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Dopo l'articolo incentrato sugli avvenimenti dell'inizio del 1800 e sugli adempimenti che Napoleone chiedeva al territorio della Comune di San Giuliano, in cui Vecchiano era stata inclusa da Pietro Leopoldo nel 1776, insieme con tutte le 31 Comunità della precedente Podesteria di Ripafratta, arriviamo ora alle vicende al tramonto dell'Impero napoleonico.Nel 1808 Vecchiano era stata separata, sempre dai francesi, dai Bagni di San Giuliano, dividendo le Comunità a destra e a sinistra del Serchio, ma la procedura fu molto ostacolata dall'amministrazione di San Giuliano. 

Ma il silenzio di un popolo …
A volte scrivere per .....
Stamattina per cause da stabilire c’è stato un incendio .....
. . . come tanti "noialtri autoctoni" a 4 (quattro) .....
Che bellezza il 2 giugno: 10. 000 auto a 10 euro/ cadauna .....
Di Mattia Feltrio
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di Roberto Sbragia - Capogruppo Vecchiano Civica
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Di U M (a cura di BB, red VdS)
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di Fabio Poli
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Di Umberto Mosso (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Libri.
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di Bruno Pollacci
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di Bruno Pollacci
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Ar vernàolo, a questa lingua antìa,
io provo a fanni ‘na radiografia.
Per noi pisani, tanto pe’ chiarì,
è la parlata ‘he si parla ‘vi
inventata .....
A me, come a tanti altri hanno rubato il vaso portafiori in bronzo al cimitero di Pontasserchio, è troppo abbandonato. Anche i defunti meritano rispetto .....
San Giuliano Terme
Con Francesco Manara nuove vette del Festival MusikArte

18/5/2019 - 21:56


E' stata una di quelle esperienze che rimangono impresse per la vita.
In un luogo, la Villa di Corliano, dove la storia e l'arte accompagnano ogni passo e ogni sguardo, l'avvincente  esecuzione di Francesco Manara, Primo Violino Solista della Scala con Riccardo Muti, ha reso palpabile e concreto il livello straordinario raggiunto dal Festival MusikArte della Fanny Mendelssohn con tutti i concerti della VI rassegna.


Una esibizione che ha tenuto tutta la sala, al solito strapiena, concentrata e attentissima ai virtuosismi che si susseguivano, resi comprensibili dalle spiegazioni che Manara faceva per i vari brani, come ad esempio per le numerose variazioni o il pizzicato con la mano sinistra di Paganini. 


E questo è un valore aggiunto che i concerti in Villa, quindi con il pubblico a portata di voce e di sguardo, può offrire. Capire come passaggi musicali che sembrano quasi facili necessitano di decine di anni di esercizio, oltre a una bravura mostruosa, è come avere la possibilità di sentire da un critico d'arte la descrizione di un quadro di Caravaggio.


E alla fine è lo stesso Manara a ringraziare il pubblico per aver seguito l'esibizione senza farsi distrarre da niente e in assoluto silenzio.


Una ulteriore meraviglia è stata rappresentata dal violino, un Nicola Amati del 1665. Nome meno noto degli Stradivari, Guarneri o anche Guadagnini. Ma c'è da dire che Nicola Amati è il liutaio che ha insegnato il mestiere agli Stradivari e a tutti gli altri, e dobbiamo a lui la creazione di quella scuola di liutai italiani mai eguagliata al mondo.


Prima del concerto, ringraziamenti agli organizzatori e saluti  da parte dell'assessora all'Istruzione Maria Elena Bianchi Bandinelli, a nome del Sindaco Sergio Di Maio, impossibilitato a presenziare, e dell'amministrazione comunale, mentre Agostino Agostini, padrone di casa e vicepresidente dell'associazione Dimore Storiche Toscana, ha fatto un breve excursus sulle vicende della Villa (costruita in epoca romana) via via nei secoli.


Ma non ci sono state solo soddisfazioni artistiche.


Ce ne parla Sandro Petri, presidente dell'associazione La Voce del Serchio:


" Serate come queste ci convincono a proseguire tutti gli sforzi per collaborare con l'associazione Fanny Mendelssohn e la direttrice artistica Sandra Landini nell'organizzazione di questo Festival, reso possibile in particolare dal supporto del Comune di San Giuliano.
Negli ultimi anni stiamo raggiungendo anche un secondo obiettivo, oltre a quello artistico, cioè quello turistico.
Durante i concerti del 2019 abbiamo avuto la presenza di spettatori da diverse città italiane.

Oltre a quelle della Toscana, da Milano, Reggio Emilia, Trento ed altre. Ma anche dall'estero non sono mancate le attenzioni, con presenze dalla Svizzera, Francia e Inghilterra.
Questo ci eravamo proposti e si sta realizzando, a dimostrazione della notorietà e importanza che il Festival e la sua formula di successo ha raggiunto anche al di fuori dei confini nazionali". 


Al termine, Antonio Cappabianca dell'Osteria dell'Ussero ha offerto un dolce rinfresco, anche questo più che gradito..

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