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Qui si parla un po’ della app "Immuni". Scaricarla o non scaricarla? Questo è il problema. Comunque il mio amico Massimo, che è saggio e previdente, l’ha scaricata. Qui ci si diverte anche un po’ con Face App. Senza problemi.

Buona estate!

. . . . . . . . . . . . . . . non capisco i virologi .....
Per i cinguettii mi riferivo semplicemente ai tweet .....
Egr. Nicche sei passato dall'onestà intellettuale .....
Siamo perfettamente d'accordo che il governo deve "tagliare .....
Noi di Uniti per Calci non ci stiamo
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di GIUSEPPE TURANI-IL GUERRIERO MANCATO
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Causò dimissioni del sindaco Vignali di Parma, dopo 10 anni
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Italia dei Valori
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“Le critiche e le offese sono cose ben differenti”
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CascinaOltre su Geofor
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Associazione “Amici di Pisa”
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di Giovanni Greco coordinatore CascinaOltre
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Incontrati per caso..
di Valdo Mori
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Libri.
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Incontrati per caso..
di Valdo Mori
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le Eccellenze italiane dello spettacolo”
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Tirrenia, 7-10 luglio
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di
Bruno Pollacci
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FIAB-Pisa
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San Giuliano Terme, 5 luglio
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Cascina, 4 luglio
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Tirrenia, 4 luglio
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Villa di Corliano, 29 giugno
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Pontasserchio, 28 giugno
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  • Emergenza del Covid-19

      Misericordie della Toscana


     Cari fratelli e sorelle, adesso più di prima siamo chiamati tutti ad un impegno e ad uno sforzo ulteriore per sostenere le nostre comunità, le persone fragili, i nostri anziani, le persone sole e chi viene purtropp colpito da covid-19...


  • Circolo ARCI MIgliarino

      Chiusura del Circolo

    Il Circolo ARCI Migliarino comunica ai propri soci che il bar resterà chiuso dalla data odierna (10.3) fino al 3 di aprile 2020. La riapertura sarà condizionata dalle disposizioni successive riguardo alla diffusione della malattia in ambito nazionale.


FC FORNACETTE CASAROSA
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Dai monti al mare
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camp estivi
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di Marlo Puccetti
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nato
in un tempo senza tempo
spoglio
corpo al vento
apre gli occhi
guardando curioso
quel volto
e quel fuoco

fa freddo
ma la luce che .....
Segnalo il degrado/ pericolo del campanile della chiesa di Migliarino Pisano. Andrebbe, perlomeno, messo in sicurezza.
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"Quanto pesano i valori"
di Piero Paolicchi

3/9/2018 - 8:27


È indubbiamente sempre più difficile affrontare in positivo i problemi di una società ormai da tutti riconosciuta come complessa, articolata, contraddittoria e in rapido mutamento. Un qualche aiuto può venirci però dalle teorie dei sistemi dinamici adottate dalla moderna psicologia in ambito sia clinico che sociale. Per queste, in qualsiasi sistema dinamico possono darsi tre tipi di equilibrio: prevalenza del tutto sulle parti con modificazione di queste; prevalenza di una o alcune parti con modificazione del tutto; azione reciproca del tutto e delle parti con conservazione del primo e delle seconde.


Mentre le prime due producono tensione e a lungo andare 'crisi' e riequilibrazioni del sistema, la terza ha l'andamento tipico di un naturale e fisiologico processo di sviluppo, ma è una condizione che si determina solo nei sistemi chiusi (come la logica o la matematica) mentre è, per i sistemi naturali come organismi, esseri umani, società, uno stato limite puramente teorico, o almeno realizzabile entro certo limiti e a determinate condizioni, mentre le situazioni reali oscillano tra i primi due casi, corrispondenti sul piano sociopolitico alla conservazione dello status quo o alla rottura rivoluzionaria.


Constatare che il sistema attuale non è più quello del veterocapitalismo, del profitto dei pescicani e dell'alienazione operaia non significa ammettere che la complessità e articolazione attuali non si strutturino in scontri di interessi forse meno netti e fissi ma pur sempre identificabili, e neppure che lo stesso sistema abbia in sé le ragioni della sua legittimazione o che rappresenti il migliore dei mondi possibili, il punto più avanzato delle “magnifiche sorti e progressive” dell'umanità, concezione già a suo tempo ridicolizzata dalla penna del Leopardi.


È diffusa effettivamente l'idea che la soluzione dei problemi che insorgono dai processi in atto nei contesti di vita individuali, di gruppo, societari e ormai globali, dovrebbe essere, se non semplice, comunque alla portata di una società che ha a sua disposizione i mezzi della scienza e della tecnologia moderne. Lo sarebbe, se tutti i dati del problema fossero di ordine fattuale e quantitativo, ma per gli esseri umani i dati, i fatti, non sono tutto. C'è in essi una tendenza naturale a interpretare e valutare secondo criteri non immanenti ai fatti stessi, ma emergenti dall'incontro tra quelli e la psiche umana: per fare solo un esempio, il criterio di giustizia, e quello connesso di reciprocità-solidarietà, così come tutti quelli che motivano le scelte relative alla vita umana nel suo complesso, al suo significato, ai modi e ai fini del suo impiego, non sono derivabili scientificamente da elementi verificabili e quantificabili in termini logico-matematici. Questo tipo di conoscenze fornisce solo i materiali su cui la psiche umana opera in base a molte altre diverse esigenze.


