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Ho risistemato la mia vespa PX 150 a miscela. Mi porto sempre dietro l'olio in una tanichetta; vivo come un atto d'eroismo miscelare artigianalmente benzina e olio. Vedessi come i benzinai mi aiutano nel "fabbricare" il carburante. Sono solidali, romantici, tornano anche loro più giovani. Il mezzo è del1982. Un ex meccanico che sapeva dove mettere le mani l'ha rimessa al pezzo e poi è stata tirata al lucido. Ritinta rosso fuoco....

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Pisa, 18 gennaio
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CSI Pisa
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CSI
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Vecchiano
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Tornando vella sera dalla fiera
La mì moglie a casa mi viense a mente
Grassa pallata dice brutta gente
Linguacce malidette da galera

Certo pasta .....
IL GIORNO 18 GENNAIO DALLE ORE 16. 30 ALLE ORE 18. 30 LE INSEGNANTI ACCOGLIERANNO TUTTI I GENITORI PER VISITARE LA SCUOLA IN OCCASIONE DELLE ISCRIZIONI .....
Il Diario di Trilussa
Cinema-Piste ciclabili

15/12/2017 - 12:52


Era il 2007, l’anno della nascita del giornale, e Trilussa pubblicava i primi articoli di fondo. Sono prima della crisi economica, del problema grave dell’immigrazione, della chiusura delle frontiere in Europa, della crisi della Grecia. Sono vicini nel tempo ma sembrano lontani per il modo di affrontare i problemi, che in gran parte sono rimasti i soliti, alcuni in parte risolti, molti ancori insoluti se non peggiorati. Alcuni si riferiscono a casi di cronaca del tempo, ma sembrano mantenere una loro validità riguardando comunque problemi di ordine generale.
Gli articoli vengono pubblicati come furono scritti, con i segni grafici necessaria all’impaginazione. Il giornale era appena nato, aveva suscitato molta curiosità ma aveva ancora poche visite e molta incertezza sul suo futuro. Anche con questi intendiamo celebrarne i dieci anni di vita.
 
CINEMA   (5.1.2008)
 
