none_o


Ognuno di noi sa che non siamo messi bene come Paese, ma alcuni episodi recenti fanno pensare di essere messi ancora peggio di quanto possiamo immaginare. Sorvolo soltanto sulla brutta figura della Nazionale di calcio e sui comportamenti dei principali responsabili di tale storica disfatta. Giampiero Ventura che ha dimostrato di essere molto più interessato ai soldi che alla faccia e alla dignità e Tavecchio...

Le parole di Ieri
none_a
I 10 anni della Voce
none_a
Il Diario di Trilussa
none_a
Concorso di prosa, poesia
none_a
. . . . . . . . . . . . c'è chi fa il nullatenente .....
. . . tutti i governi cercano di sostentare , almeno .....
. . . . in Australia sia in funzione quel che sostieni .....
Come al solito , caro Osservatore , la fai più lunga .....
Che fai bambina mia
su quella porta
guardando da lontan
per quella via?
Ah, se sapessi,
quando la fu morta
se la portaron via
di là la mamma .....
Speedy Wash di Gambini Cinzia
Via Mazzini 6 Migliarino Pisano
Aperto dalle 08:00 alle 22:00 tutti
i giorni anche festivi
Tel. 328 4122388

Solo .....
none_o
Dante e l'Amante

18/4/2017 - 11:10

 
In una bella mattina di primavera, esattamente 730 anni fa, il 18 aprile 1287, Dante Alighieri venne a Migliarino, allora chiamato semplicemente “Tenuta di Milliarino”, ospite di Alemanno di Jacopo Salviati per cercar conforto dalle pene d’amore per la riluttanza della bella Beatrice, sua musa in poesia e sua spina nel cuore.
Il Sommo aveva già in mente la stesura de “Vita nuova” che si rivelerà opera magistrale, di lì a pochi anni, con un sonetto dedicato appunto a Beatrice:
Tanto gentile e tanto onesta  pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.
 
Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.


Alla vista di una biscia nei pressi della capanna di caccia, e alla risposta della domanda di cosa fosse quel “tal rettile” tanto bello e affascinante: ”La Natrice”, Dante sussultò e ripiombò nella mestizia di chi le sembrava simile anche nel nome: Beatrice.
Presa una penna di fagiano per scrivere, un rametto di fitolacca per inchiostro e una manica della sua camicia per foglio, buttò giù questi versi:
Tanto gentile e tanto lesta pare
la biscia mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando arcuta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.
 
Ella si va, sentendosi mirare,
malignamente di cangià vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da sotto la terra a pericol mostrare.

 
Poi ricadde nel pessimismo e se ne ritornò a Florentia giurando che avrebbe smesso di pensare sempre a chi non lo aveva mai guardato con quegli occhi.

+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

codice di sicurezza Cambia immagine

Inserisci qui il codice di sicurezza
riportato sopra:




18/4/2017 - 11:30

AUTORE:
Ursus

O bella mi' Natrice
lo sai 'osa si dice?
che 'nvece di Florentia
se'ndata ad Amatrice!
Ovvia, chiama anco Beatrice
di Dante un ti curare
poi metti la radice
un po' ndove ti pare!