none_o


I giornali riportano notizia di un’importante riunione avvenuta nel mese di luglio fra l’assessore regionale Federica Fratoni, il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro e il presidente del parco Gianni Maffei Cardellini.

Alcuni stralci delle loro dichiarazioni.

Poi la “questione movida”-dice Del Ghingaro-, la marina di Torre del Lago, per tornare ad essere attrattiva, non può sottostare ai vincoli di orario e di decibel e del Parco...

Le Parole di Ieri
none_a
La Foto
none_a
Ricordo
none_a
Nel Solleone
none_a
Concordo in pieno con l'analisi fatta da Maini sul .....
Quale può essere il giudizio che viene dato al comportamento .....
La nostra petizione , lega nord, e'stata fortemente .....
Come dall’allora PDL 2009, fu fatto presente all’Amministrazione .....
Come cambiano autovelox e multe con il decreto Minniti
none_a
Uno sguardo dal Serchio
none_a
Volete voi apparire in foto nel posto più bello del mondo su questa rubrica? inviatele a questo indirizzo: lavocedelserchio@yahoo.it
none_a
S.A.T.
none_a
Rimini-Danze Latine
none_a
Pontasserchio
none_a
Campionati di calcio a 5 stagione 2017-2018
none_a
Hockey online
none_a
L’INCIDENTE


Seduti su quei sedili lordati di sangue,
col capo chino, vidi
quella scena orrenda
che mi trafisse il cuore.
Giovani vite spezzate
da .....
Attraverso questo giornale, se possibile, vorrei segnalare alla Soc. Geofor, che l'ultima fornitura di sacchetti per la raccolta dell'umido, quelli .....
Ricordo
Marcinelle

8/8/2017 - 9:42

In questo momento di generale xenofobia non fa male ricordare che per molti decenni siamo stati noi i "migranti" e ci faceva orrore il comportamneto dei cittadini  autoctoni. Fra le grandi tragedie quella di Marcinelle rimane forse la più importante pedr il numero delle vittime. I soprusi quotidiani non facevano numero.  (Redazione)


Una delle più gravi tragedie minerarie della storia si verificò l’8 agosto 1956, nella miniera di carbone di Bois du Cazier (appena fuori la cittadina belga di Marcinelle) dove si sviluppò un incendio che causò una strage.

 

ITALIANI. 262 minatori morirono, per le ustioni, il fumo e i gas tossici. 136 erano italiani. Causa dell’incidente fu un malinteso sui tempi di avvio degli ascensori. Si disse che all’origine del disastro fu un’incomprensione tra i minatori, che dal fondo del pozzo caricavano sul montacarichi i vagoncini con il carbone, e i manovratori in superficie. Il montacarichi, avviato al momento sbagliato, urtò contro una trave d’acciaio, tranciando un cavo dell’alta tensione, una conduttura dell’olio e un tubo dell’aria compressa.


INTRAPPOLATI E SOFFOCATI. Erano le 8 e 10 quando le scintille causate dal corto circuito fecero incendiare 800 litri di olio in polvere e le strutture in legno del pozzo. L’incendio si estese alle gallerie superiori, mentre sotto, a 1.035 metri sottoterra, i minatori venivano soffocati dal fumo. Solo sette operai riuscirono a risalire. In totale si salvarono in 12.Il 22 agosto, dopo due settimane di ricerche, mentre una fumata nera e acre continuava a uscire dal pozzo sinistrato, uno dei soccorritori che tornava dalle viscere della miniera non poté che lanciare un grido di orrore: «Tutti cadaveri!».Ci furono due processi, che portarono nel 1964 alla condanna di un ingegnere (a 6 mesi con la condizionale). In ricordo della tragedia, oggi la miniera Bois du Cazier è patrimonio Unesco.


IMMIGRANTI. La tragedia della miniera di carbone di Marcienelle è soprattutto una tragedia degli italiani immigrati in Belgio nel dopoguerra.

 

Tra il 1946 e il 1956 più di 140mila italiani varcarono le Alpi per andare a lavorare nelle miniere di carbone della Vallonia. Era il prezzo di un accordo tra Italia e Belgio che prevedeva un gigantesco baratto: l’Italia doveva inviare in Belgio 2mila uomini a settimana e, in cambio dell’afflusso di braccia, Bruxelles si impegnava a fornire a Roma 200 chilogrammi di carbone al giorno per ogni minatore.
 
Il nostro Paese a quell’epoca soffriva ancora degli strascichi della guerra: 2 milioni di disoccupati e grandi zone ridotte in miseria. Nella parte francofona del Belgio, invece, la mancanza di manodopera nelle miniere di carbone frenava la produzione. Così si arrivò al durissimo accordo italo-belga.

INTEGRAZIONE DIFFICILE. Gli italiani trovarono innumerevoli difficoltà di integrazione con la comunità belga, almeno fino a quell'8 agosto 1956.
 
«Il nostro vicino, che non la smetteva mai di insultare mio padre, è entrato da noi piangendo» racconta il figlio di un minatore. “La comunità italiana del Belgio ha pagato con il sangue il prezzo del suo riconoscimento” scrisse Patrick Baragiola sul quotidiano Le Monde.

08 AGOSTO 2017

+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

codice di sicurezza Cambia immagine

Inserisci qui il codice di sicurezza
riportato sopra: