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Mi è capitato di leggere su FB un post di Massimo Cerri sulla situazione del lago di Massaciuccoli. Una specie di lettera del lago stesso che rievoca i bei tempi passati quando questo posto era zona di caccia, di pesca e di svago per tutti i vecchianesi. Altri post a commento confermano questa visione dell’abbandono di questo luogo ricordando, con una vena nostalgica, gli anni in cui non vi era nessun tipo di vincolo.

di Antonio Mazzeo, consigliere regionale
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di Antonio Mazzeo, consigliere regionale
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Massimiliano Angori Sindaco
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Non serve firmarsi, basta anche uno pseudonimo per .....
Nel programma elettorale del mio partito, il PD c'era .....
Buongiorno Alessandro e buongiorno a tutti i lettori .....
Dico soltanto, che per ostentare e compiacersi della .....
Giovedì 13 agosto, alle ore 12 a Coltano
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Sinistra Civica Ecologista
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Sant' Anna di Stazzema, Eros Tetti (Europa Verde Toscana)
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Rafforzare il legame caccia-agricoltura
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CascinaOltre
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Per Forza Italia: Roberto Sbragia
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Vincenzo Marini Recchia
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di Giancarlo Lunardi
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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CULTURA E SPETTACOLO a cura di Giulia Baglini
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Appello di Frei Betto
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Marina di Pisa, 14 agosto
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Tirrenia, 14-15 agosto
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Molina di Quosa, 14 agosto
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Molina di Quosa, 14 agosto
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GIOVEDI 13 AGOSTO LA SESTA TAPPA
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Pontasserchio, 7-8-9 agosto
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Marina di Pisa, 7-8-9 agosto
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Tirrenia, 8-9 agosto
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  • Circolo ARCI Migliarino

      Nuova apertura


    Il Consiglio di Circolo Arci Migliarino è lieto di annunciare ai propri Soci la riapertura dei locali che avverrà il giorno 1 agosto con orario dalle ore 19 alla mezzanotte. Sabato e domenica compresi. L'orario potrà variare in caso di eventi. Informazioni su iniziative sulla pagina FB del Circolo.


  • Emergenza del Covid-19

      Misericordie della Toscana


     Cari fratelli e sorelle, adesso più di prima siamo chiamati tutti ad un impegno e ad uno sforzo ulteriore per sostenere le nostre comunità, le persone fragili, i nostri anziani, le persone sole e chi viene purtropp colpito da covid-19...


#VecchianoSport #Calcio
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di Marlo Puccetti
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FC FORNACETTE CASAROSA
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Dai monti al mare
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nato
in un tempo senza tempo
spoglio
corpo al vento
apre gli occhi
guardando curioso
quel volto
e quel fuoco

fa freddo
ma la luce che .....
Segnalo il degrado/ pericolo del campanile della chiesa di Migliarino Pisano. Andrebbe, perlomeno, messo in sicurezza.
Vernacoliamo
"La fidanzata" di G.Pardini

12/7/2020 - 18:40


Presentazione: 

Al tempo del Maggio Migliarinese il dottor Pardini scrisse questa piccola commediola satirica con il desiderio di veder tornare in campo la gloriosa compagnia, al momento in riposo, In Mandria. Sfumata questa possibilità la presentiamo al pubblico della Voce, senza censura come è in uso per il vernacolo, sperando di suscitare qualche sorriso.
  

 LA FIDANZATA

Luogo: cucina di appartamento. Una donna sta facendo faccende di casa. Si sentono salire pesantemente le scale. Entra un uomo con un po’ di fiatone, si leva il cappello, l'attacca all'attaccapanni e si rivolge alla donna (sua moglie Ersilia). 

 

Orazio/ Oh mamma e fatia sgomberà! Oh Ersilia……. un credevo mia di durà tutta vesta fatia per portà mobili a casa nova. 

 

Ersilia/ Povero Orazio, lo sai che un sei più di primo pelo e poi un’ è che tu abbia mai durato tanta fatia nella tu vita, un’è fatto mai na sega niente. 

