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Ognuno di noi sa che non siamo messi bene come Paese, ma alcuni episodi recenti fanno pensare di essere messi ancora peggio di quanto possiamo immaginare. Sorvolo soltanto sulla brutta figura della Nazionale di calcio e sui comportamenti dei principali responsabili di tale storica disfatta. Giampiero Ventura che ha dimostrato di essere molto più interessato ai soldi che alla faccia e alla dignità e Tavecchio...

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. . . . . . . . . . . . c'è chi fa il nullatenente .....
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Solo .....
di Renzo Moschini
Cederna e il litorale toscano

9/10/2017 - 19:00

Cederna e il litorale toscano


Preparando l’incontro al Parco di San Rossore dedicato ad Antonio Cederna che si terrà il prossimo 21 ottobre ho avuto modo di ritrovare un commento sulla sua attività fine anni Sessanta. Ricorda Erbani in suo libro del 2012 che in quegli anni monta l’allarme di Cederna per il litorale toscano, dalla Versilia alla macchia lucchese e poi a Migliarino, e ancora nel tratto da Cecina a Piombino, a Castagneto Carducci, San Vincenzo, fino a investire il golfo di Baratti e il promontorio di Populonia.

Basta leggere le cronache del Corriere Etrusco ma anche della stampa toscana per avere conferma che quelle località restano al centro di vicende ambientali non meno critiche.

I parchi innanzitutto a cominciare dalla Val di Cornia sui parcheggi siamo alle randellate. Non parliamo di Piombino – a prescindere dalla gestione delle tessere del Pd- dove la tutela ambientale è da anni alle prese con intoppi di cui vecchi sindaci non hanno certo brillato e non brillano neppure ora con altri incarichi regionali.

Il Parco dell’Arcipelago raramente e difficilmente figura nell’impegno di questi comuni mentre le province sono finite in frigo. Non mi pare che se la cavi molto meglio la Commissione regionale sulla costa che forse non ha ancora scoperto che siamo nelle acque del Santuario dei Cetacei.
Nell’incontro al parco sarà una buona occasione per tornare a discuterne.

 



Fonte: Renzo Moschini
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18/10/2017 - 13:01

AUTORE:
Renzo Moschini

Lo smog nelle grandi città è solo l’ultimo capitolo di una agenda -quella ambientale- sempre più preoccupante.
Una agenda che come ha detto Veltroni anche il Pd sembra avere dimenticato.
Alla vigilia dei congressi dei circoli e delle prossime scadenze elettorali anche in Toscana sarà bene ricordarsene viste le recenti batoste che nessuno può ragionevolmente pensare dipendano unicamente da fattori locali.
Le cronache di questi giorni e non soltanto nella nostra regione confermano, infatti, senza ombra di dubbio che l’abusivismo che continua ad impazzare come l’inquinamento a terra e ancor più a mare, che nel momento in cui entra in vigore la legge tanto attesa sugli ecoreati i controlli perdono colpi a cominciare dalle polizie provinciali dopo la legge Delrio pur non suffragata dal referendum. Così come ne escono punite le regioni ordinarie con un pesante ritorno centralistico che aveva tanto entusiasmato i referendari. Così mentre si perdono le tracce di un vero ente intermedio –l’area vasta è per ora mera chiacchera-tanto più grave nel momento in cui entra in vigore la nuova legge sui piccoli borghi e le regioni vedono crescere il loro ruolo amministrativo con il trasloco di competenze e uffici locali in sedi che avrebbero dovuto accrescere le competenze di programmazione e non di gestione. Il contesto nazionale resta insomma anche per il Pd quanto mai confuso e pasticciato a partire dal parlamento; vedi la legge parchi e le aree protette. Non parliamo del ministro dell’ambiente che ha cancellato senza colpo ferire quanto di positivo aveva avviato Orlando anche qui da noi. Il Pd toscano per ora non sembra purtroppo avere voglia di cambiare musica. Eppure l’elenco delle grane dagli aereoporti alle darsene, dagli inceneritori alla gestione della fauna, dalle Apuane al santuario dei cetacei ai motocross, richiederebbe qualcosa di più e di meglio di qualche interdizione e commissariamento politico che di danni ne hanno già fatti fin troppi anche sul piano elettorale. Spero davvero sia questa la volta buona perché come diceva Totò ogni pazienza ha un limite.
Renzo Moschini

12/10/2017 - 20:54

AUTORE:
Renzo Moschini

L’incontro al Parco di San Rossore il 21 ottobre in cui discuteremo di Cederna e Raffaelli non potrà ignorare il fatto che oggi i nostri parchi mancano di una rappresentanza degna di questo nome. Sono di fatto orfani.
Che Federparchi infatti sia finita nella brutta legge sui parchi in discussione al parlamento ormai da alcuni anni, come associazione ‘dipendente’ del ministero, ne segna come peggio non potrebbe la sconcertante caduta che di fatto lascia i parchi privi di una rappresentanza dignitosa.
Provate a pensare l’ANCI associazione dei comuni dipendente dal ministero degli interni?
I parchi invece si sono sempre più allineati alle scelte dello stato che lasciano totalmente nel caos le aree marine protette, i parchi nazionali senza piani e spesso presidenti e direttori. Accettano l’estromissione delle rappresentanze scientifiche dagli enti di gestione dove in compenso entrano le rappresentanze di categoria.
Una associazione che negli anni a partire dal 1989 cioè prima della approvazione della legge quadro del 1991 ha con i suoi centri studio da Gargnano sul Garda al Parco del Conero, da MonteMarcello Magra - Sarzana alle Cinque Terre, con la rivista Parchi, Toscanaparchi, Parcolibri ha contribuito seriamente e con determinazione anche fortemente critica alle politiche del ministero come delle regioni, oggi non ha saputo far di meglio che presentare qualche emendamento. E il tutto mentre da tempo ormai non si hanno notizie del Santuario dei cetacei, di una Conferenza nazionale a lungo proposta ma mai accolta. E come non bastasse in Toscana dove si era riusciti a impegnare la regione nella istituzione del Centro Studi Giacomini in San Rossore affidato a Federparchi che lo tranquillamente ignorato al punto che ora si dovrà passarne la gestione al parco se vogliamo che non sparisca. Ecco perché nel prossimo incontro al parco intendiamo rilanciarlo e intitolarlo anche a Tiziano Raffaelli. E vogliamo anche mettere mano ad un libro sul nostro parco per rilanciarne il ruolo in Toscana dove Federparchi, pur avendo il suo presidente alla presidenza del Parco nazionale dell’Arcipelago resta ancora orfano delle aree protette marine tranne quella istituita dalla regione. Insomma vogliamo fare uscire i parchi dalla morta gora di Federparchi per ridargli voce e rappresentanza dignitosa.
E dobbiamo farlo a partire dalle vicende del nostro litorale ossia la Darsena Europa.
Renzo Moschini