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Nei giorni 26-27-28 aprile verranno presentati manufatti in seta dipinta: Kimoni, stole e opere pittoriche tutte legate a temi pucciniani , alcune già esposte alla Fondazione Puccini Festival.Lo storico Caffè di Simo, un luogo  iconico nel cuore  di Lucca  in via Fillungo riapre, per tre mesi, dopo una decennale  chiusura, nel fine settimana per ospitare eventi, conferenze, incontri per il Centenario  di Puccini. 

#NotizieDalComune #VecchianoLavoriPubblici #VecchianoSport
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Pisa, 17 marzo
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Comune di Vecchiano
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. . . la merxa più la giri, più puzza e te lo stai .....
. . . camminerebbe meglio se prima di fare il tetto .....
Ad un grosso trattore acquistato magari con l'aiuto .....
. . . che su questo ci intendiamo. Sai qual è il .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Colori u n altra rosa
Una altra primavera
Per ringraziarti amore
Compagna di una vita
Un fiore dal Cielo

Aspetto ogni sera
I l tuo ritorno a casa
Per .....
Oggi è venuto a mancare all’affetto di tutti coloro che lo conoscevano Renato Moncini, disegnatore della Nasa , pittore e artista per passione. .....
Lo sfogo de “L'oro del Colonnello”
Produzione olio dei monti pisani, un'altra annata di "magra"

15/8/2015 - 16:00

PRODUZIONE OLIO DEI MONTI PISANI, UN'ALTRA ANNATA DI “MAGRA”


- Lo sfogo de “L'oro del Colonnello”
 
 Se nel 2014 la produzione olivicola dei nostri monti ha perso un buon 90% del raccolto, il 2015 non  sarà sicuramente l'anno del riscatto, dal momento che molti olivcoltori già da ora prevedono un calo del 50% sulla normale produzionei. Senza contare l'ulteriore perdita che la mosca olearia potrebbe arrecare, nel caso non si riuscisse ad arginare un eventuale attacco del temuto fitofago, la cui presenza sta aumentando, anche se a “macchia di leopardo”.

C'è quindi una buona possibilità che ad un anno disastroso ne succeda uno pessimo, con l'inevitabile incremento delle olivete abbandonate e delle aziende che chiudono per mancanza di reddito.
Dal momento che la nostra sarà tra quelle, penso sia giunto il momento di denunciare tutto quello che non ha funzionato, inteso come consiglio per chi continua.

La nostra azienda ha iniziato recuperando olivete destinate all'abbandono, mettendole in produzione e trasformandole in biologiche; per fare ciò si è investito in know-how ed attrezzatura (mia figlia, laureata in scienze agrarie, ha effettuato un master universitario per le produzioni olivicole di qualità, mentre io frequentavo corsi di potatura e meccanizzavo l'azienda per velocizzare le operazioni).

Presto il nostro tandem si è rivelato vincente e l'olio prodotto ha vinto premi ed era menzionato su tutte le pubblicazioni specializzate, non ultima la Flos Olei, dove venivamo citati tra i migliori oli al mondo. Tanta soddisfazione, ma poco margine di guadagno, dal momento che ci trovavamo a competere con una cultura che vedeva l'olio come condimento a basso costo e non come alimento fondamentale per una sana alimentazione.

