none_o


 La notizia è di pochi giorni fa e ha lasciato a bocca aperta il grande pubblico; ma non gli addetti ai lavori.  Uno studio del Centro tedesco Helmholtz per la ricerca oceanografica GEOMAR, di Kiel, pubblicato sulla rivista Science Advanced, fa sapere che il nostro Etna, il vulcano più grande d'Europa, sta scivolando lentamente nelle acque dello Ionio....

Vecchiano: Percorsi Partecipativi
none_a
Invito
none_a
Teatro del Popolo Migliarino 26 ott.
none_a
Migliarino - Pubblica Assistenza
none_a
Capacità e intelligenza ? Lei dice ?
Ma un politico .....
Signora , mi perdoni, lei sa chi era Cassandra visto .....
. . . . voluto dal 70% di elettori, iscritti e simpatizzanti. .....
Applicati, leggi meglio. Sono daccordo con loro per .....
Salute e Benessere
none_a
I luoghi dell'eccellenza gastronomica
none_a
Associazione La Voce del Serchio
none_a
Ass. La Voce del Serchio
none_a
Calci e Vicopisano
none_a
Parrocchia Madonna dell'Acqua
none_a
Circolo Il Fortino di Marina di P.
none_a
Fiab Pisa
none_a
San Giuliano, 21 ottobre
none_a
Palaia
none_a
  • Teatro del Popolo 26 ottobre

      Sulla mia pelle film di A. Cremonini

    È prevista, via Skype, una rappresentanza della famiglia Cucchi.

     

  • ASSEMBLEA ASBUC

      giovedì 4 ottobre, ore 21


    Si avvicina il giorno dell’assemblea pubblica per far sì che venga rinnovato il Comitato di amministrazione dei beni di uso pubblico di Migliarino con votazione Domenica 28 ottobre, presso l’Auditorium ASBUC- Via S. D’Acquisto 1.


Pontasserchio
none_a
Pappiana
none_a
COMUNICATO MIGLIARINO VOLLEY 1984
none_a
ASD PISA BOCCE
none_a
Io che ho spiegato le vele tutte finché la riva scompare,
esplorato ogni terra invisibile,
ogni visibile mondo, sfidato correnti, mostri marini, .....
Il giorno sabato 22 ottobre, dalle ore 9 alle ore 12, a San Giuliano Terme, in Piazza Italia,
GAZEBO LEGA . . . per un'iniziativa veramente interessante .....
di Renzo Moschini
ALL’AMBIENTE SERVE UNA POLITICA NON UN CONTRATTO

9/6/2018 - 12:11

ALL’AMBIENTE SERVE UNA POLITICA NON UN CONTRATTO


Le prime sortite governative sull’ambiente confermano un dato di fondo; manca un disegno, progetto, programma complessivo comunque vogliamo definirlo. Va aggiunto a scanso equivoci che già il passato governo e parlamento non avevano le carte in regola come in molti, anche della maggioranza, avevano denunciato a più riprese a partire dal Referendum.
Le prossime ed imminenti elezioni amministrative ne aggiungeranno sicuramente di nuovi a cui sarà bene cominciare a pensare da subito. Avendo chiaro che ad affrontare finalmente nel verso giusto le cose non deve pensarci solo chi vince. A noi infatti non è bastato e sarà bene evitare perciò di prendere altre scoppole.
Veniamo al merito. Il limite di fondo, possiamo dire strategico, è che nonostante alcune importanti leggi che in ambiti diversi avevano avviato politiche di pianificazione  non più settoriale come i bacini, il paesaggio, le aree protette, le coste, le comunità montane che avevano specie dopo la istituzione delle regioni comportato quella integrazione stato, regioni, enti locali che aveva posto su un piano di parità i diversi livelli istituzionali. Insomma lo stato non aveva più quella supremazia centralistica che aveva relegato in una condizione di subalternità regioni ed enti locali. Ma è proprio qui che quanto aveva stabilito il Titolo V del 2001 è andato via via passando dall’intesa al parere delle regioni ed enti locali in barba alla Conferenza Stato regioni.
Un recentissima sentenza del 2018 della Corte ha censurato questa riappropriazione centralistica  sconfitta al Referendum riproposta per molti versi dalla Riforma Madia. Sentenza che è stata definita un tagliando dopo 15 anni che ci fa capire più di tante polemiche e discorsi a vanvera da dove
bisogna ripartire che si tratti di politiche di tutela e parchi, di bacino, di santuario dei cetacei, di piani costieri. Insomma che si tratti di TAV, di piste d’aeroporto, di inceneritori devi ricondurli a livelli di governo del territorio che oggi –vedi area vasta- risultano sempre più vaghi e indefiniti avendo ridotto le competenze delle province in molti casi ricondotti a gestioni amministrative regionali. Così abbiamo regioni – quelle che Renzi e la Boschi volevano ‘punire’ con il Referendum- con minori competenze legislative è più uffici  burocratico-amministrativi.
E’ urgente perciò ristabilire quella leale collaborazione senza la quale continuerà a mancare un governo del territorio e dei beni comuni sempre più a rischio.
E’ quanto chiediamo al nuovo ministro  dell’ambiente che ho visto è apprezzato giustamente per il lavoro avviato sugli ecoreati -una ottima legge- che come altre però è ancora ignorata da troppi.
Renzo Moschini
 

+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

codice di sicurezza Cambia immagine

Inserisci qui il codice di sicurezza
riportato sopra:




9/6/2018 - 13:22

AUTORE:
Cittadino Italiano

.... il generale/ministro (si dice) abbia aperto gli occhi da due anni(?) sulla terra dei fuochi.
Meglio tardi che mai. Ora si spera che faccia di più (più in senso positivo) per l'ambiente Italiano degli ultimi ministri/ambientali civili Orlando e Galletti.