aggiungendo le spese di bonifica agraria ed idraulica si raggiunge un valore ettariale di circa L. 7-8000.
 Per venti anni i terreni in questione sono esenti da tasse fondiarie ma sopporteranno il peso dei mantenimenti e dell’esercizio idrovoro.
Ammesso che la cifra ettariale oscilli intorno le L. 100, non sembra che la bonifica sia per risultare grandemente onerosa quando la produzione lorda tocca o supera le L. 2000”.
Una sosta nelle bonifiche toscane di Fucecchio, di Bientina e di Massaciuccoli, comprometterebbe seriamente tutto un complesso di opere bene studiate ed economicamente eseguite.
(Fine)


Per conoscenza devo dire che il volumetto comprende anche altre notizie dettagliate della Bonifica di Fucecchio, la Bonifica del Bientina e la Bonifica del Massaciuccoli dove vi è questo capitolo del Bacino meridionale, quello che interessa maggiormente queste “Storie e Paesi”.
Se nella prima parte dell’articolo a presentarlo vi era l’idrovora di Massaciuccoli del 1937, come si vede ancora nella rosta della porta principale, ora tocca a quella di Vecchiano, ma non l’attuale bensì la prima edificata nel 1918 che era detta “della Bozza”. La foto di apertura, concessami da  Francesca Centurione Scotto Baschieri, mostra l’idrovora costruita dal duca Antonino Salviati e dove sulle sue rovine adesso insiste il primo tentativo di impianto di depurazione dell‘ex Consorzio Versilia Massaciuccoli (vedi  due miei articoli sulla Voce dell’inaugurazione dell’8 e del 13 giugno 2012).
Gli antichi lavori di sterro e bonifica hanno fatto sì che adesso la situazione è come mostrano le due foto aeree a colori con le due idrovore nell’alluvione del Natale 2009 la prima e con l’agricoltura come prospettava lo Studiati  la seconda in una visuale opposta.
Tratto da “Bonifiche in Toscana” di Bernardino Petrocchi, tipografia Ricci Firenze, 1936. Foto aeree di u.m.

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9/7/2019 - 14:25

AUTORE:
Valentina

Ciao!
scusami, volevo sapere se esiste ancora l'edificio della prima foto e dove si trova esattamente, grazie!!!

14/2/2015 - 13:09

AUTORE:
l'autore

Effettivamente quel rettangolo(?) bianco che si vede a dx dell'ultima foto sembrerebbe un edificio, ma sono solamente i piloni e il ponte della Barra.
A sinistra, guardando il lago, c'è l'idrovora di Vecchiano, a destra, nascosta dal boschetto di eucalipti, quella di Massaciuccoli, tutto inverso nella foto precedente vista dal lago.

14/2/2015 - 10:38

AUTORE:
Osservatore 3

Non capisco l'ultima foto a destra.
Quello dovrebbe essere il lago?
Ma allora l'edificio che si vede
cosa è?