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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
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Bellezze al sole

28/9/2017 - 9:17


Ed ecco a Voi un bel gruppo di belle Tope!
Calmi, non sono scurrile, riporto solamente quello scritto nel noto volume ”Dal Calambrone alla Burlamacca” guida alla natura del parco Migliarino S. Rossore-Massaciuccoli, 1983 Nistri-Lischi ed., redatto da una nutrita schiera di esperti.
La periploca greca viene chiamata Topa e i suoi frutti ne hanno data la parola, sì perché nel bosco vi sono tante leguminose con i  baccelli che si aprono o lateralmente o superiormente (la parte del peduncolo cioè), mentre quelli della periploca restano attaccati nelle loro estremità dando la maliziosa forma dell’organo genitale e ancor più quando si aprono facendo uscire un folto pelame.
Va da sé dire che solamente in Toscana questa pianta ha questo nome.
Ma il massimo delle stranezze “sessuali” delle piante lo ha quella bella erba dai fiori di un giallo splendente da sembrare laccato d’oro e dal fogliame verde lucido, che nasce in primavera sui cigli e nelle zone umide: il ranuncolo dallo scientifico nome di ranunculus ficaria che Plinio il Vecchio e Linneo avevano fatto derivare dall’habitat comune alle rane e dal tuberi che sembrano piccoli fichi.

Tutto chiaro anche se fa un po’ sorridere la vicinanza a culo e fica (ridanni!), ma solo ai più maligni.

E allora? Tutto qui?
No!, perché ci sono in giro botanici che vogliono metterci il becco e uno tradusse in italiano il bel nome latino. Ce ne saranno stati di nomi da attribuire legati più o meno al luogo di nascita, al colore, alla forma delle foglie, all’uso in cucina o farmacologico?
No! Per rimanere in tema, quello anatomicamente mancante, (cosa lo immaginate anche Voi) il ranunculus ficaria  fu tradotto in FAVAGELLO, quello che mancava!
Perfetto, tanto che, quando una volta che accompagnai una classe delle medie in progetto ambientale, alla richiesta di come si chiamasse la pianta in oggetto  e non volendo confondere il ranuncolo con il fiore a quei tempi vanto (ora perso) delle Serre Salviati, dissi il nome comune ai ragazzi. Le ragazzine, non i maschietti bada bene, urlando e ridendo chiamarono le amichette che corressero lì perché avevano scoperto: “una fava di Gello”!
O un altro allora che classificò una varietà di ranunculus  chiamandola “ranuncolo delle passere”?
 
Bono quello!

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28/9/2017 - 9:44

AUTORE:
Buonumore

Sentendo fin da tenera età soprannominare tutti gli spacconi e i gradassi del paese e dintorni "fava lustra",d'istinto penso a tutti i favalustra che si aggirano non solo a Gello ma anche a tutti quelli che si epandono a macchia d'olio su tutto il territorio e oltre confine.
Effettivamente nella zona c'è un concentrato di riferimenti sessuali che inqueta...e date le ataviche circostanze, non venite poi a lamentare una così prolifica e variegata prostituzione!