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Il 2025 si chiude anche per la Pro Loco Ripafratta "Salviamo La Rocca", e come da tradizione l'associazione incontra i propri soci, sostenitori e amici dalle 18 alle 20 per un brindisi di auguri, per tirare le somme dell'anno appena concluso e per presentare le attività del 2026.
Il 5 gennaio pomeriggio aprirà la Casa della Befana, presso l’ex Asilo Villa Danielli Stefanini, con musica, luci, biscotti e bevande calde.

Alle 18 circa l’arrivo della Befana dal campanile 

Noi Europei e noi Italiani abbiamo storia e tradizioni .....
Più che nostre, sono debolezze di chi ci governa, .....
La vera forza di deterrenza della Russia sta nello .....
Senza offesa, se lei non riesce a capire la differenza .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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O quanti spiritelli nei talk show
quotidiani e giornalieri
radiofonici e televisivi
insopportabilmente pettegoli e ciarlieri
volutamente provocatori .....
Nessun colpevole, per quel povero ragazzo che si e tolto la vita a causa del bullismo, chi sapeva ha taciuto e non vuole responsabilita; dico questo .....
PICCOLE STRAGI
Filettole: la strage del canneto

13/5/2015 - 8:57



Nel momento in cui le truppe tedesche della 16a Divisione SS "Reichsfuhrer" del generale Simon si apprestano a lasciare la scuola di Nozzano, che dalla fine di luglio è stata sede del comando e campo di detenzione dei prigionieri politici, si pone il problema della sorte dei circa 40 individui ancora lì rinchiusi.

 

Si tratta di persone provenienti da diverse località della Versilia, del pisano e della piana di Lucca, rastrellate in diversi momenti tra la fine di luglio e gli ultimi giorni di agosto: tra essi, anche tre sacerdoti, don Libero Raglianti parroco di Valdicastello di Stazzema, rastrellato il 12 agosto; don Giorgio Del Fiorentino, parroco di Bargecchia (Massarosa); don Angelo Unti, di Lunata di Lucca, rastrellato il 16 agosto insieme a don Giorni Bigongiari che - al pari di altri religiosi - dopo esser transitato da Nozzano viene deportato a Massa.

 

La sera del 29 agosto i prigionieri vengono caricati su un camion e condotti nei pressi del ponte sul Serchio che collega Ripafratta alla strada che conduce verso ovest a Filettole e Vecchiano, e verso est appunto a Nozzano. Qui, in località Laiano, alcune bombe alleate hanno scavato una serie di ampi crateri. Tutti i civili vengono fatti schierare in fila, lungo questa buca del terreno, e falciati a colpi di mitragliatrice. Quindi, i soldati tedeschi fanno esplodere una serie di mine per seppellire e coprire i corpi.


Le prime vittime sono riesumate nell'ottobre successivo, ma mancano all'appello ancora una trentina di persone. Solo nel febbraio 1946 verranno riesumati i corpi di queste vittime: le operazioni di riconoscimento si protrarranno dal 26 febbraio sino al 10 marzo.


L'episodio va addebitato alla 16a Divisione SS del generale Simon, e in particolare alla Felgendarmerie divisionale, guidata dal tenete Gerhard Walter.

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