 

Orazio/ Niente!! Ma cosa dici, rompimento di oglioni, ma se ho t'o fatto r pane la notte per 40 anni, per mantenè te er vagabondo der tu figliolo. Tutte le notti, compresa la domenia, a mpastà e infornà  mentre te, bella mia, eri ner tu bel lettino chiotta chiotta! 

 

Ersilia/Ma ‘ntanto te un’ eri nemmeno panaio…. ma andavi solo a dà na mano. Ogni tanto Wando ti chiamava per le feste… e ti pagava anche poo. Se un’ero io che andavo a servizio per du lire dal dottore e dal farmacista……..e quante n’ho dovute sopportà lo so solo io! Meglio e stia zitta! Ero giovane e bellina (sorride), dovevi vedè come gli struggevano l’occhi a quei du vecchiacci, e come mi dicevano sempre: Ersilia cara mi prendi per favore quella medicina là, in cima all’armadietto, prendi pure la scaletta la nfondo! Ma guarda e combinazione e gli servivan sempre le medicine più arte, quelle di cima. Le potevan mette in cantera di fondo? Noo, sempre in cima all’armadi!Io per montà la scala mi tappavo….ome potevo….ma sulla scala bisognava e c’iandassi. E quelli di sotto, no cara, non quella li, quella lì accanto, guarda e poi anche quell’altra laggiù nfondo……Se un c’ero io, caro r mi Orazio, un so come si faceva a campà. E anche a fa studià Roberto. 

 

Orazio/ Ma per quanto riguarda gli studi di Roberto, visti i risultati un ne ragionamo…….. Per fa le medie ni ci son voluti cinquanni, poi l’anno promosso per stanchezza e rompimento di oglioni de professori. Più che altro c’è costato d’ova….quante ne n’avrai portate Ersilia alla professoressa perché fosse….come dicevi….comprensiva, che il bimbo ‘un c’è portato, che è bravo ma si distrae, che è timido e anche se sa un parla……? 

 

Ersilia/ Faceva r panaio! Un mi ci fai ripensà! Mpastava e nfornava!  Si, e me lo riordo bene quando tornavi la mattina presto, io ero tutta bella carda carda e t’aspettavo e te un facevi in tempo a spogliarti che dormivi già. Io te lo facevo r piedino ma te pensavi che fosse un tic, te lo riordi? Dicevi, oll’occhi chiusi e mezzo addormentato, ma guarda te che malattia strana e c’ha questa donna, e ni si move e piedi da sé……e già russavi. È come russavi! Avevo voglia di fischiatti, di datti pedate ner groppone, di scoteti, quando eri partito eri partito. Un so come s’è fatto a fa n figliolo, di siuro c’ha messo le mani lo spiritossanto. Per svegliatti ci sarebbe voluto un terremoto, ma di grande latitudine anche! 

 

Orazio/ Latitudine….!? Oh Ersilia! Magnitudine, si dice! E si sente proprio che sei andata a scuola dalle sore a Migliarino! A dì le preghiere un ti batte nessuno, ma per e r resto….. 

 

Ersilia/  Ma allora, insomma, a che punto siamo collo sgombero? 


Orazio/ Mah,  la amerà s'è portata, ora Comodina è lì che la rimonta, col letto e l'armadio e poi ci sono altre robette secondarie che si porteranno piano piano……con carma! (gesto con le mani

 

Ersilia/ Ma Roberto osa dice, e ni garba l'appartamento? 

 

Orazio/ E ni garba, ni garba, di vesti tempi uno bisogna e s'accontenti. Quando ciai la cucina, va be’, un metro per due ma ci mangi, un salottino che anche se col divano ci passi appena ma n due ci stai, che la televisione la poi attaccà al muro di fronte, una amerina che c'entra un bel letto a una piazza e mezzo e un bagno con una bella doccia, per quella cifra lì ti poi accontenta’….. di vesti tempi! 

 

Ersilia/ Ma se ha detto Roberto che la doccia un c'era? 

 

Orazio/ Sì, ma hanno messo un tubo dal lavandino fino al muro, cianno attaccato la pannocchia dell'annacquatoio e hanno rimediato, lo sai che Roberto un avrà studiato ma per ingegno un lo batte nessuno! 

