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Una quarantina di anni fa, rientrando sporadicamente dalla residenza in nord Italia, per visite parentali e reimmergermi nelle acque locali, dove un grande Alessandro sciacquava solitamente i panni il secolo precedente, non appena valicato l’Appennino, mi rendevo conto di quanto siamo “ghiozzi”, pesanti, a volte grevi, blasfemi, volgari, bischeri e sciamannati noi toscani! Man mano che mi avvicinavo a Vecchiano, avvertivo sempre più chiaramente ....

Il Diario di Trilussa
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Storia
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I 10 anni della Voce
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Ho fatto caso, è da tempo che il sig. Bertelli predilige .....
Sig. Gori si calmi , la troppa foga le può fare .....
Continuo a sentire politici “sinistroidi” (d'alema .....
Vorrei ringraziare pubblicamente i Senatori che con .....
San Giuliano Terme
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ANIMALI CELESTI
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Migliarino
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Soci Unicoop
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Primaziale Pisana, conf stampa
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Tornando vella sera dalla fiera
La mì moglie a casa mi viense a mente
Grassa pallata dice brutta gente
Linguacce malidette da galera

Certo pasta .....
Causa trasferimento abitazione, vendiamo mobili usati in ottimo stato.
Visibili a Nodica, comune di Vecchiano.

cinzia. mantellassi@ virgilio. .....
Il Diario di Trilussa
Lo Scoop-Immigrati

19/11/2017 - 17:56

Il Diario di Trilussa
Era il 2007, l’anno della nascita del giornale, e Trilussa pubblicava i primi articoli di fondo. Sono prima della crisi economica, del problema grave dell’immigrazione, della chiusura delle frontiere in Europa, della crisi della Grecia. Sono vicini nel tempo ma sembrano lontani per il modo di affrontare i problemi, che in gran parte sono rimasti i soliti, alcuni in parte risolti, molti ancori insoluti se non peggiorati. Alcuni si riferiscono a casi di cronaca del tempo, ma sembrano mantenere una loro validità riguardando comunque problemi di ordine generale.
Gli articoli vengono pubblicati come furono scritti, con i segni grafici necessaria all’impaginazione. Il giornale era appena nato, aveva suscitato molta curiosità ma aveva ancora poche visite e molta incertezza sul suo futuro. Anche con questi intendiamo celebrarne i dieci anni di vita.
 
LO SCOOP  (27.10.2007)


(Nota: l’articolo si riferiva all’autorizzazione concessa per la realizzazione di una costruzione a Case di Marina su un edificio preesistente che, a detta di molti anziani migliarinesi del luogo, non era mai esistito. Da qui la boutade del bombardamento alleato)


Una notizia straordinaria! Dagli archivi (segreti) di non sappiamo quale organizzazione (segreta) è trapelata una notizia sconvolgente, anzi due, da lasciare tutti esterrefatti. <br>
In epoca bellica hanno bombardato Bocca di Serchio! <br>
Nessuno lo ha mai saputo, i nostri vecchi non lo ricordano anzi giurano e spergiurano di non saperne niente eppure le carte parlano chiaro: un edificio presente prima degli anni ’40, un edificio di grandi dimensioni, si badi bene, non una casupola come quella delle case minime di Migliarino, è stato distrutto per cause belliche.<br>
Dagli archivi non escono notizie dettagliate (forse coperti da segreto militare) tuttavia se un edificio in piena regola scompare per cause belliche non è certo che un gruppo di uomini paracadutati di notte lo abbia demolito a martellate. Sicuramente è stato bombardato. <br>
Ora la seconda notizia, il secondo scoop! Negli anni 40 gli Alleati possedevano e utilizzavano già le bombe intelligenti!<br>
Proprio così! Quelle bombe che partono da centinaia di chilometri e, programmate, colpiscono proprio l’obbiettivo a cui sono indirizzate. E pare funzionino anche (quasi sempre, sostengono i familiari delle migliaia di morti iracheni per gli “effetti secondari” dei bombardamenti).<br>
A Migliarino ha funzionato alla grande: colpito e abbattuto un unico edificio senza nessun danno per gli altri e per il territorio circostante. Roba da battaglia navale. <br>
Ma cosa ci sarà stato di così importante nel deposito abbattuto? Qualcosa che meritava un’azione così distruttiva e pericolosa? Da rischiare di far scoprire a tutto il mondo il possesso di un arma così importante come le bombe intelligenti. <br>
In paese circolano le supposizioni più assurde. Di bombe atomiche non se ne parla dati gli anni, di carri armati nemmeno, la benzina avrebbe fatto un boato che nessuno ricorda e causato un incendio gigantesco, di milizie scelte per azioni suicide non ne abbiamo notizia.<br>
Erano gli incursori della marina il vero pericolo per gli alleati? Tenevano in quell’ edificio, forse un hangar fortificato e vigilato 24 ore su 24 la loro arma segreta? Un SLC (siluro a lenta corsa) così sofisticato e potente da rappresentare un pericolo mortale anche per gli Americani, da arrivare fino a Washington e minacciare la Casa Bianca? Non crediamo. Quei poveri disgraziati avevano tanto coraggio e molta dottrina fascista ma mezzi militari piuttosto limitati.<br>
L’ipotesi che in paese gode di maggior credito è che in quel deposito, poco più di un capannone, fosse accumulato una grande quantità di <i>falasco</i> e che si fosse sparsa la voce. Le spie americane e inglesi disseminate sul nostro territorio, non ancora pienamente padroni della nostra lingua pare abbiano equivocato scambiando la parola  <i>falasco</i> con il termine inglese molto simile <i>fallout</i> (caduta radioattiva), ed abbiano pensato alla presenza in quel capannone di un arma atomica che doveva essere prontamente eliminata (un po’ come in Iran, per interdersi) e zac! Incenerito!<br>
Non esistono altre spiegazioni sulla scomparsa di questo enorme edificio che si dice (giurandolo) fosse una costruzione massiccia, strutturalmente possente e che non avrebbe potuto scomparire certamente per cause naturali. Le caserme degli incursori infatti, pur costruite utilizzando il Populit (vegetali pressati con cemento) sono ancora in piedi. Sicuramente quindi l’effetto di una bomba. <br>
Intelligente però, forse anche un po’ troppo. <br>
<b>Trilussa</b>
 
