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E’ fuori di dubbio che noi tutti abbiamo una sorprendente capacità di giudicare gli altri. Lo sappiamo fare benissimo e ci viene con grande naturalezza, in maniera immediata e spontanea. Non sempre però i nostri giudizi risultano esatti, anzi spesso ci sbagliamo, per fretta o superficialità, ma mai sbagliamo tanto spesso come quando siamo condizionati da sentimenti forti. Sentimenti di natura sociale.....

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Anniversario
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Le Foto
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Le Parole di Ieri
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Caro Gio se avessi avuto un eurino me lo sarei giocato .....
Come al solito " da te, te la suoni e da te , te .....
E'proprio vero che pubblicate quello che vi torna il .....
Mi sembri un po "Orlandiano" l'altra sera gli brillava .....
Volete voi apparire in foto nel posto più bello del mondo su questa rubrica? inviatele a questo indirizzo: lavocedelserchio@yahoo.it
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Uno sguardo dal Serchio
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Uno sguardo dal Serchio
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Pontasserchio, 13 luglio
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lame di luce scardinano la serratura dello sguardo
violentando inedia e pigro squallore

Sospese fragranze di ragia e umori di bosco, colanti da scorze .....
Si sta attivando nuovamente il comitato dei cittadini di via della Torraccia a Vecchiano. Anni fa abbiamo combattuto e vinto la battaglia contro l'eternit .....
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I "Sette Grandi"
di Robinson

16/7/2017 - 16:45

A volte si parla senza sapere quel che si dice, a me capita spesso!
 
Scriviamo frasi scontate e abusate nell’uso e nell’accezione comuni, omettendo una doverosa verifica lessicale e di merito, dando per certo una interpretazione del senso e del significato, omologata all’intendimento corrente più attuale ed in voga, contando nella corretta assimilazione del lettore.
 
Questa è già una forzatura, perché costringiamo l’interlocutore ad essere edotto, aggiornato e partecipe del dibattito pubblico, introdotto in un certo tipo di linguaggio,  avvezzo ad un gergo specialistico ristretto, proprio di cerchie ristrette di affiliati, consorterie di iniziati, categorie di addetti ai lavori, oppure anche masse di aficionados, coorti di appassionati, falangi di amatori., legioni di seguaci, schiere di individui interessati, fans, partigiani, pasdaran, accoliti, amatori…….
 
Quando si dice, ad esempio, che a Taormina ultimamente si è svolto il G7, si conta sul fatto che chi ascolta. Sappia che “G” sta per grandi, cioè si introduce una semplificazione che in realtà è una complicazione per chi non sa di cosa stiamo parlando!...
 
G7, quindi è l’acronimo di Sette grandi, ma ancora non ci siamo, perché qualcuno potrebbe obiettare ….sette grandi… Stronzi…. Oppure altro!
 
No!.... ribatteranno molti, si tratta dei paesi che rappresentano le maggiori economie mondiali, le prime sette, quelle preminenti nella lista nella prosperità e nella graduatoria dello sviluppo economico, ai vertici di ricchezza e autorevolezza, prestigio e influenza…
 
Vediamo un po’  di intenderci, USA, Giappone, Germania, Inghilterra, Francia, Italia e Canada, sono effettivamente tali?....anche qui, dobbiamo interpretare, tradurre, mediare, chiarire, distinguere e spiegare, come mai non sia presente la Cina, che si sta avviando a diventare la massima potenza economica, avendo già  superato il PIL del Giappone  e tampinando da vicino quello americano…
 
Verificare i motivi che hanno indotto ad escludere l’India, che cresce a ritmi spaventosi, sia dal punto di vista economico, che demografico, avendo superato per numero di abitanti, la stessa Cina!
 
Controllare con quale pretesto si sono escluse, altre grandi realtà, come Corea, Indonesia, Brasile, ben piu effervescenti e dinamiche se non di tutti, quasi  i paesi canonicamente riconosciuti nel ruolo.
 
Però ammesso si possa chiarire quanto già detto, si apre un altro capitolo spinoso e ambiguo, che contribuisce non poco a complicare ciò di cui stiamo  discutendo,  contestando in toto i criteri con cui si è fatta la selezione,  cioè se possano essere esclusi dal club, paesi che pur godendo di un PIL inferiore, hanno pero capacità militari superiori, influenza diplomatica ed egemonica su aree del mondo ben piu vaste, vedi per esempio la Russia,  una dotazione di materie prime e di risorse che manchino invece  a qualcuno dei convenuti a Taormina, una forza di dissuasione nucleare, che ne accresca il ruolo  strategico, riferendomi in questo caso, a Israele, Sud Africa, India, Pakistan, forse Iran, Corea del Nord, alcune repubbliche dell’ex Unione Sovietica.
 
Chi ha la forza, militare , o potere di ricatto economico,  è meno forte ed influente di chi è solo ricco?...
Andrebbe anche  discusso, aprendo praterie sterminate alla polemica, in sterili e verbose  prolusioni che non ho intenzione di pronunciare, se abbiano piu diritto a far parte della lista, alcuni   paesi  presenti, oppure la Confederazione Elvetica,  ai vertici delle classifiche economiche se presi a livello individuale, essendo penalizzata solo per i valori assoluti, necessariamente modesti per questioni demografiche!
 
Oltre che convenienze ed opportunità, classifiche, standard di confronto , criteri  di decisione, motivi diplomatici, storici e compromessi politici, la questione è anche aperta a critiche e censure nel merito…
 
Come definire grande, un paese che sceglie leadership discutibili, rinuncia e  rinnega i suoi valori universalmente riconosciuti e costruisce muri?....  toglie l’assistenza pubblica ai poveri e si trincera dietro allo slogan meschino USA FIRST?....
 
Oppure un paese di automi disciplinati, invecchiato e spento, incapace di ripetere i suoi exploit passati, prigioniero di retaggi e conformismi obsoleti, DA VENTI ANNI IN RECESSIONE  come il Giappone.
 
Una nazione priva di slanci, avara di solidarietà, attenta ai conti come l’oste di bottega,  ripiegata sul proprio tornaconto ed interesse, arrogante nelle censure esterne, pedante e presuntuosa, che non riesce a liberarsi dei propri fantasmi e cancellare un eredita storica pesante, come la Gemania?
 
Un paese che esce dalla comunità degli stati europei, votandosi all’isolamento continentale, che spera di rinverdire i fasti del passato facendosi schermo con un’alleanza e un intesa piu strette con un paese ritenuto un estensione se non un appendice transatlantica, illudendosi di dominare gli eventi  e poter nascondere la reale debolezza con una foglia di fico, come fa l’Inghilterra’
 
Una Francia colpita da crisi economica e d’identità, che stenta a ritrovare il bandolo della matassa sotto i colpi umilianti e brucianti del terrorismo, evocato dalle conseguenze e cresciuto tra le macerie del suo defunto imperialismo.
 
Omettendo il Canada, rimane poi l’Italia, le cui quotidiane difficoltà  e i penosi sforzi per rimanere a galla, conservando un posto nella lista, da soli valgono un giudizio!...
 






 
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