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La prima foto mostra l’ingresso della pista ciclabile lungo la via del Mare al podere i Leccetti. C’è uno stretto passaggio accanto al cancello chiuso e una stradina che conduce fino all’argine. Qui il ciclista che ha letto Migliarino alla sua sinistra è già in imbarazzo: portarsi sull’argine o seguire la strada a fianco sottostante? L’argine è impraticabile, solo un vialetto sconnesso centrale con erba alta ai lati.....

Le Parole di Ieri
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Ricordo
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Ricorrenza
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Omaggio
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l' altra mattina alle ore 6 ascoltavo il notiziario .....
In viaggio con il PD, dai energia al treno. Puoi .....
Legge cosa gli interessa. . . . quando e su cosa gli .....
. . . . perche? Quando comprate il Corriere della sera .....
Uno sguardo dal Serchio
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di Carlo Delli
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Come cambiano autovelox e multe con il decreto Minniti
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Uno sguardo dal Serchio
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Avane, 28 ottobre
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Castello dei Vicari - Lari
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Arena Metato
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Viareggio.
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Pontasserchio, 14 ottobre
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L’INCIDENTE


Seduti su quei sedili lordati di sangue,
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Lucca
Grande successo per la conferenza “La difesa dei confini fra Lucca e Pisa nel medioevo”

2/10/2017 - 17:19

Di recente è stato pubblicato su questo giornale un articolo sulla presentazione della Conferenza sui sistemi di fortificazione nel Medioevo tra Lucca e Pisa organizzata dalle sezioni di Lucca e Pisa di Italia Nostra.
L'argomento è per i nostri territori di grande importanza, sia storica, sia in termini di promozione e di sviluppo del turismo.
Nei Comuni di San Giuliano e Vecchiano molte associazioni ( Salviamo la Rocca, La Voce del Serchio, la Pro Loco di San Giuliano, il Gruppo Archeologico Vecchianese), come anche Il Castello di Nozzano, hanno realizzato una collaborazione molto proficua, estesa poi alle Amministrazioni Comunali e all'Università di Pisa per unire gli sforzi ed arrivare a interventi strutturali e gestionali.
L'interesse è molto e pensiamo possa essere utile pubblicare integralmente il resoconto della Conferenza stessa pubblicato da  Italia Nostra di Pisa.
Ringraziamo Gabriele Del Guerra per averci concesso l'autorizzazione.

 

 

Venerdì 29 settembre 2017  si è tenuta con grande successo di pubblico la conferenza “La difesa dei confini fra Lucca e Pisa nel Medioevo: verso un itinerario dei sistemi di fortificazione“.  

La grande affluenza testimonia l’interesse di questo tema per i cittadini e conferma qualora ce ne fosse bisogno la giusta direzione della strada intrapresa per la valorizzazione del territorio.Italia Nostra Pisa e Italia Nostra Lucca desiderano ringraziare la fondazione Banca del Monte di Lucca per l’ospitalità, il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini per la presenza istituzionale, il Centro Internazionale per lo Studio delle Cerchia Urbane, le associazioni “Salviamo la Rocca” di Ripafratta (PI), e “Il Castello” di Nozzano (LU) e tutti gli intervenuti.

Nel primo intervento della conferenza il presidente del CISCU Enrico Romiti ha passato in rassegna, con grande chiarezza e precisione, tutti gli elementi fortificati che insistevano ed insistono ancora oggi sul territorio in questione, ovvero sulla porzione delle valle del Serchio compresa tra Lucca e Pisa.

In questa area nel medioevo sappiamo con certezza che sorgevano 9 castelli, 3 fortezze e 6 torri isolate, più altri elementi fortificati di cui non abbiamo oggi riscontro.

Seguendo il corso del fiume a partire dal lato lucchese, avevamo:Fortezza di Ponte San Pietro – fatta costruire dai lucchesi a difesa dell’importante ponte sul fiume – oggi non più esistente, Castel Passerino – demolito nel medioevo, come descritto con efficacia grafica anche nelle “Croniche” di Giovanni Sercambi, Castello di Nozzano – ricostruito più volte dopo le distruzioni causate dai continui assalti pisani, si mostra oggi splendidamente nella sua ultima ricostruzione del 1395.

 

Elemento fondamentale di difesa per la città di Lucca, conserva il Mastio – trasformato in torre campanaria – con uno splendido giro di mura poligonali, le case mura del secondo giro e le mura esterne con la porta di accesso e le torri difensive.

Dalle sue mura è possibile da un lato vedere Lucca, dall’altro vedere la Rocca di Ripafratta e traguardando vedere il complesso di Duomo, torre e Battistero a Pisa.

Castello di Cotone – inizio XIII sec. – costruita dai lucchesi e contesa a più riprese coi pisani in quanto caposaldo delle difese lucchesi – oggi i resti sono individuabili all’interno della vegetazione.

Rocca di Castiglioncello – inizio XIII sec. – costruita dai lucchesi e contesa a più riprese coi pisani che la demolirono nel 1313, ricostruita nel 1395 – oggi i resti sono individuabili all’interno della vegetazione.Torre dell’Aquila – poderosa costruzione a pianta esagonale interamente in pietra di macigno – costruita nel 1264, fu curiosamente abbattuta per metà dai pisani in quanto posta esattamente al confine – i pisani demolirono la loro metà per renderla inservibile ai lucchesi – nonostante ciò, la torre si erge ancora maestosa dopo quasi 800 anni, testimonianza e curiosità storica rara se non unica.

Rocca di Ripafratta – maestoso caposaldo delle difese pisane, la Rocca di San Paolino fu fatta costruire da una famiglia lucchese, i Da Ripafratta, già nel X secolo.