Perciò gli inviti alla 'ragione', alla presa d'atto di certe tendenze in atto nel mondo odierno, possono essere una manifestazione di modernità e laicità di pensiero, ma anche di una sclerosi da tecnocrazia, che porta alla messa tra parentesi di tensioni ideali e morali per una loro (supposta) utopicità. Le accuse di massimalismo, radicalismo, la ridicolizzazione di ogni nuova via proposta almeno come riferimento ideale, possono essere il riflesso di un accomodamento a stati di fatto, che tra l'altro è tipico di chi non ne vive il peso sulla propria pelle, come è il caso di molti intellettuali.

 

Se la scienza può dirci con relativa precisione (quando è ben utilizzata, e non sempre accade) quali sono le condizioni per un incremento produttivo e il conseguimento di un certo tasso di sviluppo a partire dalle condizioni attuali, essa non potrà mai dirci se ne valga la pena considerando anche i costi umani concomitanti. Se potrà suggerire la scelta verso la ristrutturazione produttiva e la riduzione del costo del lavoro, non potrà dirci quanto questi siano desiderabili in relazione al bilanciamento tra accumulo e distribuzione di ricchezza, da un lato, ed effetti sulla solidarietà e sulla qualità della vita associata dall'altro.


Il richiamo a certe radici ideali (che non a caso si va oggi diffondendo se non altro come espressione di un disagio ampiamente condiviso nelle società cosiddette avanzate) può essere allora un ottimo antidoto contro decisionismi e pragmatismi il cui sbocco può essere solo un sempre più diffuso egoismo e una dislocazione delle disuguaglianze dall'interno di una società verso altre  parti del cosiddetto mondo globale. Di fronte a temi come la pace e la minaccia nucleare, la fame nel mondo e le nuove povertà, i terribili squilibri psicosociali (droga, nevrosi) nelle società cosiddette avanzate, gli strumenti più idonei potrebbero essere proprio certi 'vecchi' ideali, piuttosto che i nuovissimi e sofisticati prodotti di una riflessione tutta immersa nei meccanismi ferocemente razionali della cultura attuale.


Il fatto che alcuni di tali ideali siano stati proposti e mai realizzati in certi Paesi a cui si possono rivolgere le più diverse e severe critiche, non ci esime da un'altrettanto severa critica del contraltare capitalistico avanzato che viene loro contrapposto, proprio mentre si va diffondendo in quegli stessi Paesi, anche se sotto le tante maschere della democrazia che il potere indossa sostituendo almeno in parte il metodo della carota a quello del bastone.


La stessa scienza, almeno nelle sue espressioni più alte e consapevoli, ha abbandonato il miraggio di una prospettiva lineare di sviluppo indefinito verso il meglio, e iniziato a prendere in considerazione la possibilità che le tappe successive possano comportare un'accentuazione dei problemi attuali se non il rischio di un disastro totale per tutta l'umanità e per l'intero pianeta.


Molto dipenderà, come sempre,  da una serie di decisioni degli esseri umani; non sarà male se nel prenderle si terrà conto degli ideali e dei valori come motori non secondari della storia. Se essi possono apparire obsoleti o non immediatamente produttivi al tecnico, all'esperto, al manager, ad essi continuano a far riferimento gli esseri umani che per loro natura e destino sono anche un po' filosofi, contrapponendo al piano dei fatti, dell'essere in cui ha voce in capitolo la scienza, il piano del dover essere, dei valori, con una tenacia a cui per fortuna neppure la tecnologia moderna e la burbanza degli esperti ha ancora tagliato le radici.
 
 

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3/9/2018 - 19:09

AUTORE:
Insegnante

C'è una progressiva mancanza di educazione, riflessione e valori in ogni campo della nostra vita.
I social, la televisione e soprattutto la scuola ne sono in gran parte la causa.
Quando la scuola, che forma i cittadini, sarà messa al centro delle attenzioni dei governi e dei partiti?
Complimenti per questa bella riflessione del professor Paolicchi!

3/9/2018 - 10:14

AUTORE:
serpico

Più si studia la psiche i sentimenti e le emozioni, più avanza la scienza delle comunicazioni e più aumenta il livello di falsità....e di conseguenza le possibilità di comprendersi meglio.
Negli scambi di opinioni di saperi ecc se non si è più leali e sinceri diminuisce il valore delle informazioni e come il cane che si morde la coda torniamo di nuovo a una conseguente prevedibile incomunicabilità.
Mi perdo nell'ascoltare l'alta qualità dei colloqui e dei dialoghi dei prodotti cinematografici e televisivi dei prodotti americani e mi stupisco di quanto bizzarri siano poi i loro comportamenti nel vivere quotidiano...e di che quantità di medicinali, di sedute e di specialisti d'ogni genere necessitino, anzi c'è da spaventarsi quanto poi alla fine diventino fragili, creduloni o in preda alle dipendenze o si affidino a loschi figuri approfittatori.