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Ho risistemato la mia vespa PX 150 a miscela. Mi porto sempre dietro l'olio in una tanichetta; vivo come un atto d'eroismo miscelare artigianalmente benzina e olio. Vedessi come i benzinai mi aiutano nel "fabbricare" il carburante. Sono solidali, romantici, tornano anche loro più giovani. Il mezzo è del1982. Un ex meccanico che sapeva dove mettere le mani l'ha rimessa al pezzo e poi è stata tirata al lucido. Ritinta rosso fuoco....

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IL GIORNO 18 GENNAIO DALLE ORE 16. 30 ALLE ORE 18. 30 LE INSEGNANTI ACCOGLIERANNO TUTTI I GENITORI PER VISITARE LA SCUOLA IN OCCASIONE DELLE ISCRIZIONI .....
Storia
Piazza Fontana-12 dicembre

14/12/2017 - 9:48

Attorno alle 16.30 di venerdì 12 dicembre 1969, un ordigno di elevata potenza esplose nel salone centrale della Banca nazionale dell'agricoltura, sede di Milano, in piazza Fontana, dove coltivatori diretti e imprenditori agricoli erano convenuti dalla provincia. Gli effetti furono devastanti: il pavimento del salone fu squarciato e diciassette persone restarono uccise, altre novanta circa furono ferite.


Qualche minuto prima della esplosione, un altro ordigno venne rinvenuto nella sede della Banca commerciale di piazza della Scala sempre a Milano. Tra le 16.55 e le 17.30, altre tre esplosioni si verificarono a Roma: una, all'interno della Banca nazionale del lavoro di via San Basilio; altre due, sull'Altare della Patria di piazza Venezia. Questi attentati provocarono feriti e danni.


I cinque attentati del pomeriggio del 12 dicembre 1969 segnarono l'inizio di quel periodo della vita del Paese che va sotto il nome di "strategia della tensione".


Per la sua gravità e la sua rilevanza politica, la strage di Piazza Fontana divenne il momento più alto di un progetto eversivo preparato attraverso gli altri attentati di quello stesso anno e diretto - come emerge dalle sentenze - a utilizzare il disordine e la paura per sbocchi di tipo autoritario, in ciò sostenuti - come è scritto nella Relazione della Commissione Stragi - da "accordi collusivi con apparati Istituzionali"-

 
Le indagini si orientano inizialmente verso la pista anarchica e portano all’arresto e all’incriminazione di Pietro Valpreda, ma nel corso dell’inchiesta emerge la matrice nera.

 

Al termine di un iter processuale durato circa 35 anni e sette processi in varie città d’Italia, tutti gli accusati dell’eccidio saranno sempre assolti in sede giudiziaria, alcuni verranno condannati per altre stragi, altri invece godranno della prescrizione evitando la pena.

 

Nel 2005 la Corte di Cassazione concluderà sostenendo che la strage di piazza Fontana fu realizzata da «un gruppo eversivo costituito a Padova, nell’alveo di Ordine Nuovo» e «capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura», non più processabili in quanto «irrevocabilmente assolti dalla Corte d’assise d’appello di Bari» per questo stesso reato.

Al termine il processo del 3 maggio 2005 ai parenti delle vittime verranno anche addebitate le spese processuali.

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