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Poche righe, molto concrete, che non lasciano spazio ad altre interpretazioni o strumentalizzazioni.
Liliana Segre, la senatrice a vita sopravvissuta all'olocausto e oggetto, nelle ultime settimane, di numerosi attacchi sul web, ha declinato in maniera netta la proposta, partita dal mondo del giornalismo e poi ripresa anche da diversi esponenti politici, di essere candidata al ruolo di Presidente della Repubblica. 

Circolo ARCI Migliarino
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Sezione Soci Coop Valdiserchio-Versilia
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PUBBLICA ASSISTENZA S.R. PISA
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Pubblica Assistenza Migliarino
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San Ranieri miraoloso.

Levato quer viziaccio .....
. . non al Carroccio
6000 sardine 200 scorfani 100 gallinelle e il caciucco .....
"Questo è il segnale che se tutti ci muoviamo, forse .....
Le squadre di Val Di Serchio
di Marlo Puccetti
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Incontrati per caso
di Valdo Mori
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di Bruno Pollacci
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Cosa fare per evitare i fastidi causati dall'acaro autunnale
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Enti di Promozione Sportiva
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Val di Serchio
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Val di Serchio
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Cs campionato petanque
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Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.
È .....
Alla cassa di un supermercato una signora anziana sceglie un sacchetto di plastica per metterci i suoi acquisti.
La cassiera le rimprovera di non adeguarsi .....
Lago di Massaciuccoli
Denunciato un bracconiere: nel mirino i branchi di folaghe che sono tornati a popolare il lago

20/11/2015 - 11:55

Lago di Massaciuccoli, denunciato un bracconiere: nel mirino i branchi di folaghe che sono tornati a popolare il lago

 
Un bracconiere, dedito alla caccia di frodo delle folaghe nel Lago di Massaciuccoli, in particolare nella Riserva naturale del Chiarone, è stato pizzicato nei giorni scorsi dalle guardie del Parco. Nelle scorse settimane i guardiaparco del corpo di vigilanza dell’Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, avevano infatti verificato la ripresa di atti di bracconaggio nei confronti dei numerosi esemplari di folaga presenti nelle acque della Riserva naturale del Chiarone, un’area di grande pregio ambientale ricompresa nell’alveo lacustre del Massaciuccoli.
Già verso la fine dello scorso anno, gli uomini del Parco avevano la certezza che qualcuno compiesse blitz fulminei nei confronti dei branchi di folaghe per abbatterne qualcuna e dileguarsi poi senza lasciare tracce utili, prima ancora che i guardiaparco avessero la possibilità di organizzare un’azione di repressione dell’illecito. Dopo i primi sospetti, indagini accurate ed appostamenti in loco, i guardiaparco sono riusciti ad intercettare, non senza fatica, il barchino condotto da un cacciatore camaiorese durante una delle sue scorribande nell’area protetta, stavolta sfortunata. Nel corso dell’ispezione l’imbarcazione è risultata addirittura dotata di apposito doppiofondo, con alloggiamento appositamente creato per occultare un fucile da caccia calibro 12 e numerose munizioni in piombo, il cui uso è proibito in tutto il comprensorio palustre.
Le guardie del Parco hanno conseguentemente provveduto a sporgere denuncia presso la Procura del Tribunale di Lucca e a porre sotto sequestro sia l’arma e le munizioni, sia l’imbarcazione. Per il bracconiere, oltre al rischio di condanna penale ed al pagamento di pesanti sanzioni amministrative, potranno esserci ripercussioni anche sulla licenza di caccia, giacché i fatti sono stati portati a conoscenza anche della Questura di Lucca.L’azione intrapresa dal corpo di vigilanza dell’Ente ha fatto registrare molte esternazioni di compiacimento, soprattutto da parte dei numerosi cacciatori del comprensorio del Massaciuccoli che hanno deciso di adeguarsi ai tempi che cambiano e di esercitare un oculato prelievo delle risorse faunistiche, nel pieno rispetto dei limiti e delle modalità consentite.

Le folaghe nel Lago di Massaciuccoli
La folaga (Fulica atra) era talmente diffusa in passato nel Massaciuccoli da far registrare, durante la stagione invernale, la presenza di alcune decine di migliaia di individui. Lo svernamento di tale animale, appartenente alla famiglia dei “rallidi” (non ha infatti le zampe palmate tipiche degli “anatidi”) era uno dei motivi per cui il lago finiva per attirare cacciatori da ogni parte della Toscana per delle vere e proprie mattanze.Se fino ai primi anni Novanta nell’oasi del Chiarone stazionava ancora circa un migliaio di esemplari, successivamente la completa scomparsa della vegetazione di cui si cibavano ne determinò la quasi totale scomparsa in branchi numerosi.Di recente la folaga ha ripreso a frequentare l’areale preferito per lo svernamento e la riproduzione in alcune centinaia esemplari, grazie soprattutto al miglioramento della qualità delle acque del lago e alla parziale ricrescita della vegetazione di cui l’animale si nutre, fatto visibile ai visitatori anche in numerosi canali della palude.

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23/11/2015 - 11:10

AUTORE:
Salumiere

Andate a pizzicare anche gli ardui legnaioli abusivi!