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L'articolo di oggi non poteva non far riferimento alla festa del SS. Crocifisso che Pontasserchio si appresta a celebrare, il 28 aprile.Da quella ricorrenza è nata la Fiera del 28, che poi da diversi anni si è trasformata in Agrifiera, pronta ad essere inaugurata il 19 aprile per aprire i battenti sabato 20.La vicenda che viene narrata, con il riferimento al miracolo del SS. Crocifisso, riguarda la diatriba sorta tra parroci per il possesso di una campana alla fine del '700, originata dalla "dismissione" delle due vecchie chiese di Vecchializia. 

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Colori u n altra rosa
Una altra primavera
Per ringraziarti amore
Compagna di una vita
Un fiore dal Cielo

Aspetto ogni sera
I l tuo ritorno a casa
Per .....
Oggi è venuto a mancare all’affetto di tutti coloro che lo conoscevano Renato Moncini, disegnatore della Nasa , pittore e artista per passione. .....
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"Incursori"
di Trilussa

9/9/2018 - 23:52


Parlare degli incursori di Marina, quelli della X° MAS che ebbero come sede operativa la vecchia casa Coli a Bocca di Serchio può sembrare azzardato se non addirittura pericoloso. Si può tranquillamente essere considerati fascisti. Specie in questo particolare momento di forte contrapposizione, rabbia, odio per l’avversario e rinascita di antichi ideali che sembravano oramai condannati dalla storia.

 

Ma io mi azzardo per due semplici motivi. Il primo è che la mia fede antifascista non si è mossa di un millimetro, caso mai rinforzata ogni volta che sento il vicepremier parlare ai propri adepti, entusiasti e osannanti. Il secondo è che conosco la storia di quegli uomini. La conosco per aver letto alcuni libri su di loro e sulle loro imprese, comprese le lettere che scrivevano ai loro familiari nelle quali esprimevano le loro ansie e le loro difficoltà. La mancanza della famiglia, le difficoltà nella preparazione e messa a punto di loro “maiali”, il desiderio di portare a termine le loro difficili missioni e il pericolo che sapevano di correre cercando di violare i porti nemici.

 

Esprimevano i loro valori, non quelli del fascismo, loro non erano politici ma semplicemente militari e a quelli si ispiravano. Valori passati un po’ di moda oggi come l’onore, il coraggio, l’abnegazione, il sacrifico personale pur di portare a termine la missione. Teseo Tesei si fece saltare in aria con il suo SLC (siluro a lenta corsa) pur di creare un varco nelle reti che proteggevano il porto di Malta nella notte fra il 25 e il 26 luglio del 1941 per permettere a sei barchini esplosivi di raggiungere le navi inglesi in rada. Per tale atto eroico fu insignito della Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.


Difficile oggi solo pensare a quei valori, oramai quasi scomparsi dalla nostra società superficiale e veloce, scomparsi insieme ad altri forse più semplici ma altrettanto importanti come il pudore o la vergogna.


Lo scorso settembre ricevemmo la visita (non ufficiale, fu un contatto diretto tramite mail), di alcuni campesi, cittadini di campo nell’Elba, città natale di Teseo Tesei, artefice propugnatore ed eroe degli incursori di Marina che avevano sede in quella grande casa in abbandono che si vede appena passata la curva a Case di Marina. Attualmente è ancora in piedi ma in grave decadenza strutturale. Vennero, visitarono la sede, si spinsero fino in Bocca (il ponticello, scassato, era ancora percorribile) e andandosene, chiesero di poter tornare in maniere ufficiale coinvolgendo i due comuni, Vecchiano e Campo nell’Elba tramite un loro assessore molto interessato per una celebrazione comune. Era la fine dell’estate, il turismo balneare era praticamente concluso e la bellezza e l’incanto dei luoghi assolutamente intatto. Rimasero affascinati ed emotivamente coinvolti pur avanzando stupore e disappunto per la situazione di degrado della struttura e del mancato riconoscimento storico del bene.


Ci impegnammo ad avanzare una proposta all’Amministrazione comunale per dare seguito a questa visita ma la cosa poi non è andata a buon fine, anche per colpa nostra, e i contatti con i campesi sono rimasti solo personali con l’ultimo invito, non raccolto per motivi vari, a partecipare alla commemorazione del loro cittadino più nobile il 24 giugno a Campo.


