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Guardati allo specchio! Il volto che vedi riflesso è il risultato di milioni di anni di evoluzione e riflette le caratteristiche più distintive, che utilizziamo per identificarci e riconoscerci.  E' il risultato che si è plasmato secondo i nostri bisogni, legati al mangiare, al respirare, alla vista, alla comunicazione.  Ma come si è evoluto nei millenni il volto che abbiamo, per arrivare a mostrarsi com' è oggi?

ARPAT Toscana
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Per chi non lo sapesse, da martedi il comune comincerà .....
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Le squadre di Val di Serchio
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Nel germoglio di un'amore
C'e' il sorriso
della vita
Ed il tremito dei sensi
Che prelude a nuovi voli

E' la
danza di una fiamma
Che accarezza .....
. . . . . . . . . . . . . . un fatto accaduto quando andavo ancora alle elementari e che ricordo ancora molto bene. . . . . . Ebbene nell'ultimo banco .....
di Renzo Moschini
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di Renzo Moschini
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Parco Regionale MSRM
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di Mario Lavia
Caro Giannini, stai attento ai virus

5/2/2019 - 0:10

                        Caro Giannini, stai attento ai virus

Non va mai bene niente: perché deridere il tentativo di costruire una linea politica in grado di ribaltare la situazione?

Ispirati a Gino Bartali, c’è tutta una schiera di giornalisti per i quali è tutto sbagliato, tutto da rifare. Non va mai bene niente.

E per il Pd comunque vada sarà un insuccesso. Il “corpo” della sinistra è comunque carne disfatta, il suo cervello muffa da laboratorio, i suoi leader sonnambuli incurabili.

La montagna incantata dove malati in lite fra loro cercano invano una luce è una Spoon river delle idee gloriose della sinistra che fu: e non c’è verso di rianimarle. Giammai l’uomo solo al comando: fa troppo piazza Venezia o anche solo hotel Raphael. Giammai la competition delle primarie, fa rito tribale nel quale i dirigenti si scornano. Giammai un cenno di slittamento a sinistra, fa troppo oldfashioned. Giammai apertura a destra, sa di inciucio. Ah, ci vorrebbe un Gramsci (buono per tutte le citazioni), un Berlinguer (ma quante gliene dicevano, che era lento, che era chiuso, che era scostante, pure che era un venduto ai preti e al capitalismo). Non avete capito? Stiamo parlando di un certo giornalismo di sinistra, quello che si sente sempre immune da colpe e responsabilità e sempre lesto a ad alzare il ditino e impugnare la matita rossa e blu. Di questa schiera giornalistica Massimo Giannini è probabilmente il più bravo, il più acuto. Molte cose che scrive sono vere, tante analisi condivisibili.
Il problema è che fra social e tv tutto viene incredibilmente esagerato come quando si proiettano le ombre sui muri. E’ un dannato virus che, ci permettiamo di dire, ha colpito Giannini.

Ma non bisognerebbe perdere il senso delle proporzioni. Perché attaccare così violentemente la Convenzione del Pd  (si chiama così, non mi pare una tragedia e lascerei stare Kafka) che si è tenuta ieri?

Si cerca di fare qualcosa, diamine. Un appuntamento formale dove però si è anche parlato di politica: unico partito in Italia che lo fa, e in diretta streaming. Ma non va bene nemmeno questo. “Il Pd si contorce, urla, fibrilla”, scrive Giannini: vero, c’è parecchia incazzatura (si perdoni il francesismo), per la ragione che lo stesso Giannini indica in premessa e cioè che in giro “c’è una frizzante arietta di Weimar”. Il povero Pd si agita sforzandosi di immaginare come impedire che quell'”arietta” diventi infine mefitica e addirittura letale per la nostra democrazia. Perché di questo si tratta. Per ragioni storiche su cui sarebbe lungo soffermarsi, la sinistra – e dunque il Partito democratico – è più allenata di altri nell’avvertire la minaccia della reazione. Mentre altri non esitano a percorrere scorciatoie identitarie e scissionistiche da 2%, i Democratici tentano in tutti i modi di tenere il campo nel tempo terribile che vede i progressisti all’angolo in tutto il mondo, e tenerlo non per una mera ragione di testimonianza ma per costruire una rivincita storica. E’ un “virus”, questo?
Questa rivincita va certamente riempita di idee e messaggi nuovi. La mozione degli affetti non basta, ma da mo’ (direbbe il personaggio di Fantastichini in Ferie d’agosto). Siamo certi che i discorsi di ieri di Zingaretti, Martina e Giachetti non cambieranno le sorti del mondo: ma perché sfotterli? Stanno cercando di costruire una linea di opposizione – non è quello che reclamano tutti i giorni quelli di “e allora il Pd?” – e ciascuno di loro porta qualche brandello di verità. Ma chi “pensa ad altro”, Massimo? Con una battuta, direi che si pensa persino “troppo”, accumulando messaggi e documenti che alla fine non ci si raccapezza. La critica vera è una e una sola: stare un anno senza un leader e gruppo dirigente è stata veramente una follia.

Comunque, ci siamo quasi.
La scelta verrà compiuta non nel segreto di una stanza ma davanti al Paese, insieme a un sacco di gente. Quelli che criticano le primarie sono quelli che per anni hanno attaccato i Comitati centrali. Fate pace. Nessuno – dico nessuno – sta apprezzando il fatto che nel momento più critico del rapporto fra cittadini e politica il Pd porta nei suoi circoli quasi 200mila persone a votare.

Ai gazebo andranno centinaia di migliaia di persone. Il “corpo martoriato” del Pd, carissimo Massimo, magari si riprenderà e saranno altri “corpi politici”, alimentati in questi anni dal populismo giornalistico-televisivo, a deperire. Vuoi vedere che alle Europee il “corpo Pd” sarà più in salute del “corpo M5s”? E chissà che scriverai, allora.

Fonte: Mario Lavia per Democratica.it
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