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Gioia e picconate, abbracci e idranti, sbarre che si alzano e fiumane di vessati che sfociano nella libertà, l'euforico stordimento prodotto dall'onda d'urto del treno della Storia quando passa sferragliando e fischiando così sonoramente da rendere impossibile non accorgersene: la notte della caduta del Muro di Berlino, 30 anni fa, fu tutto questo e definirla 'storica' è quasi riduttivo. Era il 9 novembre del 1989. ..

Circolo ARCI Migliarino
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Sezione Soci Coop Valdiserchio-Versilia
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Nella primavera del 2008 Rifondazione comunista, Partito .....
L’attuale deriva della crisi di sistema paese, .....
. . . . . . . . . . . ha avuto un enorme potenziale .....
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Incontrati per caso
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Val di Serchio
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Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.
È .....
"Così a Dio piacque,
l'uovo da cielo cadde
e la gallina nacque!"
Teatro Rossini - Pontasserchio
"Silenzi di Guerra" di Renato Raimo

17/1/2016 - 10:55

Dopo tre giorni di prove ed allestimenti per l'edizione 2016, Renato Raimo ha rappresentato in prova generale al Teatro Rossini di Pontasserchio la sua " Silenzi di Guerra", opera che porterà nei prossimi mesi nei teatri della Toscana e di altre Regioni.
Grande prova dell'attore pugliese, pisano di adozione, e della sua Compagnia, a cominciare dal valente musicista Marco Lo Russo, artista a livello internazionale.

Raimo riesce a trasmettere la vicenda umana di un medico che segue il figlio nelle trincee della Prima guerra Mondiale attraverso i sentimenti e i silenzi delle parole non dette in un rapporto padre - figlio molto diverso da quello di oggi
La scenografia, curata nei minimi dettagli per dare evidenza ai vari passaggi della storia, riesce a far vivere le vicende in modo dinamico.
"Silenzi di Guerra" è tra l'altro candidato a partecipare alla Settimana della Cultura Italiana, che si svolgerà prossimamente a L'Avana.
Non molto numerosi gli spettatori, una occasione mancata per assistere a un evento culturale di grande spessore.
Come sottolinea anche Sandro Petri, presidente dell'associazione La Voce del Serchio, organizzatrice dello spettacolo nell'ambito della Stagione Teatrale 2015/2016 del Comune di San Giuliano:
" E' stato piuttosto complesso inserire questo spettacolo nel Cartellone che le associazioni locali hanno gestito insieme con il Comune di San Giuliano. E il risultato è stato davvero positivo.
C'è il rammarico di non aver visto il teatro pieno in una occasione così importante. Riceviamo molte richieste per portare proposte culturali di alto livello e ci aspettiamo una risposta adeguata a queste iniziative.
Tra l'altro il Teatro Rossini è davvero perfetto per vivere al meglio l'opera teatrale. Rispetto ai più grandi e importanti teatri, la sua dimensione e la sua struttura fanno in modo che lo spettatore possa entrare nella storia, esserne un partecipante attivo.
E' come vedere un film al cinema in 3D.
Un grazie di cuore a Renato, che con Iolanda, Francesca, Marco e gli altri, ci ha fatto questo regalo.
L'Associazione continuerà a lavorare attivamente nell'ambito teatrale con le Scuole ( si è avviato qualche settimana fa il nuovo Concorso teatrale che si concluderà a Maggio) e con il Comitato di Indirizzo del Teatro Rossini".
Ma non c'è stato solo lo spettacolo. Infatti, al termine Raimo e Lo Russo hanno dato vita ad un vero e proprio happening, con il musicista che con la sua fisarmonica ha interpretato la "Cavatina di Figaro" dal Barbiere di Siviglia ( eravamo al Rossini...) e con l'attore che ha dedicato lo spettacolo ad un eroe della Prima Guerra Mondiale di San Giuliano, Armando Misitano, caduto in Trentino nel giugno 2016, leggendo alcuni frasi da lui scritte e riportate da un documento del 1917.
Insomma, una serata che ha saputo emozionare e coinvolgere chi ha voluto partecipare.
Chi non c'era potrà assistere allo spettacolo al Verdi di Pisa il 27 e 28 febbraio.

 

Le foto del dopo spettacolo sono di Luigi Polito

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