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 La notizia è di pochi giorni fa e ha lasciato a bocca aperta il grande pubblico; ma non gli addetti ai lavori.  Uno studio del Centro tedesco Helmholtz per la ricerca oceanografica GEOMAR, di Kiel, pubblicato sulla rivista Science Advanced, fa sapere che il nostro Etna, il vulcano più grande d'Europa, sta scivolando lentamente nelle acque dello Ionio....

Vecchiano: che Consigli?
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Teatro del Popolo Migliarino 26 ott.
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Applicati, leggi meglio. Sono daccordo con loro per .....
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I luoghi dell'eccellenza gastronomica
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Palaia
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ASBUC Migliarino, 19 ottobre
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  • Teatro del Popolo 26 ottobre

      Sulla mia pelle film di A. Cremonini

    È prevista, via Skype, una rappresentanza della famiglia Cucchi.

     

  • ASSEMBLEA ASBUC

      giovedì 4 ottobre, ore 21


    Si avvicina il giorno dell’assemblea pubblica per far sì che venga rinnovato il Comitato di amministrazione dei beni di uso pubblico di Migliarino con votazione Domenica 28 ottobre, presso l’Auditorium ASBUC- Via S. D’Acquisto 1.


Pontecosi-Migliarino, Domenica 21
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Pontasserchio
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Pappiana
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COMUNICATO MIGLIARINO VOLLEY 1984
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Io che ho spiegato le vele tutte finché la riva scompare,
esplorato ogni terra invisibile,
ogni visibile mondo, sfidato correnti, mostri marini, .....
Il giorno sabato 22 ottobre, dalle ore 9 alle ore 12, a San Giuliano Terme, in Piazza Italia,
GAZEBO LEGA . . . per un'iniziativa veramente interessante .....
di GIUSEPPE TURANI
PERCHÉ RENZI È RENZI

7/7/2018 - 20:57

PERCHÉ RENZI È RENZI


Se il Pd ha un leader, quello è lui, non altri, cacciatori seriali di poltrone.

Che cosa farà Renzi? Non lo so, non ho contatti.

I nemici di Renzi pensano che io sia un suo sodale (forse anche pagato), e mi querelano pure. Gli amici di Renzi mi guardano con qualche sospetto perché ogni tanto sollevo qualche critica.
Oggi mi sono ascoltato tutto l’intervento di Renzi all’assemblea del Pd.

E non c’è dibattito: se oggi quel partito ha un leader, quel leader è lui. Ha la politica nel Dna. Si sa spiegare, sa convincere, sa argomentare.
Non credo che farà mai “En marche”, come tanti amici vorrebbero (me compreso).

Mi rendo conto che tollerare uno come Emiliano (o anche uno assai più educato come Cuperlo) richieda dosi di pazienza immani.
Ma la storia della sinistra è anche questa, nel bene e nel male, forti passioni e forti risse. Da certi congressi locali del Psi si scappava quando cominciavano a volare le sedie.

Non cambierà mai, purtroppo.
Penso che Renzi resti nel Pd e che vinca il prossimo congresso. Mi auguro solo che, questa volta, abbia il coraggio di rottamare di più. Il dibattito è bello, è divertente, ma non si può vivere di dibattiti. C’è un momento in cui le discussioni devono finire, e si deve  fare.

Emiliano, e altri, sono incompatibili con il Pd renziano da tempo, forse da sempre (come metà dei dirigenti a sud di Roma). Devono essere messi nelle condizioni di andarsene.

