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Una vicenda tutta personale viene descritta in questo nuovo articolo di Franco Gabbani, una storia che ci offre un preciso quadro sulla leva per l'esercito di Napoleone, in grado di "vincere al solo apparire", ma che descrive anche le situazioni sociali del tempo e le scorciatoie per evitare ai rampolli di famiglie facoltose il grandissimo rischio di partire per la guerra, una delle tante. 

La carriera politica personale dell’Onorevole Mazzeo .....
Bonaccini ha dato le dimissioni da presidente della .....
. . . c'è più religione ( si esce un'ora prima). .....
. . . uno sul web, ora, che vaneggia che la sua .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Mauro Pallini-Scuola Etica Leonardo: la cultura della sostenibilità
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Incontrati per caso
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APOCALISSE NOKIA di Antonio Campo
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Il mare
con le sue fluttuazioni e il suo andirivieni
è una parvenza della vita
Un'arte fatta di arrivi di partenze
di ritorni di assenze
di presenze
Uno .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
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Compie 50 anni la foto dall’Apollo 8 che svelò l’alba del nostro pianeta osservata dalla Luna.

23/12/2018 - 9:47

Come cambia la Terra vista dallo spazio


Compie 50 anni la foto dall’Apollo 8 che svelò l’alba del nostro pianeta osservata dalla Luna. Oggi i satelliti mostrano a colori anche la gravità

 Jim Lovell (sinistra), Bill Anders (al centro) e Frank Borman (a destra), i tre astronauti a bordo dell’Apollo 8. Sopra, in tondo, la Terra che stava sorgendo vista dalla Luna. Fu Anders a scattare la storica foto, contravvenen-do al protocollo, dopo essersi fatto passare da Lovell la macchina fotografica (una Hasselblad 500 EL). Era il 24 dicembre 1968

  «Mio Dio, guardate che spettacolo laggiù. È la Terra che sta sorgendo. Wow, è davvero bello», disse Bill Anders a bordo dell’Apollo 8. «Sì ma non prenderla (la foto, ndr), non è previsto dal programma», rispose ironico il comandante Frank Borman. Anders rise e si rivolse al terzo membro dell’equipaggio, Jim Lovell: «Jim, hai una pellicola a colori? Svelto, passami quel rotolino a colori per favore». «Ragazzi, ma è fantastico», si sente commentare Lovell.

Andò proprio così (si può ascoltare la registrazione sul sito della Nasa) il 24 dicembre 1968 circa alle 17 (ora italiana) poco prima che Anders scattasse una delle foto più simboliche del XX secolo, nota come Earthrise, ossia «L’alba della Terra». L’immagine fu realizzata con una Hasselblad 500 EL caricata con una pellicola Ektachrome Kodak da 70 mm, diaframma f/11, tempo 1/250; la Terra appare con il Polo Sud in alto, si può notare l’Antartide in alto a destra.

Nel 2003 la rivista Life l’ha inserita nella lista delle 100 foto che hanno cambiato il mondo.

Ed è così perché per la prima volta — a colori — si vede il nostro Pianeta sullo sfondo della Luna. Un’immagine simile era stata scattata nel 1966 dalla sonda Lunar Orbiter 1, però in bianco e nero. Quasi tutti gli italiani, però, non si accorsero della differenza perché 50 anni fa la tv e i quotidiani erano in bianco e nero.

Solo chi acquistò i settimanali riuscì ad ammirare i colori, oppure chi l’anno dopo ebbe per le mani il francobollo delle Poste americane, stampato in milioni di esemplari, con le prime parole della Bibbia («In principio Dio...») 


 La Terra (ri) vista dallo Spazio

Da allora l’immagine della Terra vista dallo spazio si è molto evoluta. I satelliti e gli astronauti sulla Stazione spaziale internazionale ci inviano ogni giorno migliaia di foto dettagliate tranquillamente visibili sui social. Alcune sembrano quadri astratti e veniamo rapiti ammirando i deserti, i meandri dei fiumi, le luci delle città visti da centinaia di chilometri di altezza.

Le sonde stesse si sono specializzate e riprendono il Pianeta in diverse lunghezze d’onda per mostrarci, per esempio, come le differenze di gravità rendano la Terra più simile a una palla bitorzoluta, o lo scioglimento dei ghiacciai sotto l’effetto del riscaldamento globale. Le missioni che abbiamo lanciato nello spazio profondo ci hanno fatto vedere un puntino blu lontano, sperduto tra le stelle sotto gli anelli di Saturno.

E solo grazie agli scienziati che mettono una freccia sappiamo che quella è la Terra, è casa nostra. Ma l’emozione che proviamo è la stessa di Anders: «Mio Dio, guardate che spettacolo!».


Fonte: di Paolo Virtuani
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