Abbiamo allora iniziato operazioni di marketing in tal senso ed abbiamo finalmente fatto capire ai consumatori che l'olio era come il vino, si andava dal Tavernello al Brunello di Montalcino: operazione riuscita, il nostro portafoglio clienti ha raggiunto la potenzialtà di produzione (in parole povere, tutto l'olio era venduto), anche se, con nostro grande rammarico, la maggior parte andava fuori dalla Toscana, dall'Emilia agli Emirati Arabi.
Quando tutto sembrava cominciasse a girare, il crollo: imprevedibili eventi atmosferici e climatici, inusitata presenza di mosca olearia e attacchi fungini e parassitari ci hanno privato della nostra materia prima, le olive biologiche.
Purtroppo le amministrazioni hanno saputo o potuto fare poco e le aziende si sono ritrovate sole a gestire quella che invece andava considerata una calamità naturale. Del resto, commercialmente parlando, che peso può avere l'olivicoltura dei Monti Pisani? La maggior parte degli oliveti hanno una produzione destinata all'uso familiare, gestiti a scappatempo, oppure con amici con cui dividere il raccolto. Se il raccolto non ci sarà, per loro sarà solo tempo e fatica sprecati, mentre per le aziende significherà bilanci in rosso; ma è anche vero che le aziende sono talmente poche che l'economia non ne soffrirà più di tanto ed i voti persi saranno ininfluenti!
E qui sta il grande errore di valutazione da parte della politica: se non ci saranno aiuti in solido per chi mantiene un'oliveto in produzione, stimati da uno studio dell'Accademia dei Georgofili intorno ai 900 euro ad ettaro, state certi che prima o poi lo abbandonerà, facendo ahimè aumentare le superfici incolte ed impenetrabili ai fini antincendio.

Sembrerà una spesa insostenibile, ma pensate quanto costano gli elicotteri ed i Canadair!
Ultimamente si sono riempiti i giornali sulla vocazione turistica dei nostri monti, ma il loro abbandono da parte degli olivicoltori comporterà un'inevitabile degrado del paesaggio, la chiusura dei sentieri, la perdita dei muretti a secco, la mancata regimentazione delle acque e la perdita di antichi mestieri: pensate che questa sia “vocazione” turistica?
Volete farvi una passeggiata per ricevere conferma di quanto dico?Andate a Rigoli, prendete la via del Vecchio Frantoio e godetevi il panorama fino alla fine della strada (se siete fortunati, potreste imbattervi in Cristian De Sica).

Ah, un avvertimento, non prendete il sentiero segnalato, è chiuso per.....rovi!
 
 
 

 
 

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19/9/2015 - 18:45

AUTORE:
Tiziano Nizzoli

Il monitoraggio "istituzionale" l'altra settimana diceva: Agnano 4%.
Questa settimana dice: Agnano 44%.
Quando dici che hai la metà delle olive "pinzate" dici quindi probabilmente il vero.
E purtroppo non è finita qui, aspettiamoci altro, come la lebbra, gli storni o qualche evento meteorico di particolare virulenza (ormai non fanno più notizia). Chi non attua sistemi di difesa contro la mosca, difficilmente riuscirà a fare un buon olio e la difesa più gettonata è quella con insetticidi tipo dimetoato, nocivi per la salute e per l'ambiente. Vai al mare con la famiglia e fatti dare una buona ricetta per la marmellata di more, dai retta a un b......!

13/9/2015 - 11:40

AUTORE:
Olivolì

....avevi ragione anche stavolta, le notizie che vengono date sulla presenza di mosca olearia sono sbagliate, diono che ce n'è poina e io c'ho il 50% di olive pinzate. Se perdo il 50% di una produzione già ridotta del 50%, mi dovrebbe restà il 25% di quello che la mia oliveta dovrebbe produrre. Ho fatto dù conti su quello che vale il mio lavoro in campo in base all'ore che ciò perso per avè il 25% e il risultato è NEGATIVO, in pòe parole ho lavorato in rimessa, mi onviene comprallo e invece di lavorà andà al mare con la mi moglie e fra du anni invece che l'olio fà la marmellata di more.