 

Ersilia/ Sì….. però….. io un sono punto ontenta, ma te l'hai apito r motivo di tutto questo mistero, questo un voler dir niente a nessuno, possibile che nemmeno noi un si debba sapè con chi ci va a sta nell'appartamentino? A me mi sarebbe garbato che prima di andare a convivere….sai  oggi se un si fa così siamo come si dice ….siamo aut! 

 

Orazio/ Dei pellai…. si diceva prima, e si apiva anche meglio. 

 

Ersilia/ Sì, oggi si fa così ma a me mi sarebbe garbato che Roberto, prima, portasse la fidanzata a cena per presentaccela, per faccela onosce, scambià du parole, vedè come'era fatta. No che si potesse dì qualcosa, diamine, ma almeno vedella prima del fatto. 

 

Orazio/ Ma sai, Ersilia, oggi é tutto differente. Vanno già a letto prima di onoscesi. Trombano una nottata e poi la mattina uno dice, senti ma te……come hai detto e ti chiami? Pensa che te prima del matrimonio un ti sei fatta toccà nemmeno un ginocchio, un dio una di quelle tu coscettine  che è sempre avuto, perchè la natura un è che t’abbia voluto tanto bene in quanto a cosce..... 

 

Ersilia/ Lo so, lo so, m'ha fatto tutta cervello! 

 

Orazio/ Dici? Io invece credo che tu sia stata fatta a risparmio, con quello che era avanzato. Una volta fatto il culo e la lingua (rallentato e accentuato) con quello d’avanzo……...piuttosto poo direi, cosce e cervello e alè…….. altrimenti un si spiega. 

 

Ersilia/ No, di cervello n'hai tanto te, basta e avanza. 


(Il colloquio avviene in cucina e i personaggi si muovono facendo gesti banali che si fanno in casa

 

Ersilia/ Se la fidanzata veniva una volta a mangia’ da noi così si onosceva e magari gli facevo uno dei miei pranzetti preferiti, o la mia specialità, la famosa aringa al latte. 

 

Orazio/ Aringa al latte!! Per l'amor di dio! Se per conosce la fidanzata di Roberto bisogna mangià di novo la tu aringa al latte meglio rimanè allo scuro, te lo dio io! 

 

Ersilia/ Ma perchè un ti piace la mi aringa? Co l’ospiti dici sempre che è buona, che è speciale, dici sempre ma guarda che cuoca che è la mi moglie! 

 

Orazio/ Ma cosa devo diii! Che a cucinà fai caare e fatti sfigurà! Che cucini che bisognerebbe mandarti a scuola o a Icsfactor, no, a quell’altro, come si chiama, dove buttano il mangia nel lavandino, piatto e tutto. Vedi te che quello si da da fa, s' impegna, suda per arrivà n tempo e poi arriva il coo speciale, l'assaggia a malapena che non so come fa a sentì il sapore, appena l'ha n bocca un lo mastia nemmeno, gli dice e fa schifo e stiocca  tutto r mangia nel lavandino. È quello ci resta male e si mette anche a piange. Io riprenderei i piatto e glielo tirerei nel muso, a quello lì mezzo pelato. 

 

(Suonano alla porta.

 

Ersilia/ Guarda un po’ chi è, Orazio. 

 

Marino/ Permesso, si pole? 

 

Orazio/ Oh Marino….. te lo ridio un’arta vorta:  si bussa…. si dice si pole e poi, alla parola avanti, s’ entra. No si entra mentre si dice si pole, metti che io e la Ersilia si fosse in atteggiamento intimo erotico…..

 

Marino/ Ecco, non ci sono più dubbi, questi sono i tipici segnali di rimbambimento alzaimerico…te e la Ersilia in atteggiamento intimo erotico, una roba da fatti scoppià la prostata! 

 

Orazio/ Marino insomma vieni, accomodati, tanto oramai mandati via un si po' più, magari se avevo chiuso a chiave e un t'aprivo!  

 

Marino/ Orazio te hai sempre voglia di scherzare, senti sono venuto su da voi per sapè un pò di questa novità di Roberto che va a convive. Ma chi è la fortunata? La conoscete, è di paese o di fori? 

