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Questa volta Finalmente domenica! la scrive Bruno Ferraro, il nostro inviato speciale a Auckland, nel caso ci fosse qualche appassionato/a velista tra i lettori e le lettrici di questa rubrichetta o, se non ci fosse, per gli amanti di spiagge e di isole vulcaniche.

Massimiliano Angori Sindaco
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Mercato Di Pisa
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di Andrea Epifori
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le modalità di distribuzione sono totalmente online
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male, lo scorso anno si pagava, dalle 8. 00 alle .....
Perché, a marina di pisa quanto costa? Poi a marinadipisa .....
Salve a tutti.
3 mesi di lockdown chiusi in casa .....
Beh' se questi post sono pubblici e firmati con nome .....
Intervista a Paolo Ghezzi
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Nardini (Pd): "Il mitico scooter è inimitabile"
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A cura di: Pensieri Vivaci (Pino Vincenzo)
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Assistenti civici, il prefetto Serra
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Bando assistenti civici, scontro nel governo.
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La giustizia al tempo del Covid 19
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CascinaOltre
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di Umberto Mosso (da leggere per gli schifiltosi)
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La Mossa del cavallo
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MdS Editore
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Siamo nuovamente aperti, per voi!
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Sabrina Banti
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di Bruno Pollacci
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Misericordie d'Italia
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Triste evento a Pontasserchio
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Pisaciclabilenotizie
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  • Emergenza del Covid-19

      Misericordie della Toscana


     Cari fratelli e sorelle, adesso più di prima siamo chiamati tutti ad un impegno e ad uno sforzo ulteriore per sostenere le nostre comunità, le persone fragili, i nostri anziani, le persone sole e chi viene purtropp colpito da covid-19...


  • Circolo ARCI MIgliarino

      Chiusura del Circolo

    Il Circolo ARCI Migliarino comunica ai propri soci che il bar resterà chiuso dalla data odierna (10.3) fino al 3 di aprile 2020. La riapertura sarà condizionata dalle disposizioni successive riguardo alla diffusione della malattia in ambito nazionale.


di Marlo Puccetti
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BRUNO FIORI, PRESIDENTE PISA OVEST
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Si presentava alla gara con ben 27 atlete.
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PISA OVEST
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nato
in un tempo senza tempo
spoglio
corpo al vento
apre gli occhi
guardando curioso
quel volto
e quel fuoco

fa freddo
ma la luce che .....
Buona sera a tutti,
dopo il COVID 19, riprendiamo da dove eravamo rimasti, al 17 Febbraio 2020, quando all'imbrunire nella sede dell'ASBUC di Vecchiano .....
di Renzo Moschini
COME DOBBIAMO CAMBIARE L’AMBIENTE
Sul DOPO PANDEMIA

9/4/2020 - 10:56

COME DOBBIAMO CAMBIARE L’AMBIENTE
Sul DOPO PANDEMIA

 

Una cosa è ormai chiara; poco sarà come prima.

Ma non solo cambieranno, dovranno cambiare non poche cose, per alcuni dovremo fare i conti con mutamenti che in altre epoche avremmo giudicato di passaggio ad una società a gestione prevalentemente pubblica. A partire dalla sanità dove abbiamo puntato al contrario sulla privatizzazione pagandone un  prezzo salatissimo disponendo di posti ospedalieri e personale sanitario inconfrontabile con quello, ad esempio, della Germania.

Da più parti, infatti, si sta già chiedendo la pubblicizzazione senza trucchi e inganni.
Ma la sanità non è certo il solo settore dove dovremo cambiare armi e bagagli.
Tra le cause principali di questa crisi vi è sicuramente e indiscutibilmente infatti l’ambiente tanto è vero si è parlato di una sua vendetta e rivincita, per come l’abbiamo gestito e trattato. Di quali e quanti danni e sfregi si tratta è ormai noto – o dovrebbe esserlo-. E dovrebbe essere altrettanto chiaro che non basterà – come è già avvenuto altre volte-mettere qualche cerotto.
E la prima innovazione  che oggi va introdotta, se questa volta vogliamo fare sul serio, è non considerare più l’ambiente un ‘settore’, dove troppi  possono fare i loro comodi a partire dalle più scandalose speculazioni.
L’ambiente deve poter decidere, ossia poter concorrere  alle decisioni che lo riguardano.
Lo so che anche recentemente questa affermazione mi è stata contestata perché specie nei territori protetti, parchi e riserve, il loro        compito è la tutela della natura, ma come puoi tutelarla efficacemente se ti autorizzano a far lì cose palesemente insostenibili ambientalmente.
E qui è bene soffermarsi  un momento, perché da sempre, cioè da quando è entrata in vigore le legge quadro sui parchi la 394, la pianificazione dei parchi e della aree protette è rimasta di fatto irrisolta. Dopo le polemiche sul fatto che si dotava un ente non elettivo, di poteri pianificatori riservati di norma a province e comuni ed anche le regioni entravano in gioco su competenze finora riservate allo stato.
Dopo tante polemiche la legge prescrisse non uno ma ben due piani, uno ambientale, e uno socio-economico. Se il primo non è stato generalmente facile, tanto è vero che ci sono parchi anche stagionati che non ci sono ancora riusciti, quello socio –economico ha  visto la luce in pochi o pochissimi parchi.
E siccome proprio in questo momento non pochi parchi nazionali anche storici, e regionali   hanno rimesso in discussione il loro piano, per evitare pasticci sempre in agguato, sarebbe bene cominciare a pensare e mettere concretamente a quel problemino irrisolto di cui dicevamo. Dobbiamo insomma approfittare di questa occasione per aprire una riflessione con istituzioni e comunità perché ancora una volta a decidere siano quelli che i parchi vogliono solo ridimensionarli e marginalizzarli.   Anche il presidente di Federparchi al suo parco –L’Arcipelago Toscano deve rivedersela con  il suo piano.

Non il momento giusto per partire anche su piano nazionale?
Renzo Moschini
 
      

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