Oppure esiste sempre la vecchia espulsione per indegnità politica, un po’ leninista-staliniana come misura, ma utile in certi casi.
L’ho già scritto altre volte, e quindi un po’ mi ripeto. A Renzi dobbiamo almeno due intuizioni politiche che hanno segnato il nostro tempo:
1- Una sinistra moderna ha senso solo se è liberal-democratica, competitiva, aperta, lanciata verso il futuro. In questo è arrivato anche prima di Macron.
2- Il populismo (che è di destra, e non di sinistra) è il  nemico da battere.
Ma allora, si dirà, che cosa vogliono Martina, Zingaretti e compagnia cantando?
Vogliono l’Italia come è sempre stata. Vogliono, cioè, un’Italia consociativa. Un’Italia dove magari vince uno o vince l’altro, ma alla fine ci si spartisce educatamente il potere. Oggi il paese è dove si trova (cioè nei guai) perché è sempre stato amministrato così.

Abbiamo 2300 miliardi di debiti che rischiano di affossarci alla prima crisi congiunturale, ma nessuno di noi ha mai visto cortei contro gli eccessi della spesa pubblica. E non li abbiamo mai visti perché nell’Italia consociativa funziona così: io regalo una pensione facile a te, e tu mi regali un ponte al mio paesello o un ospedale inutile. O addirittura un’università: ne abbiamo un centinaio, 90 potrebbero essere chiuse domani mattina dai carabinieri senza alcun danno visibile per la cultura.
I nemici di Renzi vogliono tornare a questo tipo di Italia. Un’Italia in cui, se sei nei piani alti, non sei mai escluso del tutto. Mal che vada ti danno un ente da dirigere, ben sapendo  che, se vincerai le prossime elezioni, restituirai il favore.
I nemici di Renzi, viste come sono andate le cose, hanno in testa un piano molto semplice e quasi elementare: far litigare Salvini e Di Maio, e poi proporsi a Di Maio al posto di Salvini. Come nel ballo con le quattro sedie. Oplà, si cambia. Fuori uno, dentro un altro. Salvini fa tappezzeria e noi si balla, che bello.
E così si torna in gioco: ministero dell’agricoltura, delle pari opportunità, della riforma della PA (tanto non si fa), politiche per il Sud (idem, non si fa). Non male per chi ha perso le elezioni.
Ma allora perché puntare su Renzi, ancora? Non ha già fatto troppi errori?
Vero. Li ha fatti. Ma non si tratta solo di questo. L’odio per Renzi (totale, insensato, indecente) non nasce dalla sua presunta antipatia, ma da una semplicissima questione politica. Contro di lui si è mobilitato di tutto: gli hanno persino inventato un fratello di nome Gianni (migliaia di like su FB), che non fa un cazzo e guadagna 53 mila euro al mese. Il vero fratello non si  chiama Gianni, fa il medico oncologico, lavora all’estero, e ovviamente non guadagna così tanto.
Se vi guardate intorno, vi accorgerete che è l’unico leader politico che davvero vuole smontare (e in parte lo aveva fatto) l’Italia consociativa. E quindi è un leader politico che va estromesso. E’ il granello di sabbia che può rovinare gli oliati meccanismi dell’Italia consociativa.
E questo è il reato peggiore per un paese fatto di grandi e piccole lobby. Contro di lui hanno trovato l’accordo destra e sinistra perché entrambi gli schieramenti tengono a conservare l’Italia consociativa, l’Italia in cui non si perde mai davvero e in cui semmai aumenta solo la spesa pubblica. L’Italia in cui ti tieni il tuo taxi e vendi la tua licenza, o ti tieni la tua farmacia e vendi la licenza.

L’Italia in cui puoi mettere i cinesi in cantina a lavorare, e poi votare per un esaltato che vuole cacciare tutti gli stranieri, tanto al milione di badanti che si occupano dei nostri vecchi ci pensano i giovani padani con il fazzoletto verde, campioni mondiali di boccette, mai lavorato un solo giorno in vita loro (come Salvini).
All’assemblea del Pd Renzi ha detto tante cose, ma su un punto è stato chiarissimo: tutto si può perdonare ai 5 stelle (persino di essere stupidi, questo lo dico io), ma non di aver inquinato la vita politica italiana. Questo non si può perdonare. Ci siamo già dimenticati che avevano chiesto anche l’impeachment (che non esiste nemmeno) per Mattarella?  Non si può perdonare loro di aver introdotto il manganellamento personale degli avversari politici (quello che all’estero si chiama character assassination).
Con questa gente, per di più dipendente da una S.r.l. privata, non ci possono essere accordi. Questi sono i nemici da battere.
Ma un pezzo di Pd dopo nemmeno 120 giorni è già stufo di opposizione, sogna poltrone ministeriali (anche di seconda scelta), uscieri, auto blu, segretarie, viaggi all’estero.
E’ talmente affamato di potere, questo pezzo di Pd, che nemmeno si accorge che lo stesso Pd è oggi l’unica barriera possibile contro il populismo.

A questa banda di cialtroni la storia ha assegnato un ruolo-chiave e non se ne accorgono, vedono solo le poltrone che non ci sono più, i nastri da tagliare, i discorsi da fare, le interviste ripetute.
Lunga vita a Matteo Renzi e, se ne ha ancora voglia, ci dia una mano.
En marche, dentro o fuori il Pd.

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10/7/2018 - 18:13

AUTORE:
maria teresa bertini

Dal primo giorno che è comparso sulla scena politica sono stata favorevolissima a Matteo Renzi, giovane e dinamico; doveva avere solo un po' più di prudenza, ero d'accordo con lui
quasi totalmente. Ora la sola presenza di Salvini mi fa star male; spero vivamente che gli capiti qualche cosa che gli impedisca di continuare a fare politica (certo no male fisico).
L'altro vorrei nel Pd è Gentiloni e poi basta.

9/7/2018 - 20:20

AUTORE:
BdB

....darti subito del crendiciano bischero, ma ho rinunciato perchè la redazione VdS forse non la passava.
...ma visto che mi dai del paraculo...può darsi che per far pari ci voglia un trischero*; il significato di trischero* lo sa solo Giovanni del Bianchi, quindi passa ar seguro.
Ai tempi del povero Enrico Berlinguer sapendo che ero suo simpatizzante ed elettore i trischeri mi dicevano: evisto....! cià un isola tutta sua 'nSardegna e te paraculo lo voti e ora hai votato uno, come ha detto il direttore del Fatto Quotidiano, tal Travaglio: il Senatore Matteo Renzi si compra una villa da due miliardi e seicento milioni delle vecchie lire in centro città
Alla prossima, bona.

9/7/2018 - 19:10

AUTORE:
LdB

...paraculismo ? La pubblicazione serviva a comparare il pensiero berlingueriano con la presunta liberaldemocrazia attribuitagli.
Per il resto , pugno o non pugno, quello che conta è la persona. C'è chi alza la mano per far vedere il proprio c/c con 15.000 € e chi compra casa a 1,300 milioni di euro. C'è differenza, sempre che non sia la stessa persona...

9/7/2018 - 12:55

AUTORE:
BdB -Pragmatico qb

....non rinunciano a costruire una società «di liberi e uguali» e a impegnarsi nella lotta degli uomini e delle donne per la «produzione delle condizioni della loro vita».
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Già ci aveva provato e riuscito l'altro magistrato con Rivoluzione Civile a fare il regalino alle destre non facendo entrare in Parlamento (li dove si fanno le leggi) n° 4 partiti RC, PCdI, Verdi e "Mano Pulite".
Questa volta invece, aspettando invano Pisapia che facesse la coalizione sinistra-sinista, con il PD e i rimasuglioli socialisti, rosa nel pugno.
Poi andò a finire che i capi LeU si sono assicurati per loro medesimi un posticino da 20mila euri spiccioli al mese li in un angolino di Montecitorio-Palazzo Madama e ll'omo vive.

Nella Sacra Bibbia e nei Vangeli si parla spesso di pecore, di pane, di olio e vino ma non di Cocacola e di non superare i 110 klh in autostrada in caso di pioggia.
Ecco, quel che rimembra Leonardo del B fra un comunista (che mai ha alzato il pugno chiuso nemmen di fronte a Ciampino (il figliol di Mario di Batone) che alla festa dell'Unità di Venezia, gli si arroghi la gola a forza di urlare sotto il palco ad Enrico Berlinguer.
Enricoooooo....! brutta mad....cosi si fà! saluta cor pugno chiuso come si fa noi 'omunisti ma....che-nisba, ciao-ciao e basta.
Scalfari ora barcolla un gocciolino e cosi traballano anche le "profezie" di quaranta anni orsono.

Sirvio fu contento di Ingroia e l'altro Matteo di Piero detto Pietro Grasso; così è per l'oggi, domani vederemo.
bona.

9/7/2018 - 11:28

AUTORE:
LdB..

Alcuni pensieri del "liberaldemocartico" Enrico Berlinguer, tratti da l' intervista di Eugenio Scalfari, al seg del PCI e da citazioni varie.

Nell'Europa occidentale c'è ancora il capitalismo: il Pci vuole sempre liquidare il capitalismo?», domanda Eugenio Scalfari in un'intervista del 2 agosto 1978. «La risposta è sì», afferma Enrico Berlinguer. «Noi vogliamo arrivare a realizzare qui, nell'Occidente europeo, un assetto economico, sociale, statale non più capitalistico, ma che non ricalchi alcun modello e non ripeta alcune delle esperienze socialiste finora realizzate e che, al tempo stesso, non si riduca a riesumare esperimenti di tipo socialdemocratico, i quali si sono limitati alla gestione del capitalismo. Noi siamo per la terza soluzione, la quale è richiesta proprio dalla impossibilità di acquietarsi nella situazione mondiale odierna». Prosegue il direttore di Repubblica:«Volete liquidare il capitalismo. E la democrazia?». «Proprio per salvare la democrazia, per renderla più ampia, più forte, più ordinata possibile bisogna superare il capitalismo». «Essere coerentemente anticapitalisti vuol dire anche essere coerentemente democratici», risponde il segretario del Pci.

In questo senso si può dire che sia stato un continuatore dell'opera del grande rivoluzionario russo sulla strada aperta dalla Rivoluzione d'Ottobre: proprio perché si è impegnato a fondo nella ricerca di un un'altra via e di un'altra idea di socialismo, corrispondenti alle condizioni storiche del suo tempo. Non si trattava di rinnegare Lenin e la rivoluzione d'ottobre, come chiedevano con insistenza Bettino Craxi, lo stesso Scalfari e compagnia, cancellando un evento che per la prima volta nella storia ha visto i subalterni rovesciare il potere del capitale e spezzare la catena dell'imperialismo con conseguenze epocali negli assetti del mondo.La storia - sottolinea polemicamente il segretario del Pci - «non si rinnega», «né la propria, né quella degli altri. Si cerca di capirla, di superarla, di crescere, di rinnovarsi nella continuità».

«Si vorrebbero partiti di sinistra che di fatto si accontentano di limitare la loro azione a introdurre qualche correzione marginale all'assetto sociale esistente». Invece i comunisti italiani, secondo «due antiche e sempre vere espressioni di Marx», precisa il segretario del Pci, non rinunciano a costruire una società «di liberi e uguali» e a impegnarsi nella lotta degli uomini e delle donne per la «produzione delle condizioni della loro vita».

8/7/2018 - 11:12

AUTORE:
BdB

Come al solito, se sei il solito, hai capito tutto al contrario di tutto ed è proprio vero che i vecchi comunisti viaggiavano e viaggiano con il paraocchi per non vedere cosa succede ai lati del loro piccolo mondo.
GORBACIOV LO PRESERO A CANNONATE E LA SOCIALDEMOCRAZIA SI AVVICINAVA AL 20% SOLO IN ITALIA ULTIMAMENTE.
La Liberaldemocrazia è la prospettiva se si vuole seguire il pensiero di Enrico Berlinguer...elementi di socialismo da Lui prospettati, ricordi?
In Francia Macron con le idee di Renzi ha stoppato l'amica di Salvini.
Puppati l'altro Matteo ora.

