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La prima foto mostra l’ingresso della pista ciclabile lungo la via del Mare al podere i Leccetti. C’è uno stretto passaggio accanto al cancello chiuso e una stradina che conduce fino all’argine. Qui il ciclista che ha letto Migliarino alla sua sinistra è già in imbarazzo: portarsi sull’argine o seguire la strada a fianco sottostante? L’argine è impraticabile, solo un vialetto sconnesso centrale con erba alta ai lati.....

Le Parole di Ieri
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Ricordo
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Ricorrenza
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Omaggio
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l' altra mattina alle ore 6 ascoltavo il notiziario .....
In viaggio con il PD, dai energia al treno. Puoi .....
Legge cosa gli interessa. . . . quando e su cosa gli .....
. . . . perche? Quando comprate il Corriere della sera .....
Uno sguardo dal Serchio
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di Carlo Delli
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Come cambiano autovelox e multe con il decreto Minniti
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Uno sguardo dal Serchio
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Avane, 28 ottobre
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Castello dei Vicari - Lari
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Arena Metato
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Viareggio.
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Pontasserchio, 14 ottobre
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L’INCIDENTE


Seduti su quei sedili lordati di sangue,
col capo chino, vidi
quella scena orrenda
che mi trafisse il cuore.
Giovani vite spezzate
da .....
Speedy Wash di Gambini Cinzia
Via Mazzini 6 Migliarino Pisano
Aperto dalle 08:00 alle 22:00 tutti
i giorni anche festivi
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Solo .....
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La "Storia" a Migliarino
di Trilussa

8/10/2017 - 12:07

Giovedi della scorsa settimana siamo andati a visitare i luoghi dove hanno vissuto e si sono addestrati, sul fiume e sul mare in gran segreto, i valorosi marinai della X° Mas addetti all’uso bellico dei SLC (Siluri a Lenta Corsa). Un piccolo e ingegnoso ritrovato nostrano che unito al coraggio e al senso dell’onore dei marinai che avevano scelto di pilotarli, ha cercato, pur senza riuscirci, di modificare l’evoluzione disastrosa della nostra guerra navale nella seconda guerra mondiale.

L’operazione è riuscita comunque, sia pure col sacrificio di molti uomini, a portare un po’ di onore e un po’ di gloria alla nostra disgraziata, insufficiente e impreparata Marina Militare.


Si pregano coloro ai quali si rizzano subito le orecchie a leggere X° Mas, prima di fare commenti e parlare di fascismo e fascisti, di fare il favore di informarsi e leggere qualcosa sull’argomento per evitare fraintendimenti e preconcetti, visto che chi scrive non li ha e si è ampiamente documentato non trovando niente, nei loro scritti e nei loro discorsi, che potesse far riferimento a quella disgraziata, penosa e fortunatamente archiviata avventura storica.


L’occasione di tale visita è stata la richiesta, pervenuta alla Voce, di un lettore che aveva trovato sul giornale un riferimento alla vecchia casa Coli, sede degli incursori, e che aveva scritto una mail chiedendo di poter fare un regalo di compleanno a suo padre esaudendo il suo grande desiderio di poter visitare la sede operativa  di quei valorosi marinai. La mail è stata girata a me e Umberto che ci siamo dichiarati contenti e disponibili ad accompagnarli, tanto che oggi li abbiamo incontrati al tavolo dell’Osteria del Parco a Marina di Vecchiano, visto che a digiuno anche le visite sono meno interessanti.


Erano in sei, tutti di Marina di Campo, Isola d’Elba. Il motivo è che Marina di Campo è il paese natale dell’ideatore, fondatore e realizzatore di questa specie di piccola e ingegnosa bomba a motore. Si tratta infatti di un  piccolo siluro dotato di carica esplosiva da portare, non lanciandola ma guidandola di persona, nei porti dove sono alla fonda le navi nemiche con l’intenzione di farle esplodere.

Il rischio è naturalmente di essere scoperti e la difficoltà maggiore è  quella di riuscire e superare indenni gli sbarramenti posti all’ingresso dei porti, di solito reti metalliche subacquee e cariche esplosive. Per non parlare della difficoltà, una volta eseguita la missione, di essere recuperati vivi e senza danni.


