none_o

Nei giorni 26-27-28 aprile verranno presentati manufatti in seta dipinta: Kimoni, stole e opere pittoriche tutte legate a temi pucciniani , alcune già esposte alla Fondazione Puccini Festival.Lo storico Caffè di Simo, un luogo  iconico nel cuore  di Lucca  in via Fillungo riapre, per tre mesi, dopo una decennale  chiusura, nel fine settimana per ospitare eventi, conferenze, incontri per il Centenario  di Puccini. 

#NotizieDalComune #VecchianoLavoriPubblici #VecchianoSport
none_a
Pisa, 17 marzo
none_a
Comune di Vecchiano
none_a
. . . la merxa più la giri, più puzza e te lo stai .....
. . . camminerebbe meglio se prima di fare il tetto .....
Ad un grosso trattore acquistato magari con l'aiuto .....
. . . che su questo ci intendiamo. Sai qual è il .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
Colori u n altra rosa
Una altra primavera
Per ringraziarti amore
Compagna di una vita
Un fiore dal Cielo

Aspetto ogni sera
I l tuo ritorno a casa
Per .....
Oggi è venuto a mancare all’affetto di tutti coloro che lo conoscevano Renato Moncini, disegnatore della Nasa , pittore e artista per passione. .....
Marina di Pisa
Volterra e il cibo

24/11/2015 - 23:18


In Italia si perde suolo agricolo con una velocità di sette metri quadri al secondo. Il 20 per cento della fascia costiera è irrimediabilmente perduto. Le produzioni agricole si standardizzano, perdiamo biodiversità e qualità. I costi dei prodotti della agricoltura industriale costringono i piccoli produttori e le produzioni tipiche ad abbandonare il lavoro, e con questo il nostro fragile territorio diventa friabile, frana, mentre aumentano alluvioni e disastri ambientali. I nostri corpi si nutrono sempre più con prodotti privi di valore sensoriale, vere e proprie schifezze, che ci fanno diventare obesi, si diffondono malattie del metabolismo e patologie alimentari di vario tipo. Troppe persone hanno perso persino la memoria del gusto, non sanno distinguere un olio d'oliva buono da una sbobba di laboratorio. Ci fermiamo qui, ma l'analisi dovrebbe estendersi e richiamare fatti e dati da far tremare i polsi. Certo, abbiamo avuto l'expo, con l'ambizioso titolo “Nutrire il pianeta”, segno comunque che a tutti i livelli cresce la consapevolezza della centralità di questo tema, non a caso nello stesso anno in cui Papa Francesco scrive l'enciclica Laudato sii. Ma il segno di quello che continua ad accadere non può che essere sconfortante. Avevo in mente queste riflessioni, mentre mi preparavo a intervenire al convegno organizzato da CIA e Associazione Mezza Luna a Volterra, per la seconda giornata della consapevolezza alimentare. Eppure, mano a mano che i relatori intervenivano, migliorava il mio umore e le nubi dei miei pensieri si diradavano. Incredibile e bello vedere e ascoltare persone che, in questa giungla dove si combattono guerre spietate, lavorano sui sogni. Sognatori che si sporcano le mani, vanno contro corrente con caparbietà, convinti di poter cambiare il mondo. Produttori di vino, produttori di olio, organizzatori di mercati contadini, educatori, operatori di mense di comunità e di scuola. Sono un uomo di Slow Food, e seguire quel convegno era come un piacevole convivio. Tutti sognatori, tutti consapevoli di aver a che fare con nemici potenti e contro i quali la battaglia sarà lunga e dura.
 
Un paio di giorni dopo si è svolto a Pisa, ad un incontro con la onorevole Susanna Cenni. Si discuteva della legge, da poco approvata, per la tutela della biodiversità. Una legge incredibilmente votata alla unanimità, dopo quattro anni di lavoro. Non ne parlerei, se non per notare come, in una epoca in ci pare che tutto vada in un verso di assoluta e succube acquiescenza nei confronti delle logiche imposte “dai mercati”, questo Paese e questa fase storica ci possono riservare delle sorprese. La legge per molti aspetti  va “controcorrente”, rispetto a processi che tendono a ridurre la biodiversità, a standardizzare i prodotti alimentari, sia nelle specie che nelle caratteristiche morfologiche. La legge è un risultato importante, pone dei capisaldi normativi e teorici che, per il futuro, gettano le basi per dare una sponda operativa, normativa e istituzionale a tutti quei sognatori che si erano dati appuntamento a  Volterra e ai tanti altri, tantissimi per fortuna, che in Italia e nel mondo si danno da fare per nutrire il pianeta, ma nutrirlo bene.

 

Fabiano Corsini

+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri