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Tentativo di risposta alla domanda di un mio ex alunno, leggendo gli articoli che più mi hanno colpito in questa settimana, ripensando ad alcune poesie che si studiano anche in terza media e immaginando un altro mondo possibile.

di Massimiliano Angori Sindaco
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Si presentava alla gara con ben 27 atlete.
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di Marlo Puccetti
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La pesca nel lago
(1976)

Ugo:- Come è ita Dreino?

Drea:- Dai 'n occhiata,
con venti nasse .....
Autonoleggio con Conducente NCC, Country Travel, servizi di trasporto persone, documenti urgenti, bagagli smarriti, con minivan nove posti (8+autista) .....
Molina di Quosa, 25 gennaio
“Bepi” di Marco Azzurrini e Francesco Bottai

17/1/2020 - 17:04

“Bepi” di Marco Azzurrini e Francesco Bottai per la prima del teatro “garbato” a Molina di Quosa

Al Magazzino di Antonio la stagione teatrale 2020 di Molina mon amour

Si chiama “Bepi” ed è il primo spettacolo della rassegna di teatro “garbato” proposta dall’associazione Molina mon amour.

“Vita, fisime e batticuori” del pittore (e arsellaio) marinese saranno raccontate con le parole e la musica di due grande protagonisti del mondo artistico pisano: l’attore Marco Azzurrini, che condivide con Molina mon amour la direzione artistica della rassegna, e il musicista Francesco Bottai.

L’appuntamento è per sabato 25 gennaio al civico 26 di piazza Martiri della Romagna: si parte alle 20.15 con il buffet, mentre alle 21.30 è previsto l’inizio dello spettacolo.

Prenotazione obbligatoria: 3791913131. 


La scheda dello spettacolo a cura degli autori.

“Bepi”
vita, fisime e batticuori di Giuseppe Viviani, pittore e arsellaio

di e con:
Marco Azzurrini e
Francesco Bottai

musiche e canzoni originali:
Francesco Bottai

Produzione e collaborazione artistica:
I Sacchi di sabbia

E con la collaborazione del Museo della Grafica di Pisa

Questo spettacolo vuole essere un omaggio a Giuseppe Viviani, artista a tutto tondo.

Grande pittore, ma soprattutto grandissimo incisore, forse l’artista pisano per eccellenza del ‘900.
Attraverso la forma teatrale del racconto e della canzone, si vuole ripercorrere parte della sua biografia e raccontare il personaggio ai suoi estimatori, ma anche ai tanti che ancora non lo conoscono.
I pisani riconobbero tardi l’importanza della sua arte, solo nella seconda parte della sua carriera, ma oggi ci pare importante non dimenticarlo.
Cercheremo di raccontarlo in modo ironico, attraverso una surreale presentazione delle sue opere, con un narratore-critico d’arte sui generis e con l’evocazione di Viviani stesso.
Parleremo del suo rapporto con il territorio, con la caccia, la pesca.
Attraverso il racconto teatrale e le canzoni metteremo in luce la sua vita d’artista, a prima vista tranquilla, ma piena di paure e contraddizioni.
Poi, ci soffermeremo con la sua amicizia con lo scrittore lombardo Piero Chiara, che lo convince, già cinquantenne, a lasciare per un po’ la “sua” Marina di Pisa e a fare la sua vita di artista a Zurigo e a Parigi.
Sarà proprio questo viaggio uno dei temi dello spettacolo con i pisani che, come dice il Fucini, “un c’enno adatti per andà per er mondo a strapazzassi”. E il pisanissimo Viviani non smentisce l’indole indicata dal poeta, portando con sé in viaggio le sue fobie e le sue buffe paure. 


La rassegna di teatro “garbato” propone altre tre date.

29 febbraio. “Die Panne”, di Friederich Dürrenmatt. Con Valentina Bischi, Francesca Sardella e Angelo Lazos.

28 marzo. “Da zero a mille, o della memoria dannata di Pisa”. Di e con Paolo Giommarelli e Sergio Costanzo. Regia di Paolo Giommarelli. 

3 maggio. “Piantate in terra come un faggio o una croce”. La vita di Caterina da Siena e Beatrice di Pian degli Ontani. Di e con Elisabetta Salvatori.

Al violino, Matteo Ceramelli. Quest’ultimo spettacolo avrà luogo alla pieve di Pugnano.

I dettagli di ogni spettacolo, strada facendo.



Francesco Bondielli
ufficio stampa Molina mon amour
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