none_o

Percorrere la via Traversagna dal monte fino a Migliarino andando lentamente e guardandosi intorno può essere molto istruttivo. La prima cosa che salta agli occhi è la maleducazione di noi cittadini. Spazzatura ovunque. La maggior quantità è ammassata sotto il ponte che spassa oltre la Barra. Un cumulo di rifiuti fra cui frigoriferi e mobili vetusti che non sono passati per la Geofor.

Il Diario di Trilussa
none_a
LIBRI
none_a
Personaggi
none_a
I 10 anni della Voce
none_a
. . . . . . . . . . . . ricordo che il virus del " .....
oggi sono stato a santa anna di Stazzema ho partecipato .....
. . . . . . . . . . . . . inorgoglisce è nella fantasia, .....
Quello che mette in difficoltà il nostro paese, creando .....
Volterra-domenica 19 agosto
none_a
Tirrenia,14 agosto
none_a
Marina di Pisa, 10 agosto
none_a
Palaia, 10 agosto
none_a
Tirrenia, 7 agosto
none_a
Calci, 12 agosto
none_a
  • Circolo ARCI Migliarino

      Cercasi operatori

    Il  Circolo ARCI Migliarino che gestisce la Ludoteca Comunale in versione estiva presso l'Oasi Dunadonda cerca personale qualificato per il perido di luglio e di agosto. Gli interessati possono inviare una mail alla posta del Circolo   arcimigliarino@gmail.com. Vedi sotto.


  • ALLA CITTADINANZA DI MIGLIARINO

      04 MAGGIO 2018, alle ore 18.30
    AVVISO DI ASSEMBLEA


    Il comitato A.S.B.U.C. di Migliarinoinvita tutti i cittadini della frazione a partecipare all’assemblea indetta presso la nuova sede ASBUC in via S. D’Acquisto n. 1 in Migliarino:     in prima convocazione per il giorno 30 Aprile 2018 alle ore 12.00,   in seconda convocazione per il giorno 04 MAGGIO 2018, alle ore 18.30


Io che ho spiegato le vele tutte finché la riva scompare,
esplorato ogni terra invisibile,
ogni visibile mondo, sfidato correnti, mostri marini, .....
Dopo l’ultimo consiglio comunale abbiamo finito di capire chi sono i consiglieri di minoranza. Incapaci, ignoranti egocentrici. Il tema ponte si discute .....
none_o
Oggi, a Migliarino, tanti anni fa

13/5/2018 - 8:13


Mario Bitossi  si trasferì  a Pisa dall’Elba per motivi di divergenze con la direzione dello Stabilimento Ilva di Portoferraio dove lavorava. Dapprima fu collaboratore di giornali e riviste, poi assunse la direzione della redazione de "Il Telegrafo" e, alla fine della guerra,  ritiratosi nuovamente all’isola, si occupò  del giornale dell'Associazione Progresso Elbano e poi, il 1° gennaio del 1948, fondò "Il Corriere Elbano", assumendone la direzione.
In uno dei suoi libri, “Gli uomini e il mondo” edito da Giardini Pisa nel 1936, vi è questa delicata narrazione della festa di maggio di Migliarino e della sua ”torta co’ bischeri” per niente copiata dai cugini di là dal Serchio.
 
