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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Circolo ARCI Migliarino- 13 giugno ore 21
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Di Claudia Fusani
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Comune di Vecchiano
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Ripetere 1000 volte la verità assoluta dei fatti con .....
. . . storia non la cambio di certo io.
La prima .....
. . . non si cambia a piacimento.
Poi vedi Mattarella .....
. . . che un disegnino ti serve un corso di lettura/ .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Tirrenia, 17 giugno
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di Alessio Niccolai con Alma Pisarum APS
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Villa di Corliano, 27 giugno
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Pugnano, 22 giugno
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Tirrenia, 15 giugno
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Le cose andrebbero meglio
se non bene
se si procedesse
tutti quanti insieme. . .
rispettando modi, tempi, capacità
valorizzando le competenze .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
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Le cose da ricordare del 2015

3/1/2016 - 10:04

di Ovidio Della Croce

 

Questa rubrica saluta con affetto l’amico Sandro Marianelli. Finalmente domenica! ha diversi debiti con Sandro, a cominciare dal logo: è suo l’inserimento della torre di Pisa al posto della tour Eiffel tra le mani di Fanny Ardant. Mercoledì sera in pizzeria mi aveva chiesto cosa avrei scritto questa domenica e gli avevo risposto che avevo preparato Le cose da ricordare del 2015. Sandro era d’accordo nel ricordare Khaled al-Asaad, l’archeologo di Palmira. Sul resto non abbiamo avuto il tempo di parlare.
 
Khaled, Parigi, Philae
 
Quest’anno è volato, si dice sempre così alla fine dell’anno. Si dice anche: le giornate sono pizzicotti. Non lo so come possa essere un anno lento, che non passa mai e nemmeno un giorno lento che non passa mai. Si dice anche: vent’anni sono volati, sono certe giornate che non passano mai. Questo si dice lo capisco meglio, perché mi sembra sia successo così un po’ a tutti noi. E poi si dice che alla fine dell’anno è tempo di bilanci. Allora proviamo a fare il bilancio del duemilaquindici all'inizio del duemilasedici. Proviamo a ricordare le grazie e le disgrazie pubbliche del duemilaquindici, quelle private ciascuno se le tiene per sé.
 
Farò dunque un normale bilancio dell’anno delle cose da ricordare di questo mondo che normale non è. Volevo scegliere una cosa sola da ricordare. Cosa guida le cose e cosa le muove, un niente. Ecco allora che se ne sono aggiunte altre due o tre.
 
Il Presidente Mattarella quando a metà ottobre è venuto a Pisa, ha scoperto una targa nel Piazzale antistante gli Arsenali Repubblicani di intitolazione dell'Area archeologica alla memoria del signor Khaled al-Asaad, l’archeologo siriano direttore degli scavi di Palmira ucciso il 18 agosto dai fanatici dell'Isis, e lo ha definito “un benemerito dell’umanità che ha cercato di salvare un patrimonio culturale importante e lo ha fatto sapendo di rischiare la vita".
 
Ora è meglio leggere l’articolo di Massimo Gramellini su Khaled al-Asaad (vedi allegato) e poi una cosa buona che si potrebbe fare è firmare una petizione on-line su change.org che ne chiede la candidatura postuma al Nobel per la pace.
 
Ma le cose belle e le cose brutte sono come una partita a shangai, tiri via un bastoncino e ne muovi un altro e un altro ancora e poi ecco quelli dell’attentato a Charlie Hebdo (7 gennaio), e i centoventinove che sono i morti di Parigi del 13 novembre. Ammazzati nei loro momenti di svago, come Valeria Solesin al Bataclan di Parigi, città dove siamo andati nel nostro tempo libero a vedere musei e mostre, a studiare e a divertirci.
 
Per qualche strana combinazione si solleva un bastoncino che ci porta una bella notizia da una cometa. I ricercatori della missione Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) sono riusciti, il 12 novembre 2014, a far atterrare sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko qualcosa di costruito dall’uomo: il lander Philae, un cubo di un metro per lato con una massa di 100 chilogrammi e pieno di strumentazioni per analizzare le caratteristiche di uno dei corpi celesti osservati fino dall’antichità. Non importa se non è la cometa di Halley, gli scienziati hanno fatto viaggiare per dieci anni la sonda che ha percorso sei miliardi e mezzo di chilometri per far atterrare il lander Philae sulla cometa 67P/C-G. Ma Philae si era come ibernato, aveva scaricato le batterie a causa della scarsa esposizione solare e si era spento. Ma esattamente alle 22:28 di sabato 13 giugno duemilaquindici Philae si è risvegliato, nel corso della sua orbita la cometa si è avvicinata al sole e i pannelli solari di Philae si sono ricaricati. Questa notizia è stata definita come “uno dei momenti più sorprendenti nella storia delle esplorazioni spaziali”.
 
La missione della sonda spaziale si chiama Rosetta per ricordare la pietra che permise agli archeologi di decifrare alcuni geroglifici degli antichi egizi, visto che il suo scopo è quello di spiegare come si sono formati i pianeti e il sistema solare. E il lander, “veicolo di atterraggio”, si chiama Philae per ricordare l’isola dove fu trovato un obelisco le cui iscrizioni furono utilizzate per decifrare le scritte della stele di Rosetta e perché ha il compito di trasmettere dati e informazioni registrati sulla superficie della cometa 67P/C-G.
 
Così a fine anno, per la prima volta nelle storia dell’umanità, qualcosa di costruito sulla terra si è rianimato su un corpo celeste in gran parte di ghiaccio distante oltre 514 milioni di chilometri, e ha in memoria ottomila dati e informazioni sulla composizione della cometa. Qualcosa da un punto lontanissimo di una cometa sparsa nell’universo sta lavorando per noi alla ricerca di composti organici che potrebbero aiutarci a capire il ruolo delle comete nel portare la vita sul nostro pianeta, se questo processo è avvenuto.

 

Mentre continuiamo a giocare a shangai, estraiamo il bastoncino del signor Khaled al-Asaad che sorride per la missione Rosetta e perché Philae si è risvegliato. È stato un brutto Capodanno trascorso senza la persona con cui era bello stare, il mio amico Sandro. Mi ha lasciato con un sorriso e anch’io gli ho sorriso. Auguri per il 2016!



Fonte: In allegato l'articolo di Gramellini su Khaled
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3/1/2016 - 20:04

AUTORE:
cristina

Prima di leggere il testo del tuo pezzo ho provato a fissare la memoria sul 2015. Ricordo i primi giorni di gennaio, sto parlando con un amico che mi racconta pieno di entusiasmo il suo nuovo progetto di ricerca: la satira durante il ventennio. In giro per archivi e biblioteche ha trovato molto materiale e lo sta riorganizzando. È soddisfatto. Qualche giorno dopo ci incontriamo per caso per strada e mi dice "Ma ti rendi conto?". È l'otto gennaio.
La mia memoria continua a passare in rassegna gli eventi, mi ricordo solo quelli brutti. Possibile non riuscire a trovare niente di buono?
Leggo il tuo pezzo, vediamo se sei stato più bravo di me, sicuramente sì. Infatti. Ti sei ricordato del risveglio di Philae, una gran bella notizia. Una boccata d'aria fresca, di quelle che ti riempiono i polmoni e ti fanno stare bene. Il 2015 personalmente non è stato il massimo. Un buon proposito per il 2016 potrebbe essere quello di non perdere mai di vista le buone notizie, di fissarle nella memoria.

"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio".

Buon inizio.