12/9/2015 - 16:16

AUTORE:
Tiziano Nizzoli

Cara Patrizia, se fossi un olivicoltore hobbista non avrei certamente bisogno delle istituzioni per condurre il mio oliveto e produrre un buon olio. Il problema nasce quando devi ottenere un profitto aziendale, i perchè sono tanti, ma te ne spiego solo alcuni:
- un imprenditore dell'olio lavora tutto l'anno per arrivare ad un raccolto che lo ripaghi delle spese sostenute e gli produca un anche se minimo utile. Oggi l'unica certezza è la mole di lavoro agricolturale, tutto il resto è in balìa alle condizioni meteo, agli attacchi parassitari e fungini, alla virulenza delle devastazioni dei cinghiali, alla presenza degli storni....devo andare avanti?
L'anno scorso non c'è stata produzione, quindi i bilanci sono andati in rosso, quest'anno il raccolto non arriverà al 50%, quindi il rosso diventerà sempre più profondo. Se l'oliveto che conduco è hobbistico, basta dire in famiglia ed ai parenti ed amici che quello prodotto se lo devono far bastare e tutto finisce lì. Ma se hai un bilancio aziendale da far quadrare ed una concorrenza commerciale profondamente scorretta ed in mano alle grandi multinazionali che mettono sugli scaffali un prodotto con lo stesso nome del tuo, ma con un contenuto decisamente più scadente, ad un terzo del prezzo, chi ti può aiutare?
Te lo dico io: LA POLITICA !
Come? A livello europeo, garantendo la qualità dei prodotti made in Italy, a livello nazionale tutelando gli olivicoltori contro le calamità naturali (e per calamità naturale deve intendersi tutto quello che l'olivicoltore non può fronteggiare, dalla siccità all'abnorme attacco parassitario), a livello comunale promuovendo sinergie tra produttori ed aiutandoli in solido, magari fornendo assistenza tecnica e monitoraggi gratuiti, nonchè la distribuzione gratuita di trappole insetticide.
Il sito da te citato può risultare utile, ma sappi che non è il know-how che mi manca (dispongo di un laureato in scienze agrarie con master in produzioni olivicole di qualità), bensì di risorse!
Anche io ti rimando ad un video su Youtube e su facebook: IL TRAMONTO DELL'OLIVICOLTURA, a mia firma, potrà interessarti.

10/9/2015 - 13:00

AUTORE:
Patrizia Cristilli

Gentilissimi, ho letto i vari interventi relativi alla mosca olearia del 18/08/2015, scusate se un pò in ritardo Vi dico; ma è mai possibile che si debba sempre aspettare che le istituzioni intervengano, non avete ancora capito che i politici sono inesistenti ed esistono solo per chiedere voti, perchè non cominciate a fare da soli. andate un pò su questo sito http://www.leitv.it/giardinieri-in-affitto/fiori-e-piante/parassiti-piante-ulivo-mosca-rimedi-naturali/?refresh_ce-cp

è così semplice quanto inimmaginabile
cordiali saluti

23/8/2015 - 10:04

AUTORE:
Tiziano Nizzoli

Purtroppo non conosco la tua realtà e quindi posso solo darti consigli di massima. Anche quest'anno nessuno è riuscito a mettere in essere un serio monitoraggio della mosca olearia, ma che siamo in mano a degli incompetenti lo si sapeva da tempo.
Il bollettino istituzionale che ricevo con messaggio telefonico al 20 di agosto dice che al cimitero di Agnano è registrata un'infestazione del 7%, ma potrebbe benissimo darsi che a Rigoli ce ne sia il 30% e nessuno ti avverte. Nei miei monitoraggi ho riscontrato una bassa infestazione, anche se in aumento. Non conoscendo la tua zona, se vuoi farti un pò d'olio, a malincuore ti dico di trattare con dimetoato dopo martedì: in questo modo ti tuteli contro un probabile attacco settembrino ed arrivi ad un raccolto anticipato. Buona fortuna e copriti bene quando lo dai ed usa una maschera idonea, non quelle con i filtri antipolvere e basta.

22/8/2015 - 21:58

AUTORE:
Diolamia

Siete tutti in ferie? Possibile che un ci sia nessuno che dice qualcosa?
E' un problema grosso, frega qualcosa a qualcuno? Nizzoli, te che ci capisci, la mosca c'è o no? Cosa si deve fà, si spruzza rogor?

19/8/2015 - 19:27

AUTORE:
Tiziano Nizzoli

Hai centrato il bersaglio, l'olivicoltore dei Monti Pisani non ha bisogno di promozione del suo prodotto, poichè riesce tranquillamente a venderselo da solo.
Avrebbe invece bisogno di chi lo aiuta a farlo, magari fornendo consulenza gratuita, monitoraggi degni di tal nome, fornitura gratuita di trappole e mezzi chimici occorrenti alla lotta guidata contro la mosca olearia, premi in denaro per ogni quintale d'olio prodotto, maggiorati se è biologico o IGP, ausili contro storni e cinghiali, etc.etc.
Non ci sono soldi? Mi viene in mente una pubblicità di un famoso spumante:
"no M......? No party"!

19/8/2015 - 9:06

AUTORE:
Sangiulianese doc

Il fatto che non ci sia nessun bastian contrario che ribatte a quello che dice il Nizzoli, significa che ha toccato un nervo scoperto, in poche parole quello che dice è sacrosanta verità.
Di Maio, Marchetti, se ci siete battete un colpo.

19/8/2015 - 1:11

AUTORE:
Summingup

....quello che dice il Nizzoli con belle parole, al popolo arriva questo messaggio: la Strada dell'olio e il Consorzio dell'olio toscano igp non servono a niente ,perchè dovrebbero aiutare a vendere un prodotto che non c'è e quando c'è non ha bisogno di loro per essere venduto; i politici che dovrebbero gestire al meglio la faccenda non ci capiscono nulla di olivicoltura, non hanno una lira da mettere sul piatto e cercano di tenere tutti tranquilli con promesse che non hanno futuro e con progetti a lunga scadenza che anche loro sanno irrealizzabili, per arrivare con nuove promesse alla prossima campagna elettorale.......E nel frattempo i nostri paesaggi cambiano e gli oliveti diventano bosco e arbusti spinosi, i sentieri si chiudono e i cinghiali la fanno da padroni.
Caliamoci sopra un pietoso velo, anche sulla Voce del Serchio, fa troppo male leggere queste cose, meglio non sapere niente.

18/8/2015 - 0:15

AUTORE:
Massimo

Devo dire che ti invidio molto, lascia perdere tutti e resta dove sei, continua a fare le cose che fai e sappi che quello che hai detto in questi anni è stato registrato, prima o poi qualcuno lo farà suo ed il nostro territorio ne trarrà sicuro giovamento, grazie.

