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Una quarantina di anni fa, rientrando sporadicamente dalla residenza in nord Italia, per visite parentali e reimmergermi nelle acque locali, dove un grande Alessandro sciacquava solitamente i panni il secolo precedente, non appena valicato l’Appennino, mi rendevo conto di quanto siamo “ghiozzi”, pesanti, a volte grevi, blasfemi, volgari, bischeri e sciamannati noi toscani! Man mano che mi avvicinavo a Vecchiano, avvertivo sempre più chiaramente ....

Compleanno
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I 10 anni della Voce
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Il Diario di Trilussa
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Le Parole di Ieri
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. . . . buona Pasqua a Riccardo Maini.
Quest'anno .....
Ringrazio affettuosamente Giò per il particolare pensiero .....
la tmm chiude e molte famiglie avranno grossi problemi .....
Auguri a tutti i lettori e ai collaboratori, della .....
Soci Unicoop
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ASBUC-Tartaruga 15 dicembre
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Primaziale Pisana, conf stampa
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di Rosanna Betti
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Pisa, 14 dicembre
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Che fai bambina mia
su quella porta
guardando da lontan
per quella via?
Ah, se sapessi,
quando la fu morta
se la portaron via
di là la mamma .....
Si ricerca testimoni del sinistro avvenuto presso l'incrocio semaforico via argine vecchio(fronte al bar Silvia), Vecchiano, avvenuto in data 24 novembre .....
di Giuseppe Turani
HANNO LICENZIATO D'ALEMA

17/6/2017 - 21:21

                       HANNO LICENZIATO D'ALEMA
Guidava il centro studi dei socialisti europei, ma non lo vogliono più. Meglio un portoghese.

Tanti anni fa il mio amico Napoleone Colajanni (una testa  straordinaria e un uomo dritto come un fuso) sedeva nel comitato centrale del Pci. Erano ancora i tempi con discorsi fiume e un po’ ripetitivi, forse quel pomeriggio sonnecchiava.