Forse il nome Teseo Tesei non dice molto ai più ma basta guardare su Internet per rendersi conto, dalla sua vita e dalle sue onorificenze militari, di quanto importante questo personaggio sia stato per la Marina Militare e per il nostro Paese. Nato nel 1909 a Marina di Campo fu ideatore di questi strani siluri, chiamati “maiali” dagli stessi marinai per mantenerne la segretezza, che ebbe una fine tragica decidendo di farsi esplodere volontariamente con il suo mezzo all’alba del 26 giugno del 1941 a Malta, per riuscire a far saltare una rete di protezione che impediva l’accesso al porto. Aveva 32 anni e sacrificò la sua vita per la missione che stava cercando di portare a termine.


La casa che ospitò gli incursori è ormai in rovina, quasi un rudere, una parte del tetto è caduta e non si può entrare per pericolo di crolli. Sulla facciata si notano un paio di targhe commemorative e una vecchia corona appassita, segno di una visita non recente di estimatori di quegli uomini coraggiosi. Sappiamo che la casa è in vendita, sia pure con tutti i vincoli di una casa storica, e ci domandiamo se è logico ed anche utile che un edificio di tale importanza storica e militare venga lasciato deteriorarsi fino al punto di vederlo crollare.


Pensiamo invece quanto sarebbe interessante farne un piccolo museo, con qualche reperto originale, alcune delle tante fotografie che esistono, sui libri che parlano delle loro gesta,  sui tanti filmati dei superstiti che parlano di quelle imprese straordinarie che stupirono, e non è un’esagerazione, il mondo intero. Non sono molte le nostre imprese militari degne di nota e di universale apprezzamento ma questa fa eccezione e fu lodata da giornali internazionali e da illustri politici per l’ingegnosità del ritrovato bellico e soprattutto per il coraggio e l’onore dimostrato da questi valorosi marinai, pronti a sacrificare le loro vite pur di raggiungere il loro obbiettivo, di compiere la loro missione.


E come sarebbe interessante se questo piccolo museo, oltre alle visite di appassionati e studiosi che puntualmente già avvengono pur nel disinteresse generale, venisse utilizzato come meta di visite guidate per le scuole, in modo che i ragazzi, i nostri giovani sempre più orfani di memoria storica e di valori fondamentali come il rispetto, l’onore, la disciplina e il sacrificio possano osservare come siano esistiti uomini che di questi valori ne abbiano fatti principi irrinunciabili, a costo della propria vita.


Sembrano valori  anacronistici pensando al mondo di oggi, ma proprio per questo sarebbe importante creare occasioni di confronto e conoscenza con un passato sempre più dimenticato.


Non possiamo negare il fatto che questi uomini, appartenendo ad un corpo militare che si è macchiato di atrocità e condannato per crimini di guerra,  abbia contribuito in maniera significativa al mancato riconoscimento del loro valore come uomini e dell’importanza storica del loro operato e della casa che li ospitò. Giudicarli in modo superficiale e sbrigativo per la loro appartenenza e non per il valore dei loro eroici atti è certamente un errore, evidente per chi abbia avuto il desiderio di capire e approfondire la loro conoscenza. 


La casa che li ospitò, restaurata e adibita a museo, avrebbe senza dubbio anche un discreto valore dal punto di vista turistico, sia per il valore in sè, per quello che rappresenta, per la Storia che ha vissuto, sia per la posizione strategica avendo un parcheggio proprio davanti e situata in uno dei posti più belli e interessanti del Parco Naturale. La visita degli elbani non poteva non comprendere la passeggiata fino alla Bocca di Serchio, bellissima quasi deserta e in una giornata di sole.
 
Auspichiamo che l’Amministrazione Comunale si renda conto del grande valore storico e turistico rappresentato dall’immobile e si adoperi, superando ignoranza e antichi preconcetti, per una soluzione, diretta o sollecitata (pensiamo in questo caso alla Marina Militare), che impedisca la sua definitiva rovina, una perdita importante per Vecchiano e per la Storia del nostro paese.

Fonte: le prime due foto sono di Massimo Baldacci, la terza dall'archivio fotografico Marina Militare
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11/10/2017 - 20:45

AUTORE:
u.m.

Ho letto di alcuni abitanti di marina di campo che hanno visitato i luoghi dove si addestravano gli uomini della marina militare che affondarono navi nei porti con incursioni notturne.IL luogo è bocca di Serchio e stando alla loro descrizione pare abbandonato e nessuno pare se ne curi. Lasciare che un luogo di enorme valore storico comunque la si pensi politicamente, vada perduto non mi pare degno di una nazione civile.Solo i talebani distruggono le testimonianze della storia e della cultura .Coloro che hanno le risorse e le competenze per evitare che quanto sopra accada non possono non intervenire. A TESEO TESEI SONO DEDICATE SCUOLE E PIAZZE almeno agli alunni di quelle scuole raccontiamo cosa ha fatto e facciamoli visitare i luoghi dove hanno in tutta segretezza operato.

