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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
. . . non siamo sui canali Mediaset del dopodesinare .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
Verso le elezioni Regionali
Articolo di Alessandra NARDINI, candidata al consiglio regionale

8/5/2015 - 8:00

Carla Lonzi, icona femminista degli anni ’70, affermava che “la donna così com’è è un individuo completo: la trasformazione non deve avvenire su di lei, ma su come lei si vede dentro l’universo e su come la vedono gli altri”.

Un riferimento tutt’ora attuale, se si considera che il 9 marzo, a 20 anni dalla Dichiarazione e Piattaforma d’Azione di Pechino, in cui i diritti della donna sono stati definiti per la prima volta come diritti umani, si è concluso che, soprattutto nella lotta alla violenza di genere, nessuno degli Stati firmatari ha raggiunto i risultati prefissati. Il fenomeno ha assunto una sempre maggiore visibilità, ma i passi fatti non sono stati definitivi, consolidati.

Cosa resta del fatto che l’Italia sia stata tra i primi Stati firmatari della Convenzione di Istanbul, se mancano tutti gli interventi di attuazione? Non mancano gli interventi legislativi, ma manca il monitoraggio di tali interventi. Sono stati creati servizi a disposizione delle donne vittime di violenza, ma il loro funzionamento è lacunoso, sia per la mancanza di formazione professionale degli operatori, sia per la mancanza di una rete efficientemente regolamentata: la rete di Centri Antiviolenza, forze dell’ordine, Assistenti sociali, istituzioni, allo stato degli atti, non funziona, per la mancanza di Piani territoriali e di rispettivi referenti. Mancano Protocolli che disciplinino i rapporti tra i vari soggetti coinvolti nella tutela delle donne maltrattate, così come è anche lecito chiedersi come vengano impiegati i fondi destinati ai Centri Antiviolenza, vista la carenza di strutture in grado di accogliere i casi più disperati in cui la vittima è in pericolo di vita.

 Da qui la necessità di impegnarsi a far sì che l’intero settore venga dettagliatamente riordinato e regolamentato. All’ Assemblea Generale ONU, Emma Watson diceva: “Vi invito a farvi avanti, a farvi vedere e a chiedervi: se non io, chi? Se non ora, quando?”

. Ecco.. io proverò con tutta me stessa ad impegnarmi in questa direzione, qualora eletta, nella provincia di Pisa ed in tutto il territorio toscano.

Alessandra Nardini

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