Ma dove sono andate a finire quelle piccole e fumose sale cinematografiche dei piccoli paesi, vecchi locali con le panche di legno, pieni di umanità chiassosa, maleducata, irriverente e spensierata? Erano le sale di seconda serata, dove venivano proiettai i film già passati nelle città, nei grandi centri, già visti dai signori, dai cittadini e alla fine, prima di scomparire negli archivi delle case produttrici, mandati in giro per i piccoli paesi a fare ancora un po’ di cassa.<br>
Spesso pellicole vecchie, rattoppate, consumate che spesso si rompevano e dovevano essere aggiuntate al momento dall’operatore in sala fra i mugugni e le proteste della sala.<br>
Panche di legno a ribattuta, che rumoreggiavano battendo quando ti alzavi dal posto, sgranocchìo di noccioline, sputi di seme, battutacce, interruzioni, scappellotti ai bimbi più inquieti. Spesso occasioni di incontro intimo fra ragazzi, ma al massimo una toccatina, un bacetto fugace in fondo alla sala fra le occhiate dei parenti e le prese in giro degli amici. Andare al cinema era sempre una festa, un’occasione di incontro collettivo, un rito domenicale che andava spesso oltre l’occasione di conoscenza o, talvolta, di evento culturale.<br>
C’era un viavai continuo nei vecchi cinema. La gente usciva e rientrava in continuazione per andare al bar, alcuni arrivavano a spettacolo iniziato ma entravano ugualmente perché il primo tempo veniva ripetuto e potevi vedere il film al completo anche se sapevi già cosa succedeva alla fine. C’era poi chi doveva andare in bagno, chi si ricordava di dover dire urgentemente a quello di due file indietro qualcosa che si era dimenticato, la mamma che portava il golfino al bimbo, in prima fila, che aveva freddo, quello che veniva a vedere se al cinema c’era suo fratello che la mamma lo cercava, l’altro che voleva vedere se c’era anche la Patrizia. Non era uno spettacolo cinematografico, era una sagra, una festa collettiva, era una cosa bellissima, una straordinaria occasione di incontro e socializzazione in cui il film diventava quasi uno elemento secondario.<br>
Oggi si entra negli edifici moderni, le cosiddette multisala, che sembra di entrare in una stazione spaziale. Poi scopri che le sale sono invece piuttosto modeste, a volte solo per pochi intimi. Non puoi più scegliere il posto che ti pare ma dove posizionarti viene deciso dal computer che regolarmente ti strippa in mezzo alla sala, tutti insieme, lasciando vuoto tutto il resto in attesa di ulteriori spettatori che mai arriveranno. Ti sdrai in compenso su poltroncine ergonomiche spaziali dove puoi appoggiare la testa e fare tranquillamente un pisolino, se solo riesci a sopravvivere al volume degli altoparlanti sparsi dappertutto che ti fanno rimbombare e sobbalzare in concomitanza con le scene più drammatiche della pellicola. Non c’è più bisogno, per chi come un mio amico non ha l’udito proprio a posto, di andare a posizionarsi proprio sotto l’altoparlante per non perdere le battute, è l’altoparlante stesso che ti cerca e viene da te.<br>
I film sono mediamente molto migliori di quelli di un tempo. A parità di contenuti la tecnologia in fase di ripresa, di proiezione, di resa della realtà, di effetti speciali, di atmosfere, di inquadrature non ha confronto con le vecchie pellicole. Rimane sempre però alla base del prodotto il valore dei contenuti perché qualunque film miliardario e zeppo di effetti speciali non potrà mai allontanarsi dal videogioco se non offrirà insieme a tutto questo anche una storia credibile o un’idea che faccia da base solida al prodotto.<br>
Però andare al cinema oggi è un’altra cosa. E’ semplicemente andare a vedere uno spettacolo e la riuscita della serata è legata solo al gradimento del film. Si sta in silenzio, isolati, non si parla se non sottovoce e al massimo a quello accanto, non si ride, non si saluta nessuno, non si litiga con l’operatore (ma esiste ancora? C’è da qualche parte nelle multisala? Ce n’è uno solo per tutte? E’ un alieno?), non si danno patte a quelli davanti, è assolutamente proibito emettere qualunque suono dall’apparato digerente (né di sopra né di sotto). Si è passivi, automatici, incolonnati, inattivi e silenziosi. <br>
Assolutamente niente a che vedere con la festa popolare dei vecchi cinema di periferia dove il film poteva essere bello o brutto, recente o vecchiotto, entusiasmante o noioso ma la serata era comunque sempre, sempre, una bella e divertente serata trascorsa con gli amici.
 
PISTE CICLABILI   (16.1.2008)
 
