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Guardati allo specchio! Il volto che vedi riflesso è il risultato di milioni di anni di evoluzione e riflette le caratteristiche più distintive, che utilizziamo per identificarci e riconoscerci.  E' il risultato che si è plasmato secondo i nostri bisogni, legati al mangiare, al respirare, alla vista, alla comunicazione.  Ma come si è evoluto nei millenni il volto che abbiamo, per arrivare a mostrarsi com' è oggi?

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. . . . . . . . . . . . . . un fatto accaduto quando andavo ancora alle elementari e che ricordo ancora molto bene. . . . . . Ebbene nell'ultimo banco .....
di Renzo Moschini
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A cura di: Leonardo Debbia
Piogge di virus dal cielo

24/9/2018 - 7:38

Piogge di virus dal cielo
 
 
E' sorprendente il numero di virus che circolano nell'atmosfera terrestre, proprio sulle nostre teste, spostandosi da un luogo all'altro col favore dei venti, attraversando mari e deserti per ricadere al suolo, dopo viaggi di migliaia di chilometri.
  La notizia – anche un pò inquietante, se vogliamo - è frutto di una ricerca che ha visto impegnata una équipe di scienziati canadesi, spagnoli e statunitensi.
 

Si tratta del primo studio con cui si è riusciti ad individuare da dove provengono i virus che cadono dal cielo, come una pioggia, sulla superficie terrestre. La zona di provenienza è la troposfera, lo strato più basso dell'atmosfera, posto immediatamente sotto la stratosfera, che è anche la sede dei fenomeni meteo e dove stazionano i gas e i vapori inquinanti di origine terrestre.
  Da circa 3 chilometri di altezza, virus e batteri ricadono quindi sulla Terra, grazie alle precipitazioni e alle correnti d'aria che li trasportano su distanze notevoli, lunghe anche migliaia di chilometri.
  “Quotidianamente vengono depositati sulla superficie terrestre oltre 800 milioni di virus per metro quadrato; ovvero, in media, 25 virus per ogni abitante del Canada”, afferma il virologo Curtis Suttle, della British Columbia University, uno degli autori della ricerca, i cui risultati sono stati resi noti dall'International Society for Microbial Ecology Journal.
  Si può solo immaginare quanto questo fenomeno possa incidere sulla diffusione di una quantità e di una varietà di patologie che si manifestano in regioni della Terra in cui, altrimenti, sarebbero del tutto sconosciute. 
  “Circa 20 anni fa abbiamo iniziato a trovare virus geneticamente simili in ambienti molto diversi un pò ovunque nel mondo”, afferma Suttle. “Questa enorme presenza di virus che si spostano nell'atmosfera spiega perchè un virus, tipico di un certo continente, venga poi spesso rinvenuto anche su un altro, dove non avrebbe dovuto trovarsi”.
  Lo spostamento di questi microrganismi si attua in diverse fasi: in una primo tempo salgono nell'atmosfera, trasportati da piccole particelle di polvere del suolo e da spruzzi d'acqua dei mari, quindi sono sottoposti a spostamenti in quota per terminare poi con la ricaduta al suolo.
  Suttle, insieme ai colleghi dell'Università di Granada, in Spagna, e della statunitense San Diego State University, California, hanno calcolato quanto materiale sale fino allo strato limite dell'atmosfera, verso i 2500-3000 metri, un'altitudine che poi favorisce lo spostamento sulle lunghe distanze, rispetto alle particelle che stazionano nella parte bassa dell' atmosfera.
  Con la raccolta di campioni sugli altopiani della Sierra Nevada, in Spagna, i ricercatori hanno scoperto che ogni giorno vengono depositati miliardi di virus e decine di milioni di batteri per metro quadrato di superficie terrestre.
  Riguardo i virus, sono stati riscontrati tassi di deposizione da nove a 461 volte superiori a quelli dei batteri.
  “Batteri e virus, insieme ad altri microrganismi, sono depositati sulla Terra attraverso eventi meteorologici estesi, soprattutto precipitazioni e sollevamenti aerei di polveri desertiche.
  Tuttavia, spesso la pioggia risulta il fattore meno importante, dal momento che può servire anche a ripulire l'atmosfera dai virus”, sostiene Isabel Reche, ecologa e microbiologa dell'Università di Granada.
  E' stato anche appurato che i virus tendono a spostarsi su particelle organiche più piccole e più leggere, sospese nell'aria e nei vapori, posizione che permette loro di rimanere nelle zone alte dell' atmosfera per lungo tempo e che presentano spesso particolarità che li indicano come provenienti, in massima parte, dagli spruzzi d'acqua degli oceani.
 
 
                                                                                                          

Fonte: Leonardo Debbia
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