IMMIGRATI  (2.11.2007)


(Nota: l’articolo è scritto in riferimento ad un servizio televisivo polemico che non ricordo, dimostra tuttavia che già nel 2007, e ancora prima della crisi finanziaria mondiale, e quindi con capacità di accoglienza maggiori per il paese,  il problema dell’immigrazione da noi esisteva  e cominciava ad essere pressante)


Cari comunisti,<br>
mi voglio rivolgere ai comunisti di vecchia data, quei cittadini dell’Occidente che secondo un, diciamo “particolare” , servizio della TV nazionale sono stati definiti dall’Autore come creduloni e ingenui, persone sprovvedute e schiocche che hanno bevuto le fandonie del marxismo e tutte le sciocchezze propinate allegate sulla solidarietà fra gli uomini, la lotta di classe, i diritti dei lavoratori, l’uguaglianza ecc. .<br>
Il servizio è stato oggetto anche di una interpellanza parlamentare e sarebbe bene che servizi del genere tenessero in maggiore considerazione tutte le brave persone, e sono moltissime, che in quei valori hanno creduto e in cui, con le dovute considerazioni storiche, credono ancora.<br>
Voi comunisti dunque, che siete caduti in questa trappola che vi ha soggiogati per oltre 60 anni credendo stupidamente in quei valori, voi che vi dichiarate ancora comunisti (pur condannando il comunismo reale, quello di Stalin, dei milioni di morti, quello del comunismo nero, nero di sangue e di soprusi), voi dunque che continuate e prendere le difese dei più deboli, che siete sempre pervasi (fortunatamente, ma è un’opinione) dai rimasugli della solidarietà fra i popoli, voi che vi schierate sempre dalla parte dei più deboli, della povera gente, delle vittime dei soprusi, voi pensate forse che tutto quello che sappiamo offrire, come Società occidentale evoluta e ricca, ai nostri immigrati siano quelle baraccopoli che vediamo giornalmente alla televisione?<br>
E’ questa la nostra solidarietà? Baracche? Sudiciume? Marginalità? E la vostra tolleranza forse si manifesta col fare finta di non vedere? Questo è il vostro concetto di accoglienza?<br>
Se come società sappiamo offrire solo questo, forse gli immigrati ne potrebbero fare anche a meno. Non c’è bisogno di solidarietà per delinquere, per rubare, per stuprare, per prostituirsi.<br>
Solidarietà è una politica di accoglienza che conosca i propri limiti, che non voglia strafare, né per logiche di parte né di partito, che sappia quello che può offrire, che tenda a fare il massimo sforzo economico e organizzativo ma che riconosca i limiti delle sue possibilità. Che sia consapevole di quello che si può fare per dare dignità alle persone ma che sappia bene che oltre un certo limite il sistema si sbilancia e smette di funzionare.<br>
Ci vuole sicuramente coraggio, per chi ha creduto in quegli ideali, alti ideali anche se in molti casi mal realizzati, accettare un compromesso con la propria coscienza. Tuttavia è indispensabile che la situazione venga guardata con maggiore distacco, con maggiore obiettività. Il nostro Paese ha le capacità economiche e organizzative di accogliere un numero limitato di stranieri offrendo loro una sistemazione decente, un lavoro regolare e la possibilità di una vita onorevole. Oltre quello non dovrebbe andare e impedire che frotte di disgraziati arrivino sbandati nel nostro paese a occupare baraccopoli a ridosso delle nostre città e per pietismo non domandarsi di cosa fanno, di cosa vivono, cosa mangiano, dove dormono. Il pietismo diventa allora non solo stupido ma anche irresponsabile e capitano quei fatti che leggiamo sui giornali. Fatti inevitabili derivati dal degrado di molte realtà che esistono anche se spesso si fa far finta di non vedere. <br>
L’accoglienza della direttiva europea che impone il rimpatrio dello straniero che non sappia dimostrare di avere di che vivere è una soluzione che può sembrare drastica e autoritaria. E’ tuttavia giunto il momento che anche la sinistra la valuti e la accolga, magari con quelle modifiche e quell’impegno economico che tenga conto dei principi fondanti proprio di quel comunismo che in questo caso rischia di diventare un elemento negativo per la soluzione di un problema.
 
 FOTO. Migliarino, Bar Cacciatori
 

 

 
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