Leggiamo sulla Voce che il comune di Pisa ha deciso di ampliare le piste ciclabili sul suo territorio ed ha in previsione addirittura di collegare la città con Marina di Pisa e con il Parco di S.Rossore-Migliarino.<br>
Non posso che plaudire all’iniziativa che tende ad incrementare l’uso della bicicletta negli spostamenti brevi, compreso l’uso del mezzo all’interno della città e vedo con interesse e appoggio incondizionatamente l’idea di sanzionare coloro che parcheggiano il motorino nelle zone destinate alle bici per scoraggiare l’uso di questo mezzo straordinario ma spesso usato in maniera impropria. Il cittadino, specie nei centri abitati densamente popolati, dovrebbe essere incentivato ad usare la bicicletta negli spostamenti brevi sia mettendo a disposizione facilmente il mezzo (come sta avvenendo anche nella nostra città, sull’esempio di molte città europee) sia introducendo forti limitazioni all’uso inopportuno dell’auto sotto forma di divieti, tasse di ingresso e sanzioni in caso di violazione. Noi italiani non siamo, lo sappiamo tutti, molto portati alla educazione civica, al rispetto degli altri, al senso di bene comune. Questo per molti e diversi motivi fra cui al primo posto metto senz’altro la mancata informazione e formazione scolastica, abbondantemente condita poi con quotidiani cattivi esempi. Anche la famiglia spesso non riesce, per cattiva volontà o disinteresse, a colmare questo vuoto e i comportamenti di cattiva educazione di tutti i giorni ne sono testimoni.<br>
Un plauso quindi alle Amministrazioni che si adoperano per imporre tramite iniziative forti, a volte purtroppo anche sgradite, esempi di buon comportamento. <br>
Se a livello di nucleo cittadino il reperire spazi per le piste ciclabili può rappresentare in qualche caso un vero problema, e togliere spazi alle auto operazione ancora molto impopolare, nelle periferie invece la cosa non troverebbe nessun ostacolo importante tranne, e lo dico con dispiacere, la scarsa sensibilità degli amministratori locali.<br>
Spero che quello che dico sia smentito in un futuro molto prossimo e che queste vie di spostamento alternative, ecologiche e salutari fioriscano come i funghi in Garfagnana dopo un bella pioggia settembrina ma non vedo, al momento, grande movimento.<br>
Eppure è anche per queste piccole cose sono giudicate le amministrazioni, per la loro capacità di rispondere alle esigenze dei cittadini (talvolta anche solo alle loro domande), per il loro impegno in iniziative di tipo educativo nei confronti dei propri amministrati, per la capacità di fornire modelli positivi di comportamento civico, di incentivare azioni meritorie come la raccolta differenziata, il risparmio idrico, quello energetico, il rispetto dell’ambiente. <br>
In questo senso va vista la progettazione e la realizzazione di piste ciclabili, come anche quella di progettare futuri parcheggi al di fuori dai centri abitati sempre più ingombri di auto, zone verdi, parchi pubblici, arredi urbani, una corretta e particolare attenzione alla qualità della vita dei propri amministrati che possono godere non solo della riduzione o il contenimento delle imposte, ma anche dell’attenzione e della cura nel decoro delle loro frazioni, nella qualità della loro vita all’interno della propria comunità.<br><br>
<b>Trilussa</b>
 
FOTO. La famiglia Petri 

 

 
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18/12/2017 - 10:21

AUTORE:
D.S.

Un post dagli Stati Uniti! dal sud Carolina. Sapevo che questo giornale era seguito ma ora sembra avere assunto una dimensione internazionale.
Bravi!
Eccezionale la memoria di questo italo-americano, che non dovrebbe essere troppo giovane se suo madre è adulta nel 25.

16/12/2017 - 15:26

AUTORE:
Renato Moncini

Che sorpresa! leggo giornalmente la Voce del Serchio, questa volta con gran piacere ho visto lo foto dei miei nonni con i loro figli, e` una foto che risale verso il 1925, non so` a chi interessera`, ma vorrei includere le loro identita`
Da sinistra, la prima e` mia madre, Gina, sposo` Pietro Moncini, capocasellante al casello Autostrada Firenze Mare, 3 figli Renato, Silcvio, Goirgio.
la seconda e` Elena, poi Franca rimaste ragazze, lavorarono dai Duchi Salviati
Giulio,, elettricista, sposo`Fausta Malfatti da Torre del Lago, Figli Maurizio e Paolo.
Guido, autista privato, sposo` Selica Parra di Migliarino< Figlia Manuela
Beppino, barista, sposo` Clara Lunardi, figli Luisa e Roberto "Pippo"
Egidio, autista privato, sposo` Lina Parra, sorella di Selica, figli Alberto e Laure, ancora presente a Migliarino.
seduti sono i loro genitori: Bireno e Cesira Valentini
Grazie per la sorpresa.

Renato Moncini
5 Tmber Lane
Greenville, Sud Carolina, 29609 USA

15/12/2017 - 19:17

AUTORE:
Migliarinese

Possibile che il terzo da destra, in alto nella foto,con un bel vestito chiaro sia Cianzikis Petropulos?