Il compagno di banco gli dà allora una gomitata e gli dice: “Sta attento, segui bene, ha preso la parola Massimo D’Alema, è un quadro emergente”. Napoleone, un siciliano spiritosissimo e geniale, lo guarda e gli risponde: “Strano, l’ho sempre visto impegnato in operazioni sommerse”.
Chi ne abbia poi seguito la carriera politica non può non aver avuto la stessa impressione. Esiste un D’Alema che fa cose e vede gente, e esiste un D’Alema che non si sa bene che cosa faccia. Anche se la sua specialità più riconosciuta è sempre stata quella di far fuori quelli che gli stavano davanti: Ochetto, Veltroni, Prodi, e certamente dimentico altri, meno noti.
Memorabile il suo intervento presso Bossi, al quale offri una cena spartana a casa sua (una scatola di sardine?), convincendolo a abbandonare per un po’ Berlusconi.
A leggere le sue imprese sembra di essere dentro un romanzo di Le Carré. Di solito non agisce in prima persona, ma spinge gli altri a fare quello che vuole lui, uno specialista vero nel mascheramento.
E’ anche uno testardo, determinato. Stava alla Normale di Pisa, ma dopo aver lanciato qualche molotov (confessione sua), ha deciso che non lo studio, ma la politica era il suo destino. E’  probabile che già in quei giorni abbia fissato il traguardo più ambizioso: essere il primo comunista a entrare a palazzo Chigi da presidente del Consiglio.
E c’è riuscito, sia pure sloggiando Prodi, che quel posto se lo era guadagnato sconfiggendo Berlusconi alle elezioni e combattendo quasi a mani nude (non aveva soldi).
Su quella breve avventura dalemiana circolano varie storie. Si sostiene, ad esempio, che non sia stato lui a tramare per arrivare a palazzo Chigi, ma uno molto più bravo di lui: e cioè il presidente Cossiga. Servivano le basi italiane (agli americani) per bombardare la ex Jugoslavia. Meglio farlo con un presidente del Consiglio comunista. Così Cossiga si inventa l’Udeur dell’amico Mastella e questi accettano  di votare per il nuovo governo, a patto che il presidente non sia più Prodi. E quindi Max sale finalmente le scale di palazzo Chigi.
Comunque siano andate le cose, D’Alema, detto Max o anche leader Maximo, era contento. Ancora ce lo ricordiamo in visita alla Casa Bianca con la cartelletta dei compiti in mano, come un bravo scolaro.
Ma dura poco, poco più di cinquecento giorni. Viene sconfitto alle prime elezioni che si tengono e se ne deve andare. Rimane sempre comunque nella zona alta del potere. Fino a quando decide di lasciar perdere la politica italiana e si ritira dal Parlamento. E si concentra sulla sua fondazione culturale (Italiani e Europei). In realtà, ha in testa un obiettivo molto importante: la politica europea. Pensa che il posto adatto a lui sia quello di Alto commissario per la politica estera e la sicurezza comune, mister Pesc, come si usa dire. Insomma, il ministro degli esteri dell’Europa. Nessuno può dirlo, ma probabilmente ritiene che da quella posizione gli sarà poi facile scalare altri gradini verso l’alto. Magari anche presidente europeo.
E’ possibile, ma anche qui nessuno ha notizie certe (ci si muove su un terreno scivoloso e riservato), che durante la sua scalata per la conquista prima del Pd e poi del governo Matteo Renzi gli abbia promesso di appoggiare la sua candidatura a mister Pesc. Infatti D’Alema assiste a tutta l’ascesa di Renzi molto tranquillo, porta a spasso il cane tutte le mattine (accompagnato da due uomini di scorta) e non si immischia.
Fatto il governo, però, Renzi ne combina una delle sue: tira un bidone clamoroso a D’Alema. Non lo propone per la carica di mister Pesc. Anzi, su quella poltrona manda una brava e simpatica signora del Pd, Federica Mogherini, che è stata ministro degli esteri nel suo governo e che ha una lunghissima esperienza internazionale, anche se è solo al suo primo incarico ministeriale.
Immaginabile la furia di D’Alema: non solo gli fanno un bidone, al suo posto mandano quella che lui chiamerebbe “una ragazzetta”, nemmeno un notabile titolato. Un affronto, uno schiaffo.
In privato, Renzi dirà che D’Alema a Bruxelles non lo voleva nessuno. Vero o non vero, Max mette al lavoro la sua rete di conoscenze (molte fatte nelle riunioni internazionali dei giovani comunisti) e riesce a farsi nominare alla testa della Federazione delle fondazioni socialiste europee. Quando gli parlano della politica italiana, con la sua aria sempre un po’ di sufficienza, risponde: “No so, io sto a Bruxelles a studiare, mi occupo del futuro”.
Per la verità, invece, tutti sanno che quando vede Renzi o la Mogherini in televisione la pressione gli va a 230. Mai, nessuno, lo aveva umiliato così. Il ragazzo di Rignano, prima o poi, dovrà pagare, e con gli interessi.
L’occasione arriva con il referendum del 4 dicembre scorso, la tappa più importante della storia politica di Renzi. D’Alema si schiera decisamente contro, il Pd subisce una piccola scissione (Bersani & Speranza). Renzi perde il referendum, si dimette da presidente del Consiglio e da segretario del partito, carica che poi riconquisterà con il 70 per cento dei voti degli iscritti.
E D’Alema che fa? Per qualche mese sta zitto, manda avanti i suoi colonnelli. E, come al solito, organizza trame: l’obiettivo è sempre il solito. E cioè scalzare Renzi. O comunque impedire che ritorni a palazzo Chigi. Ma forse ha perso un po’ la mano, in questi  suoi tentativi c’è anche il ricorso a un’improbabile candidatura di Romano Prodi, che subito nega di avere interesse alla cosa.
Poi arrivano due annunci in contemporanea. I socialisti europei hanno deciso (a maggioranza) che non può più presiedere la loro fondazione perché è a capo di un partito, Mdp, concorrente dei partiti socialisti italiani, Pd e Psi, e gli daranno il benservito fra pochi giorni, al suo posto metteranno un portoghese.
Lui, di colpo, si riappassiona alla politica italiana e dice che se i suoi elettori glielo chiederanno si ricandiderà. Vuole tornare in parlamento, nella speranza di guidare le truppe di Mdp o degli altri frammenti della sinistra a sinistra del Pd che riuscissero a entrare a Montecitorio. E da lì martellare Renzi, colpevole di avergli rovinato la vita.
In realtà, il suo tempo è finito, e lui stesso lo aveva avvertito quando anni fa decise di ritirarsi dalla politica. Inoltre, un po’ tutti hanno capito quello che Napoleone Colajanni aveva compreso sin dall’inizio: dove c’è D’Alema, c’è una trama.
Ma lui, il leader massimo, non si arrende. E’ convinto di essere il più bravo politico che l’Italia abbia mai avuto. Anche se non ha mai vinto una competizione elettorale in vita sua e se nessuno ricorda sue grandi imprese riformatrici.
Il suo, se vogliamo farla corta, è un caso di narcisismo fra i più gravi. Non c’è altro, la politica è solo un caso.
http://notizie.tiscali.it/politica/articoli/renzi-licenzia-d-alema/

