none_o

 

La ricostruzione e il racconto con tanti ricordi, la rivolta dell'acqua questa volta non portatrice di vita ma di morte. Il pianto di una Nazione e..."al posto del campanile una scala a chiocciola", quella di Giovanni Michelucci.
 

Officine di Comunità
none_a
PUBBLICA ASSISTENZA S.R. PISA
none_a
Pubblica Assistenza Migliarino
none_a
Arpat Toscana
none_a
Non cià (senza la "h") capito niente vero? e come .....
Mi perdonerà sig. Baglini, se le rispondo dopo un .....
. . . . . . . . . . . una efficace protezione per .....
Vede caro lei, il problema non è usare uno pseudonimo, .....
Cosa fare per evitare i fastidi causati dall'acaro autunnale
none_a
Incontrati per caso
di Valdo Mori
none_a
"Io lo vedo così"
none_a
Libri ed altro.
none_a
  • AD ACCOGLIERE GLI STUDENTI DELLE SCUOLE DI CALCI MOLTI SPAZI, AULE E GIARDINI RINNOVATI

      Suona la campanella

    Mancano tre giorni all’inizio della scuola e lunedì prossimo la campanella suonerà per i tanti alunni calcesani che potranno contare su aule, spazi comuni e giardini rinnovati e più sicuri...


Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.
È .....
Vendo FB FB johnson 5CV buone condizioni, bicilindrico, 2 tempi, gambo corto, elica 3 pale, anni 90, marcia avanti e indietro, serbatoio esterno .....
Sant’Anna di Stazzema
La strage di Sant’Anna di Stazzema

12/8/2016 - 12:53


12 agosto
Una mattina di agosto: la strage di Sant’Anna di Stazzema


Un’ immagine d’archivio mostra una fucilazione probabilmente eseguita nella zona di S. Anna di Stazzema (Ansa)

Arroccata tra le colline Versiliesi, a est le alpi Apuane con il loro marmo che ha dato vita ai più grandi capolavori della storia, a ovest il Tirreno. Un paradiso silenzioso, nascosto, difficile da raggiungere. Entrambi gli autori di questo blog si ricordano della strada che, partendo da Pietrasanta e, seguendo le indicazioni, si inerpica attraverso 20 chilometri tra le montagne. Non è facile da trovare, serve determinazione per arrivare alla fine, ed è difficile non pensare almeno una volta di essersi persi o aver sbagliato strada. Alla fine, però, vince il desiderio di vedere con gli occhi quel luogo, quella terra che la mattina del 12 agosto 1944 ha conosciuto l’inferno. Ad accogliere il visitatore un grande parcheggio, poche case lontane tra loro, una signora che prepara panini e caffè e tanto silenzio. Mai come quello che si trova in alto, raggiunto il Memoriale (e dopo aver visto il Museo e riletto, sempre con lo stesso nodo in gola, le parole di Piero Calamandrei incise sulla pietra). In piena Seconda Guerra Mondiale, il piccolo centro di Sant’Anna di Stazzema (sulla Linea Gotica che tagliava in due l’Italia si trovavano anche altri piccoli paesi sconosciuti come Marzabotto, Biagioni, Monchio e Cervarolo, diventati famosi per lo stesso atroce destino) era stato dichiarato “zona bianca” dal comando tedesco. Un luogo adatto a raccogliere sfollati. Apparentemente protetto. Invece no. Fu oggetto di una strage atroce dichiarata “crimine contro l’umanità” in cui morirono 560 civili di cui 130 bambini per mano dei soldati tedeschi comandati dal generale nazista Max Simon.
All’alba la sedicesima divisione “Reichfuhrer SS” accerchiò tutta la zona: tra i soldati tedeschi c’erano anche collaborazionisti fascisti Italiani. La più piccola delle vittime si chiamava Anna e aveva solo 20 giorni. Molti uomini fuggirono per paura di essere deportati nei campi di lavoro.  Le persone vennero rastrellate, chiuse nelle case e nelle stalle e brutalmente uccise con colpi di mitra e bombe a mano. Dopo, tutto venne incendiato. Molti altri furono radunati sulla piazza della chiesa insieme al parroco Don Innocenzo Lazzeri, si inginocchiarono e pregarono. Avevano subito capito quale sarebbe stato il loro destino: alcuni avevano le foto della loro famiglia in mano per essere identificati dopo morti. Le mitragliatrici poste ai lati della piazza fecero fuoco e trucidarono donne, bambini, anziani, innocenti che con la guerra non avevano nulla a che fare.