 

Ersilia/  È un si sa, Marino, ti sei scomodato per nulla. E durato fatica a montà le scale per nulla. Ora per lo sforzo ti tocca sta a riposo per una settimana, lo sai che sei cagionevole di salute visto che in vita tua non hai mai lavorato nemmeno un giorno…… ed ogni sforzo ti può essere fatale! 

 

Marino/ Ersilia sono fatto così, a me, durà fatia…….  e mi stanca! Da giovane ho provato, ma la mi natura è contraria. Ci si nasce osì, un ci si pò mia fa nulla! Un giorno da piccino, quand’ero un ragazzotto, in casa mia mi fecero taglia a forza r pratino n torno casa e mi venne una febbre a 40, manca poo morivo. Da quella volta ci sto dimorto attento e scanso tutti gli sforzi. Pensa sono così deliato e attento che per andà di orpo, proprio per un’ isforzarmi troppo, piglio sempre un ber purgante. 

 

Ersilia/ Le dieci erbe? 

 

Marino/ Mah, ero partito con cinque o sei, ora credo d’ esse arrivato a una ventina! Detengo il record mondiale delle purghe!

Insomma allora comunque un si sa chi sia la fortunata che va a sta co Roberto. Nemmeno se è una di paese o di fori. Basta che un l'abbia onosciuta in chat. 

 

Orazio/ In ciat? O cosa sarebbe 

 

Marino/ Sarebbe che te in internet…. ma te ci vai in internet? 

 

Orazio/ Ma…… a esse sincero…….non è che mi piaccian tanto questi posti stranieri, tanto che ultimamente….... . 

 

Marino/ No, cosa hai apito, in internet, col PC. 

 

Orazio/ No, Marino, guarda, io di politica un nè voglio più parlà. Ci so rimasto troppo male, vero Ersilia. 

 

Ersilia/ Davvero! Quando ha letto sul giornale degli scandali del partito per una settimana non ha voluto più be nemmeno er ponce! Per espiare, diceva lui, per rimarcare, col sacrificio, la distanza! Un l'avevo mai sentito fa dei discorsi così seri, con delle parole che un conoscevo nemmeno, espiazione, prendere le distanze, rimarcare la differenza. Non capivo tanto ma quando diceva preso per il culo allora apivo bene osa voleva di. 

 

Marino/ Non hai capito, Orazio. Volevo dire che con il PC, il computer non il partito, puoi scrivere a delle ragazze e loro ti rispondono. Un colloquio che si chiama virtuale. Te gli scrivi, gli fai delle domande, delle confidenze, e loro ti rispondono. Poi magari gli dai un appuntamento per conoscersi di persona, è da cosa puó nascere cosa.Però bisogna stare attenti perché ci possono essere delle truffe e te prendi un appuntamento con una ragazza che dice d’esse bionda e con gli occhi azzurri e poi scopri invece che è un cinquantenne grasso e peloso di Como che si annoiava e ha fatto il furbo! 

 

Orazio/ Marino ma te sai proprio tutto, si vede che hai fatto le medie a Pontasserchio! Mah, non lo so davvero, Roberto non ha voluto dicci niente, ha detto solo che sarà una sorpresa, che comincerà una nuova vita, una vita piena di felicità con l'anima gemella. Dice cha hanno anche fatto la prova col cellulare, hanno messo, un so, le date di nascita, o l’oroscopo, li hanno incrociati e il cellulare ha detto che non solo sono compatibili, ma compatibilissimi e l'unione torna perfetta. Loro dicono che questa prova è una garanzia. Io non me ne intendo e non ho detto niente ma, a disselo fra noi, mi sembra una cazzata. Per prova’ se funziona basterebbe fare la stessa prova con me e la Ersilia, per vedere la compatibilità, sicuramente si scaricherebbe tutta la batteria e si potrebbe anche rovina’ r cellulare …….. 


(La Ersilia scuote la testa.) 

 

Ersilia/  Bel mi Orazio, lo so, ti sentiresti più compatibile con la Cesira del piano di sotto, ma lei l'omo vero ce l l'ha, uno ntero, non uno mezzo come te, di cui non saprebbe di che farsene. Forse per da un pò di cencio n cucina, così magari impareresti e potresti dare una mano n casa. 