17/8/2015 - 20:45

AUTORE:
Tiziano Nizzoli

Mi ritiro perchè non si può impostare un progetto sotto la spada di Damocle di eventi atmosferici e meteorologici sempre più imprevedibili e virulenti e di insetti e malattie difficilmente contrastabili.
Mi ritiro perchè l'olivicoltore toscano, dal più grande al più piccolo, ha un'indole poco propensa a forme cooperative spontanee; del resto i nostri amministratori niente hanno fatto in passato perchè ciò si verificasse e di persone preparate e motivate ne ho viste ben poche.
Mi ritiro perchè non credo più nella Strada dell'olio, come non credo più nel Consorzio dell'olio Toscano IGP, per un semplice motivo, fanno propaganda ad un prodotto che non c'è e quindi sono inutili.
Mi ritiro perchè non posso più tollerare i tanti, troppi discorsi sul turismo enogastronomico, sulla vocazione turistica di un territorio che ha permesso che chiudesse l'unico albergo esistente, che non ha progetti seri perchè non se li può permettere, perchè non c'è amore per il bosco, per i sentieri, per i muretti a secco, per i parchi da offrire in un modo intelligente....., devo continuare?
Ho pensato che da politico avrei potuto fare di più che da olivicoltore, ma mi è andata male, questo è un altro motivo per cui mi ritiro.
Oggi ho navigato su internet alla ricerca di un bollettino aggiornato sul monitoraggio della mosca olearia senza trovare risposte, dalla Regione al Comune di San Giuliano. In un momento critico come questo, con pioggia ed abbassamento delle temperature, un monitoraggio tempestivo può aiutare molto, ma lo sa l'assessore competente? L'anno scorso il monitoraggio della Regione sparava corbellerie ad alzo zero, quello comunale era inesistente ed il sottoscritto si prendeva la briga di telefonare a destra e a sinistra (nel significato politico della parola) per difendere gli olivicoltori da un attacco inusitato, ho dichiarato ai giornalisti che avremmo perso la quasi totalità del raccolto (cosa puntualmente accaduta) e mi hanno definito allarmista in cerca di visibilità politica.
Mi ritiro perchè voglio tornare al vero contatto con la natura, ieri ho raccolto i primi due cesti di fichi e ne ho fatto trenta barattoli di marmellata, da aggiungere ai dieci di ciliege, venti di albicocche, dodici di susine e quindici di pere. Domani spruzzo un pò di quello che so io sulle olive, con la speranza di tener lontano le mosche e allargo il pollaio per mettere un altro pò di galline (le uova le uso come materiale di scambio col vino). Se mi avanza un pò di tempo vorrei anche sistemare via di Cavina, perchè nessun altro lo fa e poi un muretto a secco "visitato" dai cinghiali stanotte. So che è l'insegnamento del sen. Razzi, ma il mio fegato ne trarrà beneficio!

17/8/2015 - 16:40

AUTORE:
Oliofobo

Speriamo che un sii quello d'origine. O peggio quello di vasellina.

17/8/2015 - 13:04

AUTORE:
Abitante costiero con simpatia pere monti

...un entusiasmante sconfitta alle elezioni nel sottomonte pisano, 'nsennò...il Pseudomonas savastanoi e la Bactrocera oleae avevano i giorni contati e questo spiace 'mpopò, ma con il tempo e con la paglia, matureranno anche le sorbe e con Giorgia Meloni al posto di Renzo Mattei l'olio ci sommergerà.
Aguri (auguri).

17/8/2015 - 9:25

AUTORE:
Napolitano Francesco

Gli devo dare atto che le sue argomentazioni sono sempre state espresse in modo corretto, senza astio verso una politica con difetti di udito. Purtroppo lei non fa parte di quel triangolo di coacervo di interessi, tale per cui si smuovono mari, monti e si srotolano tappeti. Per ora è così, non si muove foglia.

16/8/2015 - 20:41

AUTORE:
Olivolì

...dicci 'osa si deve fà con la mosca, c'è o un c'è? Io con quelle pòe olive che c'iò ci vorrei fà un pò d'olio.

16/8/2015 - 12:43

AUTORE:
Massimo

Nizzoli, ci siamo incontrati a diverse riunioni ed hai sempre dimostrato entusiasmo e competenza. Le hai provate tutte, per promuovere il turismo e i prodotti del territorio ti sei anche buttato in politica, purtroppo senza successo.
Non so se mi capiterà più, come è successo varie volte con L'oro del colonnello, di trovare un olio dei Monti Pisani nell'alta ristorazione e nelle riviste specializzate, ma capisco la tua amarezza e la decisione di abbandonare. Mi mancheranno, anche sulla Voce del Serchio, i tuoi consigli sulle operazioni colturali e sull'andamento della stagione olivicola. Tanti auguri per la futura attività, non ti ci vedo tra i pensionati di Molina a giocare a carte e chiacchierare sotto l'alberone per giornate intere.

16/8/2015 - 8:20

AUTORE:
Nicoletta

Mi dispiace molto che il famoso oro del colonnello esca dal mercato, del resto non si può lavorare in rimessa.
Speriamo che questo serva da stimolo per il sindaco Di Maio per capire che se le aziende olivicole non verranno aiutate in qualche modo, al suo tanto ventilato turismo enogastronomico mancherà un pezzo importante.