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Il 2025 si chiude anche per la Pro Loco Ripafratta "Salviamo La Rocca", e come da tradizione l'associazione incontra i propri soci, sostenitori e amici dalle 18 alle 20 per un brindisi di auguri, per tirare le somme dell'anno appena concluso e per presentare le attività del 2026.
Il 5 gennaio pomeriggio aprirà la Casa della Befana, presso l’ex Asilo Villa Danielli Stefanini, con musica, luci, biscotti e bevande calde.

Alle 18 circa l’arrivo della Befana dal campanile 

Noi Europei e noi Italiani abbiamo storia e tradizioni .....
Più che nostre, sono debolezze di chi ci governa, .....
La vera forza di deterrenza della Russia sta nello .....
Senza offesa, se lei non riesce a capire la differenza .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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di Michele Conti, sindaco
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di Teresa Bellanova
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Antonio Mazzeo
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di Monia Monni
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L'eurodeputato Della Valle: "E' la Ue che chiede di continuare la guerra"
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Di Andrea Paganelli
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di Pietro Giordano
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L'ASS PONTASSERCHIO E DINTORNI HA PROMOSSO L'EVENTO
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Il nuovo romanzo di Silvia Conforti
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Pisa, 14 dicembre
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La IV edizione del Pranzo Solidale
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Ponte sullo Stretto di Messina
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O quanti spiritelli nei talk show
quotidiani e giornalieri
radiofonici e televisivi
insopportabilmente pettegoli e ciarlieri
volutamente provocatori .....
Nessun colpevole, per quel povero ragazzo che si e tolto la vita a causa del bullismo, chi sapeva ha taciuto e non vuole responsabilita; dico questo .....
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ARRIVA LA FERROVIA

24/10/2019 - 22:09

Già il mostro, conscio di sua metallica
anima, sbuffa, crolla, ansa, i fiammei
occhi sbarra; immane pe ’l buio
gitta il fischio che sfida lo spazio.
Va l’empio mostro, con traino orribile
sbattendo l’ale gli amor miei portasi.


Giosue Carducci, nella poesia intitolata “Alla stazione” e raccolta nelle ”Odi barbare”, mostrò con vive immagini un convoglio composto di carri foschi, e vigili incappucciati di nero che, muniti di una fioca lanterna, tentano con mazze di ferro i  freni, traendone un lugubre rintocco. Intanto, ora flebile, ora acuta, ora stridula, fischia la vaporiera. E “ansimando fuggia la vaporiera" è verso celeberrimo di un’altra sua poesia.

La  febbre ferroviaria che stava contagiando l’Italia, sulla spinta dell’unificazione nazionale, giunse presto in Versilia. Il 7 aprile del 1861 si inaugurò a Viareggio la stazione costruita dalla Società Anonima delle Strade ferrate livornesi. Il tronco Pisa-Viareggio era così completato e le comunicazioni con Livorno e Firenze rese molto più facili per i versiliesi.
La Livorno-Pisa, prima ferrovia toscana, era stata inaugurata nel 1844; quattro anni più tardi era stato completato il collegamento con Firenze.

L’intero tratto aveva preso il nome di ferrovia Leopolda, in onore del Granduca. Nel 1853, poi, da Pisa si era potuta raggiungere la capitale transitando anche per Lucca e Pistoia.

La terza sezione del tronco Pisa - Porta era la Viareggio - Querceta. Tuttavia, con il progetto ormai prossimo all’esecuzione, l’attenzione   dell’opinione pubblica e degli amministratori comunali sembrò attratta particolarmente dalle polemiche insorte nel 1860 sulla ferrovia  Parmense—Lunigianese, detta anche "dal Po al Mediterraneo", che avrebbe dovuto collegare Parma con Pontremoli e La Spezia. ll prefetto
Becagli, con argomentazioni giuridiche, bocciò il 7 gennaio del 1861 la partecipazione del gonfaloniere di Pietrasanta, Francesco Tomei Albiani, all’adunanza indetta dal comitato spezzino per la ferrovia, che si contrapponeva a quella in progetto tra Reggio e Lucca. Pochi giorni più tardi, numerosi cittadini di Pietrasanta firmarono una petizione perché il Comune si risvegliasse, interessandosi fattivamente per la Parma-Spezia. 
Fra l’altro, essi affermarono che i lucchesi "vorrebbero che ci dessimo pazienza, che ci contentassimo della grande strada militare che ci passerà davanti, del gigantesco Cantiere della Spezia, dei nostri Oliveti, dei Marmi ed ardesie che forniscono il mondo, e gli lasciassimo dire, e fare". 

La questione era di grande importanza. Oltre a Lucca, anche Livorno,  tramite la sua Camera di Commercio, si espresse in favore del più breve collegamento con Reggio. Al contrario, una speciale commissione nominata dalla Camera di Commercio e d’Industria di Milano fu favorevole all’altra linea, rilevando che quella attraversante Lucca sarebbe corsa vicinissima alla Porrettana, che era ormai in via di realizzazione. La ferrovia Parmense, invece, "già costrutta fino a Viareggio, starebbe in equidistanza dalla linea della Porretta e da quella da Genova a Piacenza, e nel suo tracciamento servirebbe gli industriosi territori di Massa e Carrara, Sarzana, Pontremoli, il porto di mare di Viareggio e quello militare della Spezia". […]

 

Questo brevissimo stralcio di fine ‘800 è tratto dal volume “Meraviglie versiliesi dell’ottocento” di Fabrizio Federigi, edito da Tipografia Massarosa 1981.

Se guardate la data della costruzione linea Pisa-Viareggio, noterete che la ferrovia, per risparmiare, transitava sul nuovo ponte dell’Aurelia finito nel 1856, ponte voluto dal duca Scipione Salviati, ma non certamente per quello scopo. Solo dopo una decina di anni venne costruito quello di ferro, quando il passaggio dei convogli aveva cominciato a danneggiare quello di muro.

Questa è un’altra storia di “Meraviglie migliarinesi ed anche vecchianesi”

 

Documentazione:

La foto di apertura è l'inaugurazione della stazione di Viareggio del 7 aprile 1861, l'avviso apertura Ponte di Albavola(?) è del 1856 e i primi treni sul ponte di ferro passano nei primi '900.

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