 

Orazio/ E lo sai che un ci son portato per il lavoro domestioo….. troppo semplice, ripetitivo, io sono più portato per i lavori di concetto, dove serve la mente più che le braccia. 

 

Ersilia/ Si, me ne sono accorta da tempo, che un ci sei portato o per il lavoro di braccio. L’unico lavoro di braccio che ti viene bene è quando c’hai il fiasco del vino n tavola, quello te lo lavori a regola d’arte! 

 

Marino/ O Ersilia guarda che l'omo non è nato per i lavori di casa. L'uomo lavora e porta lo stipendio a casa e mantiene la famiglia, caccia per il cibo, difende la propria donna, indirizza la famiglia..... 

 

Ersilia/ Be, Marino allora ti devo dì che Orazio non lavora perché è in pensione, a caccia ci andava quando era giovane, spendeva un mucchio di sordi nel fucile, le artucce e nell’abbigliamento che sembrava un marine! Di siuro l’uccelli quando lo vedevano tutto agghindato in quella maniera si spaventavano e scappavano, per questo non ammazzava mai nulla. Per difende la ompagna te lo raccomando,  quando c' è da letià con qualcuno manda avanti sempre me perché dice che le donne se la sbrigano meglio ma io penso perché ha paura di prende qualche muglione e quanto a indirizzare la famiglia lasciamo stare…..  

 

(Si apre la porta e entra Roberto) 

 

 Roberto/ Buongiorno a tutti, babbo, mamma, toh ci sei anche te Marino. 

 

Marino/ Ciao Roberto, allora come va lo sgombero? 

 

Roberto/ Bene, bene, c’è Comodina che ha quasi finito di montà la ucina, il gas insomma, e il letto e l’armadio sono già sistemati. 

 

Marino/ Allora quando convoli? 

 

Orazio/ Scusa Marino….osa fa Roberto?  

 

Marino/ Convoli, convolare a nozze, così di dice, anche se in questo caso specifio trattasi di convivenza, coabitazione, coesistenza. 

 

Orazio/ O Ersilia ma la senti la curtura di vest’omo! Te lo saresti mai immaginato d’avecci un vicino così corto! 

 

Ersilia/ Corto? 

 

Orazio/ Colto, acculturato, che conosce tutti queste parole difficili. L’altro giorno ha visto il computer di Roberto e mi ha detto che oramai è obsoleto. Io non sapevo cosa risponde, se mi dovevo offende o nvece esse contento di avecci in casa un oggetto tanto prezioso. Poi ha detto che voleva di che era vecchio e allora ho capito. E’ una fortuna avere un amio così a portata di mano! 

 

Ersilia/  Allora Roberto ma si po’ conosce la ragazza con cui vai a sta n casa nova? Ma lei lavora? Perché te, cor tu lavoro d’imbianchino…… 

 

Roberto/ Ma mamma, quante volte te l’ho devo di: pittore, si dice pittore….. no imbianchino. Dal francese peintre, che significa appunto pittore. 

 

Ersilia/ Ho capito ma io sono pratia e penso che se uno ti telefona e ti dice pronto imbianchino e tu gli rispondi, no, pittore, quello potrebbe anche di no grazie ho sbagliato numero, sa….devo mbiancà la stanza de figlioli, d’un quadro un so che fammnene. E te perdi il lavoro. Tanto ce nai tanto! 

 

Roberto/ Sì, comunque lavora…anche se partaim…. lavora in banca a Vecchiano. 

 

Orazio/  Alla banca di Pisa? Ma senti. Allo sportello? Perché io quando ci sono andato un mi sembra d’avecci visto donne, magari è in ufficio. Perché ogni tanto, alla banca, e mi chiamano. Sono bravi a quella banca lì, invece di mandatti un avviso che un ci apisci nulla loro ti chiamano e ti diano, vede signor Orazio, ci dispiace perché lei è un cliente affezionato, ma le condizioni della finanza internazionale, il cambiamento del clima, l’effetto serra, la benzina che un cala mai, insomma tutto insieme fatto sta che bisogna ridurre il tasso. Io tutte le vorte m’oppongo, lotto, resisto e dio sempre “senta ……ma un se pole proprio fa a meno” no , mi dispiace,  mi rispondono…. e vengo via col tasso ridotto ma contento davè fatto valè le mi ragioni. 