10/10/2017 - 19:42

AUTORE:
D.S.

Il degrado della zona di Bocca è evidente a tutti. Sembra che non ci sia regole, da molto tempo. E non sembra neppure ci sia un programma, o un'idea, su cosa fare.
La zona di sponda tra la parte pubblica e quella privata non sappiamo non solo di chi siq (Rota, Forse?),ma peggio, cosa ci si debba fare. I motori continuano a passare indisturbati sul ponticello e a domanda la risposta è stata "fanno tutti cosa gli pare", il secondo ponte è crollato e quello dell'Arrighi aspetta che qualcuno ci si faccia male.
Ora questo articolo ci riporta alla casa della X° flottiglia mas, che sta seguendo lo stesso copione. Sta lì, in attesa di crollare così il problema sarà risolto. Ci volevano i livornesi dell'Elba a tirare fuori il problema? Ma l'amministrazione cosa fa?

9/10/2017 - 13:32

AUTORE:
u.m.

ricevuta proprio adesso una mail da Marina di Campo dove si dice di avere avuto pubblicato oggi, lunedì 9, l'articolo su tenews.it, la TV dell'isola d'Elba e aggiungo così alle foto la testata del giornale on line.
L'articolo si trova anche su: http://www.camminando.org/home%20page/MENU.html

8/10/2017 - 20:55

AUTORE:
massimo balbacci

questo è il piccolo articolo (con 2 foto) inviato alla stampa locale all'Isola d'Elba proprio oggi con preghiera di pubblicazione.




Il 28 settembre 2017 abbiamo avuto la possibilità, grazie ad alcuni amici di Migliarino Pisano (Umberto Micheletti e Giancarlo Pardini), appassionati di storia locale e collaboratori de La Voce del Serchio, di recarci in visita in una località ancora bella e selvaggia che ha conservato il fascino misterioso degli avvenimenti degli anni Trenta: Bocca di Serchio.
Un luogo di immenso valore storico che ha visto il nostro illustre concittadino campese, Teseo Tesei, come assoluto protagonista del cosiddetto “spirito del Serchio” di quegli anni.
Anni in cui un gruppo di Uomini, in completo isolamento e del tutto protetti dalla natura selvaggia, si preparava con estrema dedizione al secondo conflitto mondiale, ponendo le basi per quella che sarà meglio conosciuta alla Storia come X Flottiglia MAS..
Accompagnati da Umberto e Giancarlo nella tenuta Salviati, abbiamo visitato la casa del guardiacaccia (immortalata in molte foto dell’epoca) - dove questi Uomini trascorrevano la loro quotidianità - attualmente ridotta, con nostro rammarico, ad un edificio in completo stato di abbandono; unica testimonianza in memoria dei tempi passati è l’esistenza di una targa commemorativa.
Abbiamo, poi, proseguito lungo l’argine del fiume Serchio e ripercorso il tratto che quegli stessi Uomini affrontavano durante i loro allenamenti notturni con i “maiali” fino ad arrivare alla foce del fiume, dove, ancor oggi, è presente il casotto utilizzato per la ricarica delle batterie dei SLC.
E’ stata una giornata bellissima, macchiata da un profondo rammarico per lo stato di fatiscenza in cui versano tali edifici che, se restaurati e magari valorizzati come “museo a cielo aperto” ricorderebbero degnamente coloro che, con sprezzo del pericolo ed in condizioni estreme, hanno sacrificato la propria vita per la Patria.
È un ricordo, questo, che non può andare perduto perché tali avvenimenti devono perseverare nel patrimonio della memoria comune. Come cittadini e come appassionati di storia del ‘900 tale impegno si tradurrà nel divulgare il più possibile questa testimonianza, anche organizzando regolari visite, proprio sull’esempio delle iniziative di Umberto e Giancarlo.
Crediamo altresì che il nostro sforzo sia davvero incisivo se accompagnato da un reale sostegno culturale e di recupero territoriale da parte delle Istituzioni; ciascun attore, nelle prerogative e negli ambiti che gli sono propri, può e deve rendere onore ad un passato di sacrificio e dedizione alla causa della Nazione.



Un gruppo di Campesi

Egidio Baldacci
Pierluigi Baldacci
Gino Gassinelli
Guido Retali
Sergio Spinetti
Vasco Spinetti