Nel XII secolo la famiglia Da Ripafratta tradì Lucca cedendo il castello all’Arcivescovo di Pisa – da allora in poi la Rocca, o meglio il borgo/castello fortificato di Ripafratta, diventò il centro delle difese pisane sulla riva sinistra del Serchio, insieme alle torri del borgo – una fatta saltare dai tedeschi in ritirata, l’altra oggi campanile della chiesa – e alle torri Centino e Niccolai ed altre oggi non più visibili – nonostante l’incuria, gli alti muri della rocca si ergono ancora oggi maestosi sopra la vegetazione e sono visibili sia da nord, che da sud, che dal percorso dell’autostrada.

Torre Niccolai – XII sec? – si erge ancora maestosa lungo una possibile via di accerchiamento della Rocca di Ripafratta – costruita con grande cura in bozzette di calcare.Torre Centino o di Pugnano – XII sec? – si erge ancora maestosa lungo una possibile via di accerchiamento della Rocca di Ripafratta – costruita con estrema cura in muratura pseudo-isodoma  di calcare, conserva ancora alla base un procinto ottagonale in muratura.

Castellaccio di Filettole – già monastero fortificato di Santa Viviana, successivamente trasformato in villa, conserva ancora le quattro torri difensive agli angoli – nel medioevo si contrappose duramente con le vicine e soprastanti Castello di Cotone e Castiglioncello.

Monte Bastione – oggi individuabile anche se privo di resti significativi in alzato, si sono trovati resti ceramici.Castello di Rosaiolo/Avane – di questa grande fortificazione a guardia dell’antico ponte sul Serchio presso il borgo di Pontasserchio resta oggi una torre maestosa in pietra da taglio con procinto i pietra esternamente e mattoni internamente, più una struttura probabilmente di inizio palizzata.

Castello di Santa Maria di Vecchiano – di origine antichissima, attestato in epoca longobarda, oggi restano scarse tracce del castello, rimane invece la chiesa.

Castello di Quosa – posto sopra molina di Quosa, del castello restano tracce murarie.Torre di Colle Mucchietto – posta tra Rigoli e Pugnano, non esiste più, al suo posto cìè una casa.

Torre di San Giuliano – un tempo molto importante come torre di comunicazione con Pisa, non esiste più in quanto fu fatta demolire dalle fondamenta nel 1329.

Di questo insieme di fortificazioni, conservano oggi un grandissimo valore paesaggistico il Castello di Nozzano, la Rocca di Ripafratta, le torri dell’Aquila, Centino, Niccolai, Avane. 

Altri elementi fortificati conservano comunque una certa consistenza, tale da renderli elementi significativi di un itinerario tematico.

 

Gli interventi seguenti di Francesco Noferi e Elda Carlotti hanno riguardato i due elementi più preziosi dell’itinerario, ovvero la Rocca di Ripafratta ed il Castello di Nozzano.

Queste due importanti fortificazioni si fronteggiano da quasi mille anni ai due lati del fiume Serchio, e costituiscono un valore storico, artistico, paesaggistico ma anche un valore civico per la popolazione.L’associazione “il Castello” di Nozzano si batte duramente da anni per tenere vivo questo splendido borgo fortificato.

L’associazione “Salviamo la Rocca” di Ripafratta si batte per salvare dal  deperimento materiale la monumentale e preziosa testimonianza della Rocca di Ripafratta, che è oggi possibile ammirare solo con suggestive riprese dal drone, non essendo possibile l’accesso.

Gli scavi condotti all’interno della Rocca negli anni ’90 dettero risultati archeologici di grandissimo interesse, ma dovettero purtroppo essere abbandonati. I tentativi di recupero si scontrarono successivamente con problemi economici e burocratici.

Cominciò così un circolo burocratico vizioso che ha impedito ad oggi la restituzione alla collettività di questa preziosa testimonianza del nostro passato.

E’ invece fondamentale recuperare questo bene, non solo per la sua bellezza – una rocca costruita tutta in pietra da taglio accuratamente squadrata – quasi uno scrigno più che un elemento fortificato – ma soprattutto per il recupero del territorio.

Nozzano e Ripafratta, già caposaldi della difesa del territorio nel medioevo, devono diventare attori protagonisti nella promozione del territorio, da “nemici storici” ad alleati per il territorio.

In questo senso, l’intervento finale di Italia Nostra è stato volto a sottolineare come le potenzialità turistiche del territorio compreso tra Lucca e Pisa siano enormi e come sia fondamentale creare un legame “fisico”, nella forma di un itinerario ciclopedonale, di turismo “lento”, che colleghi direttamente le due città, troppo spesso vittime di un turismo “mordi e fuggi” che rischia di sovraffollare alcune zone senza portare benefici per tutto il territorio.

Un itinerario del genere – che parta dalle rispettive magnifiche cerchie murate urbane – contribuirebbe a creare un polo di rilevanza internazionale nel campo turistico-culturale, essendo le città di Pisa e Lucca messe insieme un insieme di rilevanza tale, specialmente per la storia dell’arte del periodo del pieno medioevo, da poter essere accostato a quello che Firenze rappresenta per il successivo periodo rinascimentale.

Insieme per essere ancora più forti ed entrare a fare parte di tanti itinerari culturali internazionali che troppo spesso saltano l’una o l’altra delle due città; città quelle di Pisa e di Lucca che sono invece inseparabili (e insuperabili) su molti temi culturali e artistici, perché la loro vicinanza territoriale ha sì portato attriti e conflitti, ma ha contribuito a creare una cultura e un’arte comune che deve essere fruita nel suo assieme, partendo magari dall’attraversamento degli antichi confini.  

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