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 Alcuni mesi fa, durante una assemblea dell'associazione La Voce del Serchio, fu proposta l'idea, da parte di alcuni soci cicloamatori, di fare qualcosa per la pista ciclabile Puccini, cercando di sollevarla dalle condizioni di oblio e degrado in cui versa attualmente, dopo esser stata molto decantata e utilizzata per varie inaugurazioni in tempi propizi. L'origine del progetto....

Anniversario
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Le Parole di Ieri
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Per non dimenticare
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Il Diario di Trilussa
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Qualcuna mi puo' dire di che tipo di alga è pieno .....
Ebbene si! Prima del Job's Act i lavoratori delle aziende .....
Prima del Job's Act i lavoratori delle aziende sotto .....
comincia il mondiale!

che strana sensazione di lutto!

non .....
Esperienze di viaggio
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La Natura vista da Simona Tedesco
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Agrifiera di Pontasserchio, 22 aprile
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Agrifiera di Pontasserchio, 21 aprile
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  • ALLA CITTADINANZA DI MIGLIARINO

      04 MAGGIO 2018, alle ore 18.30
    AVVISO DI ASSEMBLEA


    Il comitato A.S.B.U.C. di Migliarinoinvita tutti i cittadini della frazione a partecipare all’assemblea indetta presso la nuova sede ASBUC in via S. D’Acquisto n. 1 in Migliarino:     in prima convocazione per il giorno 30 Aprile 2018 alle ore 12.00,   in seconda convocazione per il giorno 04 MAGGIO 2018, alle ore 18.30


  • GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MADRE

      Una domenica un poco strana il 25


    Anche per quest’anno la GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MADRE, evento che il G.U.T. (Gruppourturatoscana) porta in giro nella zona pisana, ed oltre, sarà ospite dell’ASBUC di Migliarino 


COME UN SASSO NEL FIUME


Resto in silenzio ad aspettare te,
a contemplare il tuo tenero viso,
i tuoi occhi candidi, dolcissimi,
semplici che .....
A Migliarino Pisano Viale dei Pini lato Salviati affittasi appartamento arredato di 90 mq. sviluppato su unico piano composto da Ingresso indipendente .....
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Tinca di Luccio e Maggio di Settembre

13/3/2017 - 21:51

Dopo la frega primaverile che faceva ammassare le tinche in quantità enormi in calme pozze d'acqua, questi bellissimi pesci verdi, deposte migliaia di uova color rosso mattone ai piedi delle cannelle, immerse nel padule o fra le profonde erbe dove potevano stare non viste mimetizzate dal loro color marobbio e dall'immobilità che le caratterizzava, si sparpagliavano nuovamente nelle acque del lago.
La voglia di riunirsi in branco non era però solo un fatto legato alla riproduzione, dove giovava essere in molti per potere essere visibili in quell'acqua torbida prediletta da quei pesci. Trovare in un ammasso di fango, foglie di canne, parapotte ed erbe palustri, un proprio simile e per di più dell'altro sesso, era molto difficile se si aggiungeva anche la miopia di quei pescioni che per alimentarsi non avevano bisogno di vista acuta perchè bastava loro la sensibilità delle labbra per sapere se quello che toccavano era commestibile o meno.
In tutto il restante periodo dell'anno, fino ai mesi più freddi che facevano affondare e affangare le tinche nella calda fanghiglia del fondo, i pesci stavano comunque in compagnia ed era rarissimo prendere solo un esemplare, sia che si pescasse col verme di terra o con palline di polenta in una diurna statica e paziente pesca di canna, oppure con la bilancia in faticose tirate di braccia nelle fredde e nebbiose notti primaverili.
In marzo cominciava il raduno che si protraeva fino ad aprile, quando i grossi maschi finivano di spargere il loro latte sui grappoli delle uova appena deposte. Finito il ciclo dell'amore, la fame prendeva il sopravvento per la spossatezza del parto o della fecondazione ed allora si scatenava la caccia a chiocciole, vermi, larve di insetti acquatici, ed eravamo arrivati a maggio.
Se la tinca era la regina delle acque, il luccio non poteva che essere il suo re.
D'indole opposta, gusti opposti, abitudini opposte, era solo la stessa acqua che teneva insieme quei due magnifici pesci.
Lei era miope ma lui aveva la vista acutissima e quindi l'acqua che lo ospitava doveva essere limpida per individuare la preda da lontano.
Lei lenta e pacifica e lui tutta una massa di velocità e scatto tanto da non poter visualizzare l'attimo della sua fugata su qualche persichetto, scarbatretta o crognoletto.
Anche la voracità che faceva ingoiare al luccio interi grossi topi d'acqua, si contrapponeva allo spilucchìo della tinca su esche che duravano delle ore a fare tentennare debolmente il sugherino della lenza prima di essere ingollate e neanche fino in fondo alla gola, ma solo su di un lato della bocca.
Papille olfattive e gustative lei e denti aguzzi, fini, tanti e ricurvi all'indietro lui, perché non doveva scivolare via neanche la gallinella malaccorta che si attardava a scavare un vermetto ostinato.
L'estate portava un colore scuro alle calme acque per la macerazione delle erbe, i pesci erano più numerosi ma non molto visibili e quindi bisognava aspettare settembre, quando il pulviscolo presente in sospensione si adagiava sul fondo e si rischiarava finalmente lo strato superiore dell'acqua, dove si affollavano ora milioni di pesciolini di mare che venivano a depositare le uova.
I crognoli di settembre erano buoni, troppo buoni, e bastava aprire bocca e correre più forte che si potesse. Queste volate a fior d'acqua erano visibilissime anche da lontano e la filaiola della rete tirata su velocemente poteva servire da traguardo della corsa dell'ultimo pasto e un crognolo d'acciaio lanciato da una flessibile canna reagiva mordendo più dolorosamente di quanto avrebbe fatto lui stesso.
Da qui gli accostamenti dei periodi migliori per la pesca, ma distorti da paesani che vivevano sul fiume e che conoscevano le abitudini dei pesci altrettanto bene dei vincoli di parentela che legavano gli abitanti dei paesi rivieraschi. Questo arrocco di parole era una simpatica maniera di giocare su un modo di dire che scandiva l'eterno ciclo naturale degli spostamenti dei pesci.