Le foto dei bambini (Ansa)

I loro corpi furono bruciati usando come combustibile, le panche della chiesa. I fascicoli con i nomi dei responsabili, i dettagli di quel massacro e di altre stragi dell’ epoca, furono occultati in uno scantinato nel palazzo del consiglio della magistratura militare a Roma, in un armadio con le ante rivolte contro il muro. Per gli anni successivi al dopoguerra, aprire quell’armadio sarebbe stato troppo scomodo per molta gente importante, così rimase chiuso fino all’estate del 1994. Grazie ad un procuratore militare l’armadio della vergogna fu così finalmente aperto e nel 2004 iniziò il processo contro gli ufficiali nazisti responsabili dell’eccidio.

La chiesa di Sant’Anna con la piazza, come appare attualmente (Ansa)

Fu la corte di La Spezia ad accogliere il processo: al termine della ricostruzione degli eventi venne appurato che si era trattato di un atto terroristico premeditato con l’obiettivo di sterminare i civili: 10 ex SS vennero condannate all’ergastolo con sentenza in Cassazione nel 2007. Tuttavia la procura generale di Stoccarda il primo ottobre del 2012 ha archiviato l’inchiesta per la strage nazista perché, secondo i magistrati, non era più possibile stabilire il numero esatto delle vittime e le volontà esatte degli assassini. La corte federale di Karlsruhe, però, nel maggio scorso, ha annullato la decisione della procura generale di Stoccarda. Gli atti sono stati trasmessi alla procura di Amburgo dove risiede l’ex SS Gherard Sommer, condannato in Italia all’ergastolo.

Io a Sant’Anna, quel giorno del ’44, ho perso la mia nonna, che l’avevo a braccetto, scappò, e gli tirarono una revolverata, ed io rimasi nel fondo, sotto i morti. Non mi ricordo altro. M’han preso l’ero al letto i tedeschi. Mi trovavo dalla nonna, all’Argentiera di sotto. Mi presero, l’ero a letto, e ci misero per fila, e ci portarono in un posto detto la Vaccareccia…Io ero sotto i morti, mi riprese Mauro, mi ritirò per i capelli, vedeva che non mi muovevo, ci prese Mauro e ci disse “bisogna andare su nel bosco”, perché c’erano i tedeschi. Mi sentii chiamare e l’era una che era scappata nel mentre il tedesco sulla porta mitragliava… Son stata tanto che non camminavo, perché la pallottola mi aveva passato, mi stirarono bene la gamba con dei cenci sbrindellati…..e sono qui. Tutti questi delle SS mi fanno impressione se li vedo io nelle fotografie, quando si vedono alla televisione, un posso io….non posso vedere la roba, dove ci sono questi SS, mi fa impressione (Lina Antonucci, scampata a 9 anni, in “I bambini ricordano” di Oliviero Toscani). 

Con la Legge 381 del 2000 è stato istituito, con l’obiettivo di mantenere viva la memoria storica dei tragici eventi dell’estate del 1944, il Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna.


Tag: armadio della vergogna, don innocenzo lazzeri, eccidio, Max Simon, Memoria, Reichfuhrer SS, sant'anna,Sant'Anna di Stazzema, ss


+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

codice di sicurezza Cambia immagine

Inserisci qui il codice di sicurezza
riportato sopra: