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Guardati allo specchio! Il volto che vedi riflesso è il risultato di milioni di anni di evoluzione e riflette le caratteristiche più distintive, che utilizziamo per identificarci e riconoscerci.  E' il risultato che si è plasmato secondo i nostri bisogni, legati al mangiare, al respirare, alla vista, alla comunicazione.  Ma come si è evoluto nei millenni il volto che abbiamo, per arrivare a mostrarsi com' è oggi?

Conad City e Pubblica Assistenza di Migliarino
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Arpat Toscana
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Migliarino
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Per chi non lo sapesse, da martedi il comune comincerà .....
Francesco T è Primo? ed Ultimo sono io!
Si perchè .....
Caro lettore, ho fatto anc'io quello che mi consiglia, .....
Caro Francesco T, lettore e scrittore del Forumm VdS. .....
Vecchiano, 26 aprile
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Per una Pasquetta partigiana
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Sogno San Giuliano:
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Le squadre di Val di Serchio
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Nel germoglio di un'amore
C'e' il sorriso
della vita
Ed il tremito dei sensi
Che prelude a nuovi voli

E' la
danza di una fiamma
Che accarezza .....
. . . . . . . . . . . . . . un fatto accaduto quando andavo ancora alle elementari e che ricordo ancora molto bene. . . . . . Ebbene nell'ultimo banco .....
di Renzo Moschini
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di Renzo Moschini
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Parco Regionale MSRM
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Violone

18/7/2018 - 17:01

 
Violone è un vecchio marinaio viareggino, che ha passato tanti, tantissimi anni agli sbuffi dcl mare.
Il mare è un interminabile serial di straordinarie avventure e, quando l’età lo fa finire in secca nella sua citta, continua ad amarla e a viverla. Lo va a scrutare ogni giorno dal molo e ancora sogna storie d ’angoscia e d ’ardimento. In un tramonto, col mare gonfio di rabbia e di vento, gli sembra di scorgere qualcosa al largo...La nostalgia dei marinai è inestinguibile, come la loro sete.
E, sebbene la conclusione del racconto sia più semplice del previsto e abbia spunti comici, c’è un sottofondo drammatico, come nella musica di Debussy.
Non a caso, dunque, Violone da titolo al secondo libro di Armando Mancini.

 
VIOLONE
 
Il fortunale imperversava. Vento di libeccio di forza inconsueta. Le onde si infrangevano sulla scogliera, mandando gli spruzzi al cielo.
In cima al molo, a respirare l’aria salmastrosa e a godersi lo spettacolo della tempesta, poche persone. Violone era una di queste. Un vecchio marinaio in pensione che aveva ‘sciabiato’ il mare per anni e che, ogni volta che sentiva il tempo cattivo, andava al barometro, picchiettava l’indice sul vetro e diceva invariabilmente: "Il barometro scende, prevedo una buriana...!"
In quei momenti era impossibile tenerlo in casa:

"Teresa, sorto! Arrivo lì al molo, per vede’ come si mette!",

sempre cosi, tutte le volte. La moglie lo aiutava a infilarsi la palandrana di mare, lui sl "inghiozzava" il basco, e col mezzo toscano spento tra i denti si tuffava nel vento.
"De la fia che sventazzate!" diceva, occhieggiando al di sopra del bavero alzato ai rari passanti, che incontrava andando verso la cima del molo, Poi, a ridosso del muretto del faro, si metteva in contemplazione del mare agitato, guardando lontano verso il sole che tramontava.
Quella sera, tra il polverume di goccioline prodotte dall’infrangersi delle onde sugli scogli, col sole del tramonto negli occhi, vide o credé di vedere qualcosa all’orizzonte.
Le onde sfrenate si rincorrevano schiumando sui bassi fondali dell’imboccatura e lontano si accavallavano confondendosi nelle prime brume della sera. Aguzzò bene lo sguardo e improvvisamente:

"Oddio! - esclamò, urlando - c’è una barca in pericolo laggiù! è in difficoltà!"

E cominciò a gridare aiuto.
Fece subito gente e piano piano si formo un gruppetto intorno a lui che gesticolava indicando lontano verso il largo.
"Laggiù, là, là — urlava - è uno scuner, no, no, è un barcobestia!",

poi dopo un po’ sconsolato:

"L’ho perso - diceva – non lo vedo più!";

poi di nuovo più forte:

"Eccolo è là, è un tre alberi, vedo tre alberi... no, son due, è una goletta." E, agitatissimo, correva da un punto ad un altro, indicando verso il sole al tramonto.
"Si perderanno — diceva - sono in grande pericolo, bisogna avvisare la Capitaneria …. cercate di fare qualcosa..."
Era disperato. Gli altri che non riuscivano a veder niente, continuavano a domandare: "Ma dove, dove, in che punto?"

"Là - diceva indicando verso ponente - lassù.”

Poi di nuovo urlando:

"Ora vedo un albero solo, forse l’altro si è troncato e affondano!" E dopo un po’:

"No, no, gli alberi sono due, anzi tre, è un tre alberi, ora li distinguo bene, ma lo scafo non si vede, deve essere quasi sommerso!"

Nessuno dei presenti, e ora si era già radunata una discreta folla, vedeva niente.

Qualcuno aveva avvisato la Capitaneria e due marinai col nostromo eran venuti a vedere. Violone continuava a ‘starnazzare’:

"Guardi là capo, in quella direzione, si stanno inabissando!"

Il sottufficiale che aveva il cannocchiale, lo puntò verso la zona indicata e comincio a scrutare senza per altro riuscire a veder niente. "Mah! - diceva — niente! C’è poca luce, ...non riesco a veder bene..." E cercava di mettere a fuoco lo strumento.
 
Ad un tratto, l’agitato avvistatore ammutolì di colpo, poi pian piano si confuse tra la folla, e, mentre tutti cercavano di vedere quello che non c’era, si eclissò quatto quatto. 
Che era mai successo? Qualcuno si domanderà.
 
Ecco, improvvisamente il buon uomo si era accorto che i tre lunghi peli che aveva sul naso, mossi dal vento davanti ai suoi occhi, ora gli davano l’impressione di vedere un albero, ora due, ora tre, a seconda di come incrociava lo sguardo. La fantasia poi aveva fatto il resto.

"Porco Giuda, — bofonchiò strappandosi quei pelacci con le unghie, rabbiosamente, mentre gli occhi gonfi dal vento lagrimavano - non ci si può proprio fidarci di niente, brutto bischero che non sei altro", disse a se stesso

"Bischero, bischero ......”

E continuò a darsi del bischero fino a casa, tutto avvilito. Poi, entrando in casa, cominciò a ridere fragorosamente e non la smetteva più, tanto che la moglie credé che fosse ubriaco.

 
 

 
 

 
 

     
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23/7/2018 - 9:57

AUTORE:
Cencio&Straccio

Se per tutta la vita svolgi una mansione allora non è più un mestiere, e saperlo fare qualsivoglia sia è eroico, ma un'autentica missione.
Ricordo la nonna che durante
l'agonia gesticolava con le mani e borbottava alitando qualcosa di incomprensibile, ma poi noi, tristi spettatori, ci accorgemmo che stava lavando i panni nelle pozze comunali nella bonazzera o nell'acquaio sì perché abitando all'ultimo piano delle case popolari e non riuscendo più a scendere o a salire le scale lo faceva in cucina...quando andavamo a trovarla ormai vecchia e piuttosto isolata, era sempre indaffarata e dai manicotti di sapone che aveva fino ai gomiti si capiva chiaramente che il bucato era per lei una viscerale occupazione giornaliera..la battaglia con la biancheria sporca l'ha sempre vinta lei!

18/7/2018 - 19:48

AUTORE:
Nik

Povero Vialone o eri ubriaco o eri coglione e se questa manfrina la ripetevi di sera o di mattina allarmando la gente che non vedeva niente e poi ridevi a crepapelle delle scemenze e non solo di quelle e nonostante tutto sei passato alla storia pur senza meritarti un pizzico di gloria, mi sa tanto che l'eroina era tua moglie che ti ha sopportato nel delirio delle veglie!