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Dopo la solita razione di catastrofi ingurgitata nei telegiornali, insieme ad altre notizie nefaste, scorso l’elenco di malversazioni, truffe, omicidi, scontri, annunci eclatanti e dichiarazioni preoccupanti, rilasciate in libertà, da politici volponi, in campagna elettorale, sbirciato la lista delle previsioni economiche apocalittiche, sorbito le analisi pessimistiche a dir poco, sui futuri fenomeni e sviluppi sociali ....

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RISPOSTA AD ARTICOLO DEL TIRRENO DI PISA su CAMP DERBY
Costruzione nuova linea ferroviaria e adeguamento

7/11/2017 - 8:28


RISPOSTA AD ARTICOLO DEL TIRRENO DI PISA su CAMP DERBY

costruzione nuova linea ferroviaria e adeguamento

“Tombolo Dock”

presso la base militare di Camp Darby, richiesta dalla U.S. Army Garrison Italy-Darby Military Community;

La partenza del cantiere a Camp Derby è alle porte con la costruzione di 2,5 km di linea ferroviaria un terminal di 18 mt di altezza (un palazzo di 9 piani) accanto al quale ne sarà costruito uno di dimensione più piccole per accogliere i vagoni che richiedono controlli di sicurezza. Le infrastrutture consumeranno 7 ettari di bosco con un coefficiente di “disturbo”che ne interesseranno 36. Questo significherà aprire una ferita in un’area protetta d’interesse europeo e di valore inestimabile per le comunità locali. Tutto per ingrandire una polveriera che, tra le atre cose, si trova a due passi dalla Torre Pendente, all’interno di un’area intensamente popolata e senza che sia dato di conoscere la valutazione del rischio. E’ vero che la realizzazione della ferrovia ed il miglioramento del molo sul canale dei Navicelli sono interventi concordati fra il Governo Italiano ed il Comando NATO e che il Parco e gli Enti locali non hanno voce in capitolo. Ma è altrettanto vero che gli Enti locali molto avrebbero avuto da dire sulle modalità di esecuzione e, soprattutto, sul come compensare i danni che secondo il Parco sono gravissimi: inquinamento di suolo e acque, impermeabilizzazione, dispersione di polveri, distruzione di Habitat. Volendo, avrebbero avuto il diritto, di avanzare ed imporre delle compensazioni ai lavori di progetto avendo chiaro, però, che la compensazione per un danno all’ambiente non è un altro danno all’ambiente, bensì il restauro di un ambiente già danneggiato. Ad esempio, per la realizzazione di una ferrovia, in una delle ultime foreste planiziali d’Italia, non si può considerare una compensazione la cessione di una caserma abbandonata, utile per l’ennesima speculazione edilizia, bensì la creazione di un nuovo lembo di foresta in cambio di quello distrutto. Nonostante i danni dei cambiamenti climatici è ancora difficile comprendere che la difesa della Biosfera dalla sistematica distruzione in corso è infinitamente più importante della difesa da un ipotetico attacco nemico. la Biosfera, infatti, è quella cosa che permette non solo agli italiani, ma all’intera umanità di vivere e che è costituita da tutto ciò che vive, comprese le foreste planiziali toscane.

Ciò detto, appare quanto meno “bizzarro” che in Regione si approvi a maggioranza una mozione per “procedere ad un’attenta valutazione delle prospettive della base militare di Camp Derby per arrivare alla graduale restituzione dell’area nella disponibilità dell’Italia e delle comunità locali”. Una mozione che, si sottolinea, impegna la Regione ad attivarsi con il governo nazionale per “comprendere quali siano le reali prospettive operative dell’insediamento di Camp Derby” visto che con “la fine della guerra fredda gli scenari sono cambiati….e c’è la necessità di un’attenuazione dell’impatto ambientale”. Evidentemente in Regione ci sono delle difficoltà a ricevere la cronaca locale, dove l’argomento è stato approfondito mettendo in luce quale siano “le reali prospettive operative dell’insediamento” visto l’ampliamento di 45 milioni di dollari. Così come chiaro è che il cambiamento degli scenari stia evolvendo al peggio, lasciando poche speranze sull’”attenuazione dell’impatto ambientale” e sociale.

Ma proprio in omaggio alla speranza “che è sempre l’ultima a morire”, chiediamo ai Consiglieri firmatari della mozione, in attesa di “rilanciare il dibattito” con il governo nazionale, di attivarsi intanto in casa propria, attuando la legge regionale sulla Partecipazione (n. 46 del 2 agosto 2013) per organizzare un processo partecipativo in grado di dare voce a chi il danno lo sta subendo. In modo che si ottenga una sospensione dell’avvio del cantiere per potersi almeno esprimere: sulle modalità di attuazione dei lavori, sulle misure di sicurezza da attivare e su un equo risarcimento per la Biosfera.

Con l’augurio di un riscontro positivo Amici della Terra Versilia

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