8/7/2018 - 9:25

AUTORE:
Lettore di sinistra

C'è un errore di fondo, che mina tutta la struttura e dimostra che il livello del partito, e dei suoi militanti, non era mai sceso così in basso.

Non si parla più di ideali, di lotta, di giustizia ma si riduce tutto alle poltrone, ai posti, agli incarichi.

E' una strada che non porta da
nessuna parte e divide, come Renzi.

Io credo fermamente che Cuperlo,
Bersani e tutti i dissidenti lo siano sinceramente sui contenuti e non mirino alle poltrone. Ma io sono un vecchio nostalgico e credo ancora nelle persone.

Pare che molti renziani la pensino diversamente e cerchino di togliersi di torno chi non la pensa nello stesso modo, accusandoli, come appare in questi due articoli, di cercare il loro interesse e nient'altro.

Così non si va da nessuna parte e il partito è condannato all'estinzione. Rimarrà un piccolo gruppo di affezionati, come me, mentre Renzi capeggerà il suo nuovo partito e se avrà successo e porterà benessere come propone ne sarò lieto.

8/7/2018 - 8:24

AUTORE:
Bruno Baglini - iscritto PD

Si sono persi mesi e mesi a rincorrere "la gente" direi gentucola.
Il povero Fassino incaricato a rincorrere gli ultimi suoi colleghi (segretari pari suo del suo partito) pregandoli di non andarsene, ma i poveretti sapevano di aver poche possibilità di ri/essere messi in lista dal partito con segretario Renzi, quindi han fatto perdere tempo utile sotto elezioni generali per poi riunirsi sotto Art 1-ConSenso-Podemos italiana ed altre siglette per potersi riappropriare della seggiola in Parlamento: vero Grasso, Bersani, Boldrini che poi una volta seduti li (per niente) spingevate i vostri ex compagni che con le vostre critiche feroci seguite da una scissione avete fatto perdere una brancata di consensi e puntavate al che si accordassero con il Di Maio che giurava di aver rotto per sempre con Salvini e...per casa lo facevate? per far quello che dice Turani, per ritornare nei ministeri, anche di serie b, ma meglio che niente, marito vecchio.
Eh già, poi una volta seduti li a contare quanto il due di picche e dopo aver dato il vostro "prezioso" voto favorevole ad un governo purchessia, poi facevate come Bertinotti, Turigliatto Rizzo e quando vi pareva con il vostro 3% mandavate a casa il restante 97%.

Chi ha vinto governa e chi ha perso si prepari per il prossimamente, così è in democrazia.
Enrico Berlinguer dette il suo 34% ad Aldo Moro che ebbe il 38% ma erano tempi di attacco sanguinoso allo Stato da parte delle br.
Ora vanno messi alla prova i "promettitori di dunniosa" e già si è visto che i credinciani del sud, dopo 2 settimane han già tolto il 500 x 100 di voti alla ditta Casaleggio.
...però tempo ci si baloccava anche con questa credenza: lasciamoli governare per 5 anni poi se fan bene si rivotano 'nsennò...
Apparte Marino a Roma (poverino), ma Obama in America, Fassino a Torino per poi arrivare a Minniti, uno dei migliori Ministri del governo Gentiloni, battuto nel suo seggio da un grillino indesiderato dalla 5* che addirittura non ha fatto campagna elettorale perchè era in giro per le Americhe e... quando è tigna è tigna disse il Paoletti, il padre di Sergio Vago che portò in piazza per vendere i conigli pieni di tigna e non ne vendette "punti".

Ha da passar la nottata ed in inverno purtroppo son più lunghe...ma la primavera è sempre ritornata puntuale; eh si 'nsenò il mondo smetterebbe di girare.