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18/6/2017 - 13:51

AUTORE:
Ultimo

........... l'esame introspettivo fatto, forse inconsciamente. .......... Ultimo

18/6/2017 - 11:19

AUTORE:
Riccardo Maini

diceva il Grande Timoniere: solo i miccii ed i morti non cambiano mai idea.
Elettore alle primarie "perenzi".
“Il quattro volte grande”: Grande Maestro, Grande Capo, Grande Comandante Supremo e Grande Timoniere sembra che dicesse invece che solo i micci ed i morti non cambiano mai partito e sai perchè, Elettore alle primarie perenzi? Perché non hanno la capacità intellettiva di capire l'evolversi del mondo politico e rimangono attaccati per sempre come mosche alla carta insetticida. Sono come gli uccelli in gabbia conoscono solo lo spazio minimo della loro gabbia.
Non importa se il carro è guidato da D'Alema, Bersani, Cuperlo, Civati o Renzi. L'importante dire e far sapere ai compagni di stare sul carro, chi lo guida non è importante, l'essenziale è chiudere gli occhi e tapparsi il naso e mettere la croce sul simbolo, questa è la fede ottusa.
I traditori della politica o se preferisci i traditori dell'idea politica non sono quelli che scientemente cambiano idea, ma quelli che bovinamente non cambiano mai idea perché non sanno o non vogliono sapere che possono esisterne altre migliori.Goditi il mare, così eviti di rubarmi il titolo di politologo.
Con grande rispetto

18/6/2017 - 9:59

AUTORE:
Gnentologo

....illuminare (con il cell é un casino illuminarti, mi si scarica la pila in quattro balletti) e se non hai altri moccoli...vai a letto al buio.
Bona.

18/6/2017 - 9:34

AUTORE:
La jena

..." elettore primarie perenzi ", stavolta ti sei scelto un bel nomignolo ma sei sempre il solito tuttologo che interviene su tutto lo scibile umano . Magari ogni tanto prendi anche qualche lezione di grammatica , così , tanto per dare un senso a quello che scrivi . Vedi , caro , Turani pensa di scrivere una notiziona , di fare un qualche scoop , tanto per attaccare un suo vecchio nemico , ma all ' interno del suo scritto c' è già la soluzione : ossia , che la fondazione Italiani/Europei prevede che chi la dirige , non sia a capo di un partito o movimento . Ammesso che D ' Alema lo sia è ovvio che decada . Tutto qui .
Ora , caro , siccome Turani non mi risulta a libro paga della VdS , è chiaro che a pubblicare i suoi articoli , maaaaannche di altri ,purché vadano in una certa direzione , sei tu . Capisco che tu abbia bisogno di rifarti una verginità , di presentarti sempre nuovo , ma a saltare da un carro all ' altro prima o poi " si picchia la musata per tera " .
Per quanto riguarda la lista di cose fatte o date per fatte , molte sono state votate , specialmente quelle che riguardano i diritti civili , da più partiti presenti in parlamento , non solo dal Pd .
Rimarrebbe da capire come mai , nonostante tutto questo lavorio , c' è sempre aria di crisi nel paese , il Pd perde consensi ( - 6 % a livello nazionale alle ultime amministrative ) , il M5S anche peggio , insomma , come mai ?
Dimenticavo , il tuttologo sei tu , illuminaci...

