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I giornali riportano notizia di un’importante riunione avvenuta nel mese di luglio fra l’assessore regionale Federica Fratoni, il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro e il presidente del parco Gianni Maffei Cardellini.

Alcuni stralci delle loro dichiarazioni.

Poi la “questione movida”-dice Del Ghingaro-, la marina di Torre del Lago, per tornare ad essere attrattiva, non può sottostare ai vincoli di orario e di decibel e del Parco...

La Foto
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Ricordo
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Nel Solleone
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Le Parole di Ieri
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Concordo in pieno con l'analisi fatta da Maini sul .....
Quale può essere il giudizio che viene dato al comportamento .....
La nostra petizione , lega nord, e'stata fortemente .....
Come dall’allora PDL 2009, fu fatto presente all’Amministrazione .....
Come cambiano autovelox e multe con il decreto Minniti
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Uno sguardo dal Serchio
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Volete voi apparire in foto nel posto più bello del mondo su questa rubrica? inviatele a questo indirizzo: lavocedelserchio@yahoo.it
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Campionati di calcio a 5 stagione 2017-2018
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L’INCIDENTE


Seduti su quei sedili lordati di sangue,
col capo chino, vidi
quella scena orrenda
che mi trafisse il cuore.
Giovani vite spezzate
da .....
Attraverso questo giornale, se possibile, vorrei segnalare alla Soc. Geofor, che l'ultima fornitura di sacchetti per la raccolta dell'umido, quelli .....
Libri
Le emozioni letterarie di Lily

12/6/2017 - 22:13

Alla sera o meglio a tarda notte, sulla televisione di stato vengono mandati in onda programmi bellissimi. Con la scusa che la maggior parte della gente non li guarderebbe (audience  sono relegati a tarda ora. Il fatto è che spesso bisognerebbe fare scelte coraggiose, insistere nel proporre qualcosa che “allarghi“ la mente. Come negli anni 60 e 70 quando al sabato c’erano gli sceneggiati e le persone leggevano senza saperlo.  Si istruivano. Molti grandi autori passavano da lì. Grandi e più modesti: Dostoevskij,  Pratolini, Alba De Cespedes, Fenoglio, Salgari, Cronin e moltissimi altri. C’era una voglia di riscatto intellettuale, molti di noi erano i primi della famiglia ad aver studiato ad essere andati all’università. L‘altra sera ho visto un reportage su Francois Truffaut, un grande regista francese. Parlava della sua vita, da ragazzo ribelle a “maitre  à penser“ del cinema europeo. Ed ho pensato ad una rassegna dei suoi film fatta tanto tempo fa all‘Arsenale, che allora si trovava solo in Vicolo Scaramucci.

Ci andavamo “a sorpresa” portati da Monsieur Dubierre, che voleva che imparassimo il francese dai suoi film. Erano vane speranze. In compenso abbiamo incominciato ad amare “quel cinema francese”. Tavernier, Rohmer, rigorosamente con l’accento sull‘ultima e. Andavamo anche al Nuovo, dove ci sentivamo a “casa”. Lo scherzo più usuale era chiedere alla cassiera come era il film che volevamo vedere. Lei la maggior parte delle volte diceva “Mah!”. Il commento veniva riportato puntualmente a Francesco che faceva il programma. Il divertimento consisteva nel fatto che lui puntualmente si indispettiva e diceva “Nessuno le dice di dare un giudizio sui film, che si mangi le seme e stia zitta“.

Il Cinema era cultura, esperienza, impegno. Piacere. Faceva parte della nostra formazione. Alcuni film di Loach sono stati determinanti nel mio stare da una parte del mondo. Il cinema era un po’ come “Il giovane Holden“ romanzo di formazione giovanile. Si andava a vedere un film , in un cinema, anche se si era da soli, durante le pause dallo studio. Era stupendo condividere emozioni, ognuno al suo posto.

Le temps retrouvè.

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