Senti Roberto, ma te lo sai chi sono i tuoi dirimpettai? Perché mentre ero lì dalla porta è uscito un vecchietto tutto bianco e gobbo agguantato ad una bionda passatella ma dal fisio ti dio io brasiliano, culo compreso. Mi pareva e  lì ci stesse l’Agatina cor su marito. 

 

Roberto/ Si, ma l’Agatina è morta un paio d’anni fa e le figliole per no lasciallo solo n’han trovato una badante. Lui, a vedello, sembra ci sia adattato proprio bene, qualche sordino l’ha, la badante l’ha capito e ora stanno nsieme. Lei è una vedova ucraina con un paio di figlioli in patria e spera nel matrimonio per sistemassi. Intanto, per ingraziassi r vecchiettlo dice che fa delle ottime performance con la bocca. 

 

Ersilia/ Osa fa? Fa gargarismi? Mi ci vorrebbero anca a me che ciò n po’ di mar di gola. 

 

Orazio/O Ersilia chetati, fammi r piacè che in queste ose tu un ciai mai capito niente. Te, colla bocca, sei solo bona a brontolà! 

 

Roberto/ Dice che anche lui fa quello che può, considerando l’età e la prostata ma a vedelli sembrano du nnamorati.  Comunque …… mamma…… babbo…… se vi fa piacere, è giù in macchina che aspetta, se volete…… 

 

Ersilia/ He voglia se vogliamo!! Vai, vai chiamala subito. 

 

(Roberto si affaccia alla finesta e fa un cenno giù in cortile alla macchina parcheggiata, si sentono salire le scale)

 

Giulio/ Permessooo! Buongiorno a tuttiii! 

 

(Entra un uomo con movenze effemminate.Occhi sgranati, bocche aperte, silenzio di alcuni secondi) 

 

Orazio/  Ma è…….è…….è n’omo!!! 

 

Ersilia/  Mah….. forse sarà r fratello!  

 

Marino/ (scuotendo la testa) Ho proprio paura di no! 

 

Roberto/ Babbo, mamma, questo è Giulio! 

 

Giulio/ Babbino, mammina, che piacere conoscervi (e si lancia ad abbracciare i due, poi si dirige verso Marino) 

 

Marino/ Fermo lì, non ti avvicinare! Io non sono parente! 

 

Orazio/  Ma, Roberto, avevi detto che era una grossa sorpresa ma questa proprio un me l’aspettavo. Avevo pensato, nsò, a una nera, una nana, una zoppa…. ma n’omo! Eppure un mi sembrava tu ciavessi questa tendenza. Mi sembrava ti garbassero le ragazze. Mi riordo della Rosy, quella troiona di Nodia. 

 

Roberto/ Si, babbo, ma quella era solo per fa un po’ di pratia, quando un sai ancora da che parte tira r vento. 

 

Orazio/ O la Giuliana, quella che era a scuola con te, con quelle puppone che gli ballavano nsu en giù quando caminava, e lo faceva apposta, ne sono siuro. Quando passava davanti al Circolo aumentava il passo e noi tutti vecchi ci si chetava, si smetteva di gioà a carte e ci si girava tutti a guardalla. Allora lei sì che rimbalzava le puppone per farci agganghì.  

 

Roberto/ Si babbo, bona quella. Ma ti riordi che con lei eravamo quasi fidanzati, sembrava quasi una osa seria ma una sera vada a casa sua, apro la porta e la trovo cor viso fra le ‘osce bianche del padrone di asa, con le mutande e pantaloni a piedi. Io resto un po’ osì, lei mi guarda e mi fa:  “ah Roberto, un attimo vengo subito!” Un attimo vengo subito!!! Aveva la bocca anche n po’ mpastata. Un attimo vengo subito!! Ma ci pensi, dice che il padrone di asa ogni tanto le faceva degli sconti sull’affitto! 

 

Ersilia/ Si ma comunque te e…..lui….come vi siete conosciuti? 

 

Roberto/ Ci siamo incontrati per la prima volta alla Bufalina, io ero in bici e Giulio passeggiava. 