18/6/2017 - 7:55

AUTORE:
Elettore alle primarie "perenzi"

...diceva il Grande Timoniere: solo i miccii ed i morti non cambiano mai idea.
poi lo sappiamo che nel bene e nel male "quarcheduno 'ambia" vedi Benito Mussolini nacque socialista e morì accapalingiù fascista. Il comunista Umberto Bossi 'nvece fe' come D'Alema; in gioventù non fu promosso all'interno di quel partito e fece un partito per conto suo.
Il sottoscritto era dalemiano fin dai tempi di quando lui e Fabio Mussi venivano a vedere le nostre rassegne cinematografiche alla Casa del Popolo di Migliarino...poi fui testimone oculare di quando "baffino" tirava bottiglie incendiarie in Corso Italia a Pisa, gli dissi di smettere e lui mi rispose sarcastico come sempre: fatti i ca..i tua!
....la prima volta che vidi di persona l'attuale segretario del mio partito; essendo io bersanian cuperliano ortodosso mi setii male e venni via a metà del suo intervento quando quel volpone ci tese una tagliolina a tutti noi diritti e duri della ditta bersaniana ....he si; l'ho capita dopo sei mesi; peggio del mi filliolo che mi disse in settembre: oh babbo! cosa voleva di Bersani Pierluigi con la storia del tacchino sul tetto e del passerotto in casa? Io quella l'avevo intesa e ora mi riman da capire (ma se non la 'apisco vivo bene lo stesso) delle mucche nel corridoio.

....poi c'è un detto: chi disprezza compra e poi c'è questo di solido che non mi fa più tornare dalemian-bersanian cuperliano.

Leggi bene e poi dimmi che son doventato un coglione cambiare idea su quei tre menzionati di sopra.
............................................................................

Renzi/Gentiloni ... governi di destra.
Cari ..... Speranza, Bersani, D'Alema e fuoriusciti vari, solo un "governo di sinistra" poteva fare approvare (anche con voti di fiducia) in pochissimi anni, TANTI PROVVEDIMENTI .... DI SINISTRA!!!!!!!

Questo è stato ed è il Governo Renzi/Gentiloni !!!!!
Voi, sinistri/sinistri, in tanti anni di ... poltrona che caxxo avete approvato ... di sinistra ????
Ahhhh ... una cosa me la ricordo: Le legge Fornero!!!!!
Per rinfrescarvi la memoria Rita Rizzo vi elenca la "valanga" di provvedimenti DI SINISTRA ... si DI SINISTRA approvati dal 2014 ad oggi:

- Unioni civili
- Dopo di noi
- Ius soli
- Reintroduzione falso in bilancio
- Accordo con Svizzera e Vaticano per i capitali all'estero
- Riforma PA
- Introduzione del reato di danno ambientale
- Pacchetto anti corruzione
- Introduzione della Banda Larga
- Lotta alla povertà
- Divorzio breve
- Norme per la non autosufficienza
- Legge contro il caporalato
- Introduzione del reato di depistaggio
- Riforma del terzo settore e del servizio civile
- Bonus bebè di 960 euro l'anno per ogni nuovo nato per 3 anni
- Aumento pensioni minime da un minimo di 100 euro a un
massimo di 500
- Tetto stipendi Pubblica amministrazione a 240 mila euro.
- Jobs Act (riforma del lavoro)
- Job act degli autonomi che concede malattia, gravidanza e maternità anche a queste tipologie di lavoratori.
- Stop Irap e taglio dell'Ires
- Riduzione tasse di 960 euro all'anno per chi ha un reddito inferiore a 25.000 euro annui.
- 80 euro in più al comparto sicurezza
- Riduzione del canone Rai da 113,5 Euro del 2015 a 100 euro del
2016 diventate 90 Euro nel 2017 e si paga direttamente
nella bolletta della luce .... TUTTI, senza evasione
- Abolizione della tassa sulla prima casa, Imu e Tasi, escluse le abitazioni di lusso
- Abolizione di Equitalia, dal 30 giugno 2017
- Stop tasse agricole, 1,3 miliardi in meno
- Processo civile telematico
- Riforma del cinema e audiovisivo
- Riforma La Buona scuola
- Riforma del Codice penale contro la prescrizione breve dei processi
Eh sì ... PROVVEDIMENTI proprio di DESTRA!!!
Eh si, è proprio di "destra" questo PD.

18/6/2017 - 0:40

AUTORE:
La jena

... quando ti sei letto questo articolo , chiedi a Turani dove era lui negli ultimi 20 anni e cosa scriveva . 20 anni a scrivere sempre dalla parte di chi deteneva il potere , D ' Alema compreso . Ora ha fatto come S. Paolo , è rimasto folgorato sulla via di Rignano , invece che di Damasco...

17/6/2017 - 21:26

AUTORE:
Lorenzo Tremini

Chi e' D'Alema?? Ce lo domandiamo in particolare noi della sinistra. Vale la pena leggere questo articolo di Turani e provare a riconnettere gli ultimi 20 anni di politica italiana.