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su quella porta
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Ah, se sapessi,
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Solo .....
Uno sguardo dal Monte
Villa Bosniasky

18/10/2017 - 10:21

Un nuovo itinerario alla scoperta di bellezze nascoste del nostro territorio, spesso ignorate perché difficilmente accessibili. Una di queste bellezze, a due passi da San Giuliano, è sicuramente villa Bosniasky o villa Belvedere situata sul crinale del monte Castellare. Una posizione da cui si può godere la vista dalla piana di Pisa fino alla Versilia.

 

La strada di accesso non è agevole, molto ripida e in molti tratti addirittura sterrata ma il panorama che si stende sotto di noi è straordinario. Si sale dalla parte di Asciano, sul crinale soleggiato, fino alla sommità dove si scollina e appare, come per incanto, la piana pisana con San Giuliano ai nostri piedi e a perdita d’occhio tutti gli altri paesi satelliti che sconfinano con quelli di Pisa e Vecchiano.


La villa è oramai un rudere, e anche la zona panoramica a sud da cui si affacciavano gli antichi proprietari per godere della vista panoramica sulla piana è ormai nascosta dalla vegetazione. Rimane però un posto incantato che non fa rimpiangere la fatica per arrivare. Non è comunque un posto abbandonato, lungo la strada si trovano alcune abitazioni e si incontrano anche alcune macchine di cacciatori che, parcheggiate proprio nel piazzale della villa, sembrano una nota stonata nella bellezza del luogo.

     
La storia
Si chiama Villa Belvedere (o Villa Bosniascki, dal nome del nobile polacco che la fece costruire) e si trova sul Monte Castellare, quello che separa San Giuliano da Lucca. Un edificio ormai ridotto a rudere, sicuramente poco sconosciuto visto che è accessibile solo dagli amanti del trekking . Eppure stiamo parlando di un patrimonio di grande valore artistico, tanto che i “Viaggi” de “la Repubblica” qualche anno fa lo inserirono in una galleria fotografica che raccoglieva le ville abbandonate più affascinanti del mondo.


Villa Belvedere fu edificata nel 1881 per il polacco Sigismondo De Bosniascki e per la sua consorte Elisa di Rulikowski, contessa russa. Sviluppata su due piani ed un seminterrato, era composta da 12 stanze con pianta rettangolare. La zona era così impervia, che venne addirittura realizzata una strada sul crinale del monte che partiva da Asciano Valle (quella ancora in parte percorribile); altro accesso era attraverso un sentiero, interrotto in diversi punti, dalla cava sottostante (quella sulla Strada Provinciale Lungomonte).


De Bosniascki dovette affrontare soprattutto due grossi problemi che si presentarono nella realizzazione  della villa: portare la terra per riempire i terrapieni costruiti con terrazzamenti di pietrame e trovare l’importantissima acqua.
La terra venne portata con carri trainati da cavalli e asini e successivamente i circa cento operai che lavorarono per diversi anni alla villa, portarono la terra a spalle con le gerle, riempiendo così direttamente i terrazzamenti già predisposti.


Il problema dell’acqua fu risolto, invece, con la creazione di una rete di canali in laterizio che convogliavano l’acqua piovana in sette capienti cisterne scavate in parte nella roccia e in parte murate.


I coniugi trascorrevano il loro tempo nella villa indisturbati, ognuno curando le cose che più li attraeva: Elisabetta si occupava di letteratura, prosa e poesia, Sigismondo invece studiava, catalogava e collocava nelle stanze del seminterrato la sua collezione di fossili Carpatici arricchita da altri di provenienza italiana raccolti nel frattempo.


Nel frattempo la Contessa Elisabetta si ammalò e i coniugi, insieme alla dama di compagnia Aloisa, decisero di trasferirsi nella casa a Bagni di San Giuliano dove avevano già alloggiato negli anni 1875/1880.


Il 22 giugno 1904 Elisabetta morì e fu seppellita nella cappella gentilizia, fatta costruire un po’ di tempo prima, nel Cimitero Suburbano di Pisa, dove successivamente troveranno posto anche le tombe di Sigismondo e Aloisa. Elisabetta lasciò tutta la sua eredità al marito Sigismondo.


Nel 1914, De Bosniascki, essendo ormai anziano, malinconico e solo, vendette al Signor Federigo Bruguier la villa e l’Azienda comprendente un vasto corpo di terreni in parte montuosi e in parte olivati, frutteti, vigne e altri fabbricati per uso colonico e agricolo, tinaio, coppaio e frantoio, per una somma totale di lire 70.000, che elargì a favore della causa Polacca.


Il 23 luglio 1921 alle ore 13.30, il Dottor Sigismondo de Bosniascki, all’età di 84 anni, passò a miglior vita, lasciando tutta la sua eredità a Serafino Antonini.


De Bosniascki era giunto in Italia nel 1873, innamorandosi subito di San Giuliano e dell’inaccessibile Monte Castellare che lo dominava. Uomo di cultura e appassionato paleontologo, trasformò la sua villa in un luogo di ricerca; il seminterrato divenne laboratorio e deposito per centinaia di campioni fossili vegetali carboniferi, scrupolosamente catalogati e custoditi. I frutti del suo lavoro vennero esposti nel 1885 nei locali del Casino delle Terme di San Giuliano, in occasione del congresso di geologia in svolgimento a Lucca. Dopo la sua morte, nel 1921, la sua collezione fu venduta all’Università di Pisa.


Con la scomparsa di De Bosniascki, la villa perse lo scopo per cui era stata realizzata, quello cioè di promuovere gli studi e la cultura. Venne lentamente abbandonata fino alla Seconda Guerra mondiale, quando i tedeschi la trasformarono in un punto militare di osservazione. Dopo la guerra la proprietà passò ad una ricca famiglia genovese, la famiglia Ravano, che ne detiene ancora la titolarità.


La loro idea era di trasformare l’edificio in un ristorante ma era necessario un forte investimento per garantire la viabilità considerato che la strada (sterrata) è percorribile fino alla foresteria del Monte Castellare che però dista ancora qualche chilometro dalla villa e l’ultimo tratto praticamente non è transitabile. Fu pensato anche alla realizzazione di una funivia che collegasse la villa alla cava ma poi la proprietà ha rinunciato ed ora rimane solo questo affascinante rudere in attesa che qualcuno, magari, si decida a riportarlo a nuova vita.
 

 

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18/10/2017 - 20:22

AUTORE:
Eros

Bellissimo luogo immerso in piena natura e con un panorama mozzafiato. Purtroppo la Villa è in uno stato di totale abbandono come tanti luoghi nella nostra cara Italia, ma forse è un bene che la natura riprenda possesso di certi luoghi che sono da sempre incantatevoli.