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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
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"Il Mondo di Fernanda"
di Trilussa

18/12/2016 - 12:19

Chi dice che la vita di tutti i giorni non sia storia? Una storia minore forse, una storia con la s minuscola ma non può non chiamarsi storia. Una storia come questa  di Fernanda, una storia fatta di persone comuni,  di piccole cose, di sofferenze e patimenti, di gioie e di lutti, di amicizia e di amore, di rispetto e di ideali, di fame e miseria mentre magari gli avvenimenti della Storia con la S maiuscola, quella che sconvolgeva le loro vite, quei grandi avvenimenti che rimanevano impressi nei libri e negli annali, si svolgevano molto al  di sopra di loro, non a loro insaputa ma certamente contro la loro volontà.


Una Storia poi scritta al maschile, condizionata essenzialmente da uomini; rare le donne che hanno lasciato una impronta importante nelle vicende e nella storia del mondo.


Forse alcune famose scienziate come la nostra Rita Levi Montalcini o Madame Curie all’unanimità considerata la prima scienziata donna della storia. Impegnata nel campo della fisica e della chimica,  con i suoi studi sulle sostanze radioattive fino a vincere ben due premi Nobel in due campi diversi. La sua passione per la radioattività segnò anche il suo destino: morì per una grave forma di anemia aplastica e tutti i suoi appunti sono ancora oggi considerati pericolosi per la salute, vista la continua esposizione alle sostanze radioattive. Oppure donne protagoniste innovatrici nel campo della moda come Coco Chanel o Mary Quant o salite alla ribalta un po’ per caso, e solo perché mogli di mariti famosi, come Evita Peron o lady Dyana. O, infine, rimaste impresse nella memoria collettiva come la triste vicenda della piccola Anna Frank.


Ma se la Storia, quella grande, rimane roba da maschi, roba da uomini, quella piccola invece parla soprattutto di donne;  di grandi piccole donne come la Fernanda, impegnate tutta la vita non a risolvere i grandi problemi del mondo ma quelli assai più piccoli, ma ugualmente importanti, dei propri figli, della propria famiglia in tempi difficili o addirittura tragici come durante la guerra.


Il libro di fabiano Corsini (lISecolo di Fernanda, edizioni ETS) non sarà un’opera di alta letteratura, un tomo da far studiare a scuola come i Promessi Sposi o l’Odissea ma ha un suo grande valore, pur nella correttezza formale e della semplicità linguistica.

E’ stato presentato l’altro sabato a San Giuliano presso le Terme con  il patrocino del Comune e a cura dell’Associazione la Voce del Serchio di fronte ad una platea attenta e partecipe riuscendo a coinvolgere emotivamente tutti i presenti per la sua autenticità e la riscoperta dei piccoli grandi valori della vita. Un secolo di storia vissuta attraverso la figura quasi eroica di una semplice donna, una madre di famiglia, una donna come tante che si è trovata a vivere una vita intensa e travagliata, inconsapevole testimone di un’epoca non troppo lontana cronologicamente ma lontanissima dal mondo e dal modo in cui ci troviamo a vivere oggi.


Forse proprio per questo, a pensarci bene, potrebbe veramente essere adottato come testo da leggere ai nostri giovani studenti.  Servirebbe a far conoscere loro un altro mondo, diverso non solo da quello virtuale che conoscono bene, ma da quello reale in cui stanno vivendo ma da cui si stanno allontanando.

Un mondo che appare loro privo di quelle caratteristiche che invece per Fernanda erano fondamentali: un mondo dove si viveva combattendo ogni giorno non solo coi pericoli della guerra ma anche con le minime necessità come quella del mangiare, del vestirsi, di spostarsi, di sopravvivere alle malattie e alla guerra, di vivere in libertà.


Il  libro potrebbe far capire loro che quello che loro hanno a disposizione e che appare scontato non è stato da sempre, che non è stato facile né semplice e che la libertà dai bisogni è cosa recente, come pure quello della libertà  e della pace.


Riscoprire il nostro passato, recente ma lontano, presente ma sconosciuto potrebbe essere una lezione importante per capire e apprezzare meglio il nostro presente.


Corsini si adatta al tema e al periodo e usa il linguaggio dei tempi che racconta, quelle frasi e quelle parole che sono scomparse o stanno scomparendo. Una perdita perché con loro se ne va il ricordo e la testimonianza di un’ epoca di piccole vite e grandi tragedie, di scorci di vita in paesi poveri e affamati,  del passaggio tragico della guerra, del mercato nero, della speranza e della rinascita del dopoguerra, di lutti affrontati con il fatalismo dell’epoca, di piccole storie,  di atmosfere paesane,  di sofferenze paure e soprusi ma anche di amicizia e di onore.
 
E la scomparsa dei soprannomi, il cambiamento di significato di alcuni modi di dire (fare all’amore), la verginità come valore e non come impedimento al divertimento fanno capire come diverso fosse il mondo di Fernanda, di come è cambiato in non molti anni e questo libro ne può essere la testimonianza più sincera e fedele.

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