[...] E’ presto, oggi, per questa, fioritura di gusti soavi, ma dalla minuscola stazione di legno partono in ferrovia, per lontani paesi, i carciofi bruni, i turgidi asparagi, i piselli zuccherini e, a seconda  della stagione, gli spiraci, i cavolfiori, tutte le primizie del giardino e dell’orto. Non sarebbe giusto premiare questa gente laboriosa col darle il modo di rendere  più facili e svelte le spedizioni dei prodotti e quindi più fruttifera la meritoria fatica?
Uomini e cose succhiano una linfa feconda, prosperano in numero e qualità, disseminati in un largo territorio fra il mare e il monte pisano, in casolari frequenti o aggruppati in lindi paesi come Vecchiano, Pescaiola, Arena, Metato, Nodica, Malaventre o come Migliarino posto al margine di due grandi tenute, la Reale di S. Rossore e quella dei Duchi Salviati, proprio sul fiume fratello dell’ Arno, minore ma non meno vago di curve e di riflessi, anch’esso ricco di storia, parimenti benefico, strada sempre in moto lungo la quale gli uomini han da tempi remoti conosciuto la virtù del lavoro dei campi come la vera fonte del benessere comune.
La Chiesetta e il Campanile covano le case di Migliarino, cullandole al suono delle campane garrule: chiamano  a Vespro nel cielo che non è ancora della violenta estate, nell’aria percorsa dei sottili brividi della primavera tardiva. Intorno è il paesaggio da fiera, l’autopista fragorosa che fa accompagnare la corona dalle minuscole vetture dalla troppo celebre canzone del violino tzigano i cui versi stanno nella musica come Oliviero Hardy starebbe nei vestiti dall’ inseparabile Stan Laurel, le baracche dei tiri a segno ove i giovanotti non sanno bene che il bersaglio è costituito dalle pipe di gesso e sparano guardando più che altro gli occhi invitanti della donna che gestisce l’azienda, le roulettes, i cavallini, la giostra, i banchi ove si vendono granite colorate di rosso violento, gli zuccherini filati, i gelati al biscotto, le collane di nocciòle e la specialità tradizionale della Val di Serchio, aromatica, saporosa, capricciosa: la torta coi bischeri.
Come mai questo vocabolo designante gli accessorii che tendono le corde del violino sia  arrivato a individuare gli schiccheri che movimentano con piacevole ritmo l’orlo circolare di una torta, non mi è dato di sapere. Ma vi assicuro che la torta, con tutti i suoi annessi e connessi, è un vero portento. La donna che me ne ha data la ricetta è l’alacre sorella degli amici miei, da me lasciata di proposito fuori dall’elenco per lodarla maestra nella preparazione di queste appetitose focacce di pasta frolla ricoperte di una pasta bruna e tenera ove un etto di riso si sposa a due etti di cioccolata, due etti di uva fanno buona compagnia a due etti di canditi e un etto di pinoli si accompagna alle noce moscata, alle spezie, alla cannella, all’odor di arancio grattato che è nella pastafrolla, per dare un gusto proporzionalmente squisito all’insieme, come in un quartetto il primo violino canta, il secondo rincalza, la viola commenta e il violoncello risponde serio al loquace richiamo delle divine cicale.
Circola fra i banchi e le baracche una folla di giovani, la folla tipicamente italiana che che  sembra ferma sulla solare età dei vent’anni; carni di bronzo, sorrisi di avorio intatto, occhi che ti guardano con franchezza, senza spavalderia, con lampi fuggevoli ma senza sottintesi. Qualche cappellino posato di traverso su un volto incipriato, qualche nota di rosso troppo vivo sulle labbra: gente di città che trascorre qui il pomeriggio domenicale, richiamata dal desiderio di vita rurale, che è forse ereditario per molti di noi come un lontano ricordo delle origini.
Anche il cielo, ora, si faceva triste tingendosi di viola. Ma di una tristezza serena, dolce, commovente; gli steli del grano, i fili d’erba, le foglie degli alberi tremavano, sospesi tra il giorno e la sera, quasi che le ultime carezze della luce fossero le più penetranti.
Nel piano, fino ai limiti dell’orizzonte, i primi lumi si accendevano come lucciole precoci. [...]

Fonte: la foto è della Giostra in Piazza della Libertà esattamente nella Festa di Maggio di 40 anni fa
+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

codice di sicurezza Cambia immagine

Inserisci qui il codice di sicurezza
riportato sopra:




16/5/2018 - 21:33

AUTORE:
Mauro Tagliaferri

Era talmente sentita e partecipata la festa a Migliarino che a scuola non ci davano neanche la lezione per casa!
Pensare che pena è ora... sob...