 Chi lo sapeva capiva e chi non capiva non importava che lo sapesse.

Fonte: il disegno della tinca (l'originale in bianco e nero) è di Alessandro Tofanelli che illustrò il mio libro "Lo zoo a rimpiattarello", una raccolta di sonetti in vernacolo sugli animali
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18/3/2017 - 16:21

AUTORE:
Punta di casina

Il parco nel nostro lago è fallito . Purtroppo è così! sappiamo benissimo il male che affligge il lago ma pare non interessi molto. Per quanto riguarda le acque conosco qualcuno che gli piace dire: tutti vogliono la lavatrice e lavastoviglie poi l'acqua che esce è quella.Spiacente ma ci sono paesi in Europa dove l' acqua viene riutilizzata per irrigane con depuratori che funzionano perfettamente . Tornando al nostro lago tra un po avremo un lago in altura , si continua ad alzare l' argini invece di scavarlo a farlo tornare ad i livelli di una volta. il nostro lago è diventato una grande vasca di raccolta di fanghi di agricoltura e di depuratori . Chi sa, può anche accadere che l'acqua dal canale Barra e Baretta non defluisca più verso il lago perché l'acqua in salita non ci va e magari stagnare in prossimità delle falde allora si che la tabella avrà grande importanza .

18/3/2017 - 12:55

AUTORE:
Ergo

...non andavano fatti?
...e la barbabietola da zucchero? per uso di famiglia? come la più facile salvia et ramerino?

18/3/2017 - 11:39

AUTORE:
Meghe

Ringrazio per il ricordo di un pesce che un tempo sguazzava nel nostro lago amato dal musicista Puccini e dai vecchianesi. Oggi la tinca non esiste più come il luccio e il ranocchio. Il progresso li ha scentati. Sapete scrivere qualcosa su questo pesce mi fa lustrare l' occhi non posso ricordare le notti in padule alla bilancia con i suoi rumori e suoi profumi. Sapete la tinca quando rimaneva nella rete faceva un rumore simile ad un bacio non c'era bisogno della luce se avevi orecchi buoni quando andare ad recuperare il pesce nel codino dopo diverse cale sapevi perfettamente quante ne avevi pescati. Ma poi arrivo il parco i depuratori e l' agricoltura intensiva e quella tabella fatta da l' uomo per le caratteristiche dell' acqua evidentemente non era fatta bene. Credo che anche noi se non facciamo un passo indietro finiremo come la Tinca anzi credo che già oggi qualcuno sul certificato di morte potrebbero scrivergli : Morto come da tabella! Dimenticavo il risotto sulla tinca era buonissimo come il luccio stiglionato e i ranocchi fritti.