 

Giulio/  Sì, pensavo alle mie cose, a qualche poesia che volevo scrivere sulla bellezza della natura selvaggia.

 

Oh, natura selvaggia

Che mi colpisci sulla faccia 

 

Marino/ No, guardi Giulio, che la rima …..e un torna 

 

Giulio/ Senta , bell’uomo, ma lo sa cosa è la licenza poetica? Un inno alla libertà, libertà delle parole, dei sentimenti, della congiunzione carnale, dell’amore…… 

 

Marino/ Si, si…ho capito 

 

Giulio/ Comunque ero lì che pensavo alla mia poesia quando l’ho incrociato e mi è garbato subito, con quei capelli corvini, quello sguardo da sparviero, con quella mascella volitiva, …. 

 

Orazio/ Oh Ersilia, ma te te ne’eri accorta che Roberto e ciàveva la mascella volitiva? 

 

Ersilia/ Ome ce l’ha la mascella Roberto…… cognitiva? 

 

Giulio/ Comunque mi è subito piaciuto, sapete, il colpo di fulmine… 

 

Orazio/ Si, e ti ci sarebbe proprio voluto , un bel colpo di fulmine e zac…. 

 

Giulio/ Mi sono informato tramite amici e ho saputo che faceva il pittore, l’imbianchino nsomma, e allora l’ho chiamato per imbiancare una stanza a casa mia. Li ci siamo conosciuti, abbiamo parlato di tante cose mentre lui imbiancava. Io l’aiutavo sai, gli stavo dietro, gli pulivo sempre il pennello… 

 

Orazio/ Oh..per l’amor di dio (mettendosi le mani sulla faccia

 

Giulio/ E così da cosa nasce cosa, sapete quando s’ama s’ama! (si dirige verso Roberto con atteggiamento affettuoso) Il vostro Roberto è proprio un bravo ragazzo, affettuoso, tenero quando serve e focoso, ardente e virile quando serve….. non so se mi spiego.  

 

Orazio/ E ti spieghi, ti spieghi! E voglia se ti spieghi. (Silenzio, si guardano un po’ imbarazzati, suona il telefono) 

 

Orazio/ Pronto, pronto…..è Comodina….si, si, come dici, si…aspetta. E’ Comodina, dice che è quasi pronto, ha montato tutto e ora vor sapè se c’è un errore perché devo montà nel bagno, al muro, uno specchio di velli snodabili, di velli con l’ingrandimento che usano le donne per truccassi, strizzassi i punti neri. E’ tutto rosa e vor sapè se è uno sbaglio o se lo deve montà. Comodina senti…..monta, monta.. che poi ti spiego! 

 

Marino/ Vedi Orazio oggi il mondo è così, non ci sono più tabù, barriere, quello che conta è solo l’amore, il volersi bene, lo stare insieme per condividere il futuro…. 

 

Orazio/ E parli bene te. La tu figliola ha sposato un muratore siciliano, piccino e tutto peloso, e cià già tre figlioli piccini e è ncinta. Li ci vorrebbero davvero le barriere! Ma sai, Roberto, la osa e mi spaventa di più,  è che quando la osa sarà risaputa e io mi presento al Circolo, lo so già,  tutti faranno finta di niente, continueranno a gioa a carte….. come se un ci fossi, ma poi da qualche parte si sentirà una voce anonima che dirà  “eccolo”, e sarò condannato a vita! E la Ersilia, alla bottega, te l’ammagini! Signora ma è vero quello che si sente dire, povera signora che disgrazia! Oppure ma non si disperi, se si amano, e poi oggi non è più come una vorta, peccato per e nipoti ma d’altra parte… 

 

Ersilia/ Ma io alla bottega un ci vado più a fammi piglià n giro. 

 

Giulio/Ma non si preoccupi, mammina, ci andrò io a fare la spesa e gliela porto fino a casa. Perché questa da oggi è la mia nuova famiglia! 

 

Marino/Mi raccomando, me un mi ci contare…. dio nella tu famiglia. 