La scorsa settimana è avvenuto un nuovo contatto tramite il giornale: un vecchio marinaio si è fatto vivo chiedendo di essere accompagnato a vedere quei luoghi sede e fucina di tanti eroi. Purtroppo un fatto tragico e inatteso ci ha impedito di accompagnarlo. E’ andato da solo su nostra indicazione ed è rimasto meravigliato e indignato delle condizioni in cui versa l’immobile e stupito della mancata attenzione dell’Amministrazione Comunale verso un bene di così alto valore storico e culturale. Il clima asfissiante dei giorni passati e l’affollamento di bagnanti in questa stagione non ha certo aiutato il visitatore nel cercare emotivamente l’atmosfera del luogo, ma la situazione di degrado del bene è assolutamente evidente. Come assolutamente evidente è il ritardo dell’Amministrazione Comunale nel riconoscere l’importanza storica e turistica della struttura. Ora proprietà privata, in stato di abbandono, messa in vendita dall’attuale proprietario e a rischio di essere trasformata in un B&B o in appartamenti di lusso che vorrebbe dire alienare per sempre l’edificio all’interesse pubblico e alla Storia (non solo ai vecchianesi).


Rinnoviamo l’invito all’ A.C. affinchè si attivi non solo per dare il giusto risalto a questo bene pubblico di indubbio valore storico, ma anche per sollecitare gli uffici competenti della Marina Militare ad un progetto comune di ristrutturazione dell’edificio che versa in pessime condizioni. Oltre la conservazione anche la possibilità della creazione di un Museo che possa contenere le memorie di questa pagina storica della nostra Marina Militare e del suo eroe più grande, il campese Teseo Tesei.


Un’ ultima cosa, molto più pratica, è che sono molti gli estimatori di quegli uomini valorosi. Ogni tanto di fronte all’edificio appaiono corone di associazioni private e pubbliche che intendono celebrare quei fatti gloriosi che resero grande l’Italia in un momento in cui era molto piccola. Casa Coli fu la sede operativa unica di quelle imprese. Lì si addestravano uscendo in mare dalla bocca del fiume, lì facevano gli esperimenti per rendere sempre più funzionali e sicuri i loro siluri, lì passavano le giornate preparando le loro missioni nei porti nemici. Hanno avuto vari riconoscimenti internazionali per il loro ingegno e il loro coraggio.


L’unicità della base e la sua importanza storica nelle vicende della seconda guerra mondiale fa dell’edificio una cosa preziosa anche dal punto di vista turistico. Meriterebbe sicuramente una maggiore attenzione.
 
Un link per dare un’occhiata
https://www.anaim.it/decima/organizzazione/scuola-piloti/serchio/

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18/9/2018 - 12:54

AUTORE:
Massimo

Invito da estendere all'Amministrazione Comunale di Campo nell'Elba affinchè, in sinergia con il Comune di Vecchiano, Marina Militare e semplici appassionati, possano contribuire a rendere questo luogo "immortale" nel tempo con un, sicuramente, apprezzatissimo museo al valore ed alla grandezza dello Spirito del Serchio.

11/9/2018 - 17:53

AUTORE:
P.G_

Questo è un invito.
Un invito rivolto a tutti i consiglieri del Comune di Vecchiano, maggioranza e opposizione perchè è interesse di tutti, a documentarsi sugli incursori di Marina che ebbero la loro base a Bocca di Serchio.

Sono numerosi i libri e le pubblicazioni, anche in Internet, che descrivono le loro gesta eroiche, il loro valore e i loro valori.

Solo così, leggendo e documentandosi, si può capire l'importanza del sito. Da tanti punti di vista.

Noi, nel nostro piccolo, ne abbiamo avuto diverse testimonianze.
Non è un problema di parte e nascondersi dietro pregiudizi rischia di disperdere un valore che molti ci invidiano.

10/9/2018 - 21:28

AUTORE:
u.m

“…ragazzi questa è una cosa emozionante…in questo momento sto camminando dove uomini come Durand de la Penne camminava…mi manca la parola da tanto che sono emozionato. Questa qua è la casa di Bocca di Serchio, la casa del Serchio dove quegli uomini si trovavano per fare la loro preparazione…non riesco a parlare, mi manca la voce, mi tremano le mani. Vi faccio solo vedere la casa, le lapidi, la targa…non bastano le parole, ve la faccio vedere così, una dismessa casa nella tenuta dei duchi Salviati.
Sono felicissimo, ciao ragazzi, ciao ragazzi.”

Cosi parla in un breve, mosso e commosso video, Daniele, il militare che avrei dovuto accompagnare a vedere la
(s)conosciuta base della Decima Mas dopo la richiesta di informazioni fatta alla redazione e che ha dovuto fare da solo per miei gravi motivi familiari. Insieme alle condoglianze mi ha mandato grandi ringraziamenti ed un video girato metà sul percorso fatto dagli incursori nei loro movimenti e metà verso la Casa Coli.
Anche lui, ligure, ha fatto notare, come i precedenti visitatori elbani, lo stato di abbandono nel quale versa il “mancato museo” della Storia fatta a Bocca di Serchio.
Con le parole però non basta.
Affrettiamoci finché c’è tempo.