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Proseguendo la serie di articoli sulle vicende ( e leggende) del territorio, Agostino Agostini ci regala il resoconto immaginifico del serpente-alato, che abitava il castello dei Pagano da Vecchiano. Fu ucciso - secondo la leggenda - da Nino Orlandi nel 1109 nella selva palatina di Migliarino (oggi tenuta Salviati). Imbalsamato fu posto nel Duomo di Pisa ma ando' perduto nell'incendio del 1595. Una ulteriore riprova della grande ricchezza storica del nostro territorio.

Buongiorno a tutti, sono Costanza Modica, ho 17 anni, .....
Ammetto l'errore, ho solo visto il simbolo di presentazione, .....
. . . . Buonafede Alfonso, candidato sindaco di Firenze, .....
Cosa ci dicono le votazioni in Sardegna?

Calenda .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Associazione ambientalista - LA CITTÀ ECOLOGICA APS
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di Umberto Mosso
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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Eccolo
Come una furia scatenata
è arrivato il vento
a riportare tormento
alle marine
Prima con le piogge
che hanno colpito
la montagna
con smottanento
frane .....
LA TARI è ARRIVATA E SALATA
MA IL KIT PER LA RACCOLTA NON ANCORA
SIAMO A MARZO.

COME MAI?
COSì NON VA BENE.
Pisa, 30 gennaio
PROGETTO "IMAGE.IN"

31/1/2018 - 17:34



Alfea cinematografica capofila del progetto europeo “Image.in”
Workshop creativi dell’audiovisivo come nuovo approccio
all'integrazione culturale dei giovani rifugiati
Stamani (30.1) a Pisa la presentazione con
Alberto Gabbrielli (Presidente Alfea cinematografica) e Franco Alvaro (Coordinatore del progetto)
 
Utilizzare il suono e l’immagine come mezzi di espressione e comprensione, per condividere spazi comuni, fisici e mentali e per combattere la paura e la diffidenza dell'altro, coinvolgendo giovani di culture diverse.

E’ questa la sfida del progetto IMAGE.IN, finanziato dal programma dell’Unione Europea Erasmus+.

Capofila è Alfea Cinematografica.

L’iniziativa è stata presentata stamani a Pisa (30.1) con un meeting che ha visto la partecipazione di tutti i partner: partner Cazalla Intercultural (Lorca), Organizace Pro Pomoc Uprchlíkům (Praga), Pluralis ASBL (Bruxelles), Rare Studio (Liverpool), Centre Public d‘Action Sociale CPAS de Forest (Bruxelles); partner associato l’Università di Pisa  (Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere).

Il progetto si chiuderà a novembre 2019 e coinvolgerà oltre 150 giovani.


IMAGE.IN cerca metodi innovativi e concreti per prevenire la radicalizzazione che porta all'intolleranza e all'estremismo violento dei giovani nei confronti dei rifugiati e per sviluppare un nuovo approccio alla loro integrazione nel territorio di accoglienza.

L’obiettivo specifico è quello di sviluppare, testare e analizzare un approccio innovativo di integrazione, che fornisca un'interazione attiva dei rifugiati con la popolazione nativa delle comunità di accoglienza, per costruire un progetto comune.
 
Saranno per questo organizzati 5 workshop creativi dell'audiovisivo misti tra giovani del territorio e rifugiati, in programma a Pisa (Italia), Bruxelles (Belgio), Praga (Repubblica Ceca), Lorca (Spagna), Liverpool (Inghilterra).

I laboratori, introdotti da una fase di ricerca metodologica, avranno il coordinamento di un team di professionisti del settore, che offrirà ai ragazzi gli strumenti tecnici ed educativi nel campo audiovisivo.

Si prevede, inoltre, la partecipazione di alcuni mediatori linguistici, come supporto per la comprensione e l'apprendimento della lingua del Paese ospitante.

In questo percorso educativo i giovani (rifugiati e non rifugiati) impareranno a creare la propria storia e il proprio cortometraggio, affrontando  i temi del rispetto, della comprensione reciproca e dell'identità di sé e dell'altro.
 
Alfea Cinematografica da anni partecipa a progetti europei, con un numeroso e qualificato partenariato europeo, tutti volti a favorire l’integrazione di soggetti svantaggiati, come migranti, richiedenti asilo, donne e giovani rifugiati, attraverso gli strumenti della cultura.

I progetti già conclusi sono OperaQ e NICeR: il primo era dedicato allo scambio intergenerazionale e interculturale, con la messa in scena di una commedia musicale ispirata a West Side Story; il secondo era rivolto ai migranti richiedenti asilo, con laboratori teatrali che hanno favorito la loro inclusione nelle società dei Paesi di accoglienza.

Il progetti EnFem, per donne migranti, è in fase di attuazione, mentre è appena iniziato LAB31, dedicato ai migranti minori non accompagnati, che si occupa del diritto al gioco (art. 31 Convenzione Internazionale sui diritti dell'infanzia).
 
Video OperaQ www.youtube.com/watch?v=HBjAiUlN9T8 
Video NICeR  https://vimeo.com/album/4829191 
 















 



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