 

Roberto/ Comunque caro babbo e cara mamma un’è che ci si po’ fa niente. Ci siamo conosciuti e ci siamo piaciuti. Poi ci siamo frequentati e abbiamo visto che s’aveva tanti interessi comuni, i fiori, i colori, la pittura, perchè Giulio dipinge sapete, la musica. Insomma ci amiamo ed abbiamo deciso di andare a vivere insieme. Staremo un po’ strettini, c’è una camera sola, ma tanto…….. 

 

Orazio/ E ci mancherebbe anche un parto…per complià le cose! Ma, scusa Roberto se ti faccio una domanda un po….personale….ma mi frulla nella testa e un posso sta zitto. Ma di voi due….insommma…dicevo…chiedevo. Di voi due….coppia…… 

 

Roberto/ Insomma  babbo, cosa vuoi dire….. 

 

Orazio/ Insomma di voi due, voi due, chifarmaritoechifalamoglie? ………Ecco l’ho detto. 

 

Roberto/ Oh babbo, ma lo vedi come sei retrogrado, primitivo. Non pensi agli affetti all’amore pensi solo al sesso. Tutto quello che ti interessa non è sapè se ci amiamo, se andiamo d’accordo, ma solo chi lo mette e chi lo prende. Giulio non ti offendere er mi babbo è antico e a volte offende e nemmeno se n’accorge.  

 

Giulio/ No, caro babbo, posso chiamarti babbo? Non mi offendo, sono abituato ad essere trattato un po’ male. L’altro giorno, al barre, ero al banco a bere un caffè e sentivo ridicchià  dietro di me. Mi giro e c’erano tre ragazzotti che mi guardavano e ridevano sotto baffi. E’ vero, sculettavo un po’ ma è r mi modo di fare, il mio modo di camminare, non è che lo faccio apposta. Sono andato lì e gli ho detto “Cosa avete da ridere? Non avete mai visto un gay?” “Sii? Hanno detto quelli, allora sei un gay? Pensavo tu fossi un finocchio……..ma di velli marci!!”Io non me al sono presa, non serve a niente rispondere a questi maleducati. Ognuno deve fare la propria vita, rispondere ai propri impulsi, anche sessuali, e se questi sono rivolti ad un altro uomo pazienza, non ci si può fare niente. Se io amo Roberto e Roberto ama me è giusto che condividiamo la vita insieme. 

 

Marino/ Giulio, devo dire che nonostante la cosa mi appaia ancora poco digeribile il tuo discorso è molto giusto e non posso che farti i miei auguri di felicità. Ersilia smettila di frignare, Orazio falla finita di bestemmiare in silenzio, questi due ragazzi si vogliono bene ed è giusto che cerchino di fare la loro vita in comune. E poi i tempi sono cambiati, il tempo passa e si dimentica. Al circolo dopo il primo acchito (duro per te, bisogna ammettere) ti riprenderanno a fare le partite. Ci vorrà un po’ di tempo ma prima o poi ti riprenderanno. Magari qualche battutina verrà sempre fori tipo “Nipoti, nipoti?” “C’è nessuno ncinto?” ma poi piano piano smetteranno anche quelle.Penso che questi due abbiano bisogno della vostra benedizione per cominciare bene la loro vita di coppia.  

 

Orazio/ Ragazzi….cosa devo dire……vi auguro di essere felici e vi do la mia benedizione.(Li abbraccia) 

 

Ersilia/ (Piagnuccolando li abbraccia senza dire niente). 

 

Marino/ L’amore è una cosa strana e allo stesso tempo meravigliosa. Spesso è imprevedibile, colpisce forte dove e quando vuole e quando meno te l’aspetti. Si può amare l’altro sesso o lo stesso sesso, ma nella stessa misura, con la medesima intensità. Si può amare lo stesso colore o un colore diverso , la stessa età o una età diversa, la stessa o una diversa classe sociale.Ma sono solo particolari insignificanti, situazioni diverse in cui quello che conta veramente è che vi sia amore, questo sentimento che unisce due anime in una sola, due corpi in uno solo, due vite nella stessa vita. Speriamo che questo sentimento, cari Giulio e Roberto, vi accompagni per tutta la vita. E’ il mio augurio, quello della vostra mamma e del vostro babbo, e anche quello di tutto il pubblico presente che ha sopportato, con comprensione e rispetto, lo svolgimento di questa commediola.

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