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Proseguendo la serie di articoli sulle vicende ( e leggende) del territorio, Agostino Agostini ci regala il resoconto immaginifico del serpente-alato, che abitava il castello dei Pagano da Vecchiano. Fu ucciso - secondo la leggenda - da Nino Orlandi nel 1109 nella selva palatina di Migliarino (oggi tenuta Salviati). Imbalsamato fu posto nel Duomo di Pisa ma ando' perduto nell'incendio del 1595. Una ulteriore riprova della grande ricchezza storica del nostro territorio.

Buongiorno a tutti, sono Costanza Modica, ho 17 anni, .....
Ammetto l'errore, ho solo visto il simbolo di presentazione, .....
. . . . Buonafede Alfonso, candidato sindaco di Firenze, .....
Cosa ci dicono le votazioni in Sardegna?

Calenda .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Associazione ambientalista - LA CITTÀ ECOLOGICA APS
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di Umberto Mosso
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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Eccolo
Come una furia scatenata
è arrivato il vento
a riportare tormento
alle marine
Prima con le piogge
che hanno colpito
la montagna
con smottanento
frane .....
LA TARI è ARRIVATA E SALATA
MA IL KIT PER LA RACCOLTA NON ANCORA
SIAMO A MARZO.

COME MAI?
COSì NON VA BENE.
Ponte di Lugnano
“Gli imprenditori non hanno nessuna intenzione di mollare”

28/3/2019 - 18:47


Ponte di Lugnano: “Gli imprenditori non hanno nessuna intenzione di mollare”

 

I presidenti Cecchi e Mosca non ci stanno: “Ponte alternativo unica soluzione possibile” poi replicano a Romoli: “Non hanno fatto nulla di nulla!”

 

.Giovedì 28 marzo - “Siamo arrivati all'ultimo metro e non abbiamo nessuna intenzione di abbandonare il progetto di un ponte alternativo, l'unico che può mantenere la circolazione in sicurezza, evitando il tracollo economico della zona”. E' duro il presidente dei commercianti di Confcommercio di LugnanoLuigi Cecchi: “Se non viene accettata una soluzione come quella del ponte alternativo, i centinaia di imprenditori e commercianti che rappresentiamo, che fino ad oggi hanno mantenuto un atteggiamennto di grande senso di responsabilità, non possiamo più impedire che cresca il comprensibile livello di esasperazione. I soldi non sono un problema, tanto è vero che l'obiettivo delle prossime ore sarà di reperire quelle poche risorse che ancora mancano per raggiungere il milione di euro necessario a realizzare il ponte alternativo. Poi ognuno, a partire dalla provincia di Pisa, si prenderà la responsabilità delle proprie scelte. Ormai è chiaro che lo stesso cronoprogramma delle opere preventivato dalla provincia non è più attendibile, perchè la stessa Università di Pisa ha confermato che solo dopo l'effettivo inizio dei lavori sarà possibile possibile fare una verifica realistica, che porterà inevitabilmente ad un ulteriore prolungamento dei lavori. Se c'è la volontà politica, accelerando i tempi, anche rispetto alle garanzie di sicurezza richieste dal Prefetto, in tre mesi possiamo costruire il ponte e risolvere la questione”.Gli fa eco il presidente dei commercianti di Cascina Marcello Mosca: “Sono molte le inadempienze relative a questa vicenda. La provincia di Pisa non ha fatto alcuna stima dell'impatto socio-economico dei lavori, ha fatto trascorrere una infinità di tempo inutile per poi dire che non ci sono le tempistiche, e oltretutto l'attuale situazione di pericolosità del ponte non corrisponde più in alcun modo con quanto pianificato dalla stessa. Ciò significa che, con ragionevole certezza, la durata dei lavori non potrà che aumentare. Per questo motivo, la costruzione del ponte alternativo è l'unica soluzione davvero possibile in grado di salvaguardare la sicurezza e la sopravvivenza delle centinaia di imprese della zona”.I presidenti di Lugnano e Cascina rispondono all'unisono a Simone Romoli di Confesercenti: “Se il loro stile e metodo è quello di non fare assolutamente nulla di nulla, tacciando chi come noi da mesi e mesi lavora ininterrottamente sul campo, esultando sulle disgrazie che colpiscono centinaia di imprenditori, ecco, noi che siamo imprenditori e dirigenti di Confcommercio, siamo felici di non condividere in alcun modo il loro stile. Ma una cosa è certa, questa battaglia la porteremo fino in fondo”.           
Ponte di Lugnano: “Gli imprenditori non hanno nessuna intenzione di mollare”
I presidenti Cecchi e Mosca non ci stanno: “Ponte alternativo unica soluzione possibile” poi replicano a Romoli: “Non hanno fatto nulla di nulla!”.
Giovedì 28 marzo - “Siamo arrivati all'ultimo metro e non abbiamo nessuna intenzione di abbandonare il progetto di un ponte alternativo, l'unico che può mantenere la circolazione in sicurezza, evitando il tracollo economico della zona”. E' duro il presidente dei commercianti di Confcommercio di LugnanoLuigi Cecchi: “Se non viene accettata una soluzione come quella del ponte alternativo, i centinaia di imprenditori e commercianti che rappresentiamo, che fino ad oggi hanno mantenuto un atteggiamennto di grande senso di responsabilità, non possiamo più impedire che cresca il comprensibile livello di esasperazione. I soldi non sono un problema, tanto è vero che l'obiettivo delle prossime ore sarà di reperire quelle poche risorse che ancora mancano per raggiungere il milione di euro necessario a realizzare il ponte alternativo. Poi ognuno, a partire dalla provincia di Pisa, si prenderà la responsabilità delle proprie scelte. Ormai è chiaro che lo stesso cronoprogramma delle opere preventivato dalla provincia non è più attendibile, perchè la stessa Università di Pisa ha confermato che solo dopo l'effettivo inizio dei lavori sarà possibile possibile fare una verifica realistica, che porterà inevitabilmente ad un ulteriore prolungamento dei lavori. Se c'è la volontà politica, accelerando i tempi, anche rispetto alle garanzie di sicurezza richieste dal Prefetto, in tre mesi possiamo costruire il ponte e risolvere la questione”.
Gli fa eco il presidente dei commercianti di Cascina Marcello Mosca: “Sono molte le inadempienze relative a questa vicenda. La provincia di Pisa non ha fatto alcuna stima dell'impatto socio-economico dei lavori, ha fatto trascorrere una infinità di tempo inutile per poi dire che non ci sono le tempistiche, e oltretutto l'attuale situazione di pericolosità del ponte non corrisponde più in alcun modo con quanto pianificato dalla stessa. Ciò significa che, con ragionevole certezza, la durata dei lavori non potrà che aumentare. Per questo motivo, la costruzione del ponte alternativo è l'unica soluzione davvero possibile in grado di salvaguardare la sicurezza e la sopravvivenza delle centinaia di imprese della zona”.
I presidenti di Lugnano e Cascina rispondono all'unisono a Simone Romoli di Confesercenti: “Se il loro stile e metodo è quello di non fare assolutamente nulla di nulla, tacciando chi come noi da mesi e mesi lavora ininterrottamente sul campo, esultando sulle disgrazie che colpiscono centinaia di imprenditori, ecco, noi che siamo imprenditori e dirigenti di Confcommercio, siamo felici di non condividere in alcun modo il loro stile. Ma una cosa è certa, questa battaglia la porteremo fino in fondo”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


Fonte: Alessio Giovarruscio Comunicazione & Stampa
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