none_o

 

 

 

Il centenario del Partito comunista italiano rievocando quelle incredibili giornate dal 15 al 21 gennaio 2021 del Congresso socialista di Livorno, andando indietro nel tempo grazie soprattutto a un documentario restaurato dalla Cineteca di Bologna. L’articolo completo, con le fotografie d’epoca, sul sito "massimocec.it" da lunedì 24 gennaio.

Massimiliano Angori Sindaco
none_a
Massimiliano Angori Sindaco
none_a
Comune di Vecchiano-
#AllertaMeteoArancio #Sabato23Gennaio #AllertaMeteoTOS
none_a
Le persone, le ultime nella nostra società, senza .....
Dopo giorni, se non mesi o anni, si sta arrivando .....
Al cospetto di tanta intellighenzia democratica io .....
Buongiorno e buona domenica, leggo i commenti del .....
  • Circolo ARCI Migliarino

      Consegna mascherine

    Campagna per la consegna della mascherine fornite dalla Regione Toscana per tutti i cittadini di Migliarino.

    Il circolo ARCI aderisce alla iniziativa. Di seguito gli esercizi che hanno aderito dove si possono ritirare e gli orari addetti.

     

    CONSEGNA MASCHERINE PROROGATA FINO A LUNEDI 23 NOVEMBRE (SABATO E DOMENICA COMPRESI)


  • Emergenza del Covid-19

      Misericordie della Toscana


     Cari fratelli e sorelle, adesso più di prima siamo chiamati tutti ad un impegno e ad uno sforzo ulteriore per sostenere le nostre comunità, le persone fragili, i nostri anziani, le persone sole e chi viene purtropp colpito da covid-19...


. . . che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per .....
Fra uno ( leghista ? ), che parla di mercato delle vacche di Conte, come se il centrodestra non l' avesse mai fatto, ricordate Scilipoti e altri, e .....
di Renzo Moschini
none_a
di Renzo Moschini
none_a
di Renzo Moschini
none_a
Politica
Calenda, dal "mito" al dito

25/7/2020 - 8:32

              CALENDA, DAL “MITO” AL DITO

A Lenin, uomo di grande capacità comunicativa, piaceva dire che l’ambizione del socialismo era quella di portare una cuoca a dirigere lo Stato. Un paradosso per sostenere che tutti dovrebbero occuparsi di politica e di governo. Giusto, ma poi scopri che, come in tutte le attività umane, ci sono livelli diversi di impegno e competenze, e che non tutti hanno le stesse inclinazioni e capacità. Il guaio è quando ci si sottovaluta o ci si sopravvaluta.

Calenda è il tipico parvenu della politica, cosa di per sé non disdicevole, anzi apprezzabile se il pervenuto non ha solo cognizione dei pregi che spesso le prese di coscienza tardive possono apportare ad un ambiente nuovo per lui, ma anche dei limiti che ne hanno ritardato l’insorgere dell’impegno politico diretto. Non siamo tutti Paolo di Tarso. Benvenuto, dunque, come lo sarebbe stata la cuoca di Lenin che, però, non diresse mai alcunché, men che meno lo Stato socialista.

Calenda si è riservato il ruolo dell’uomo col dito alzato. Ce ne sono tanti, ma lui lo fa avendo trovato, forse a sua insaputa, lo spazio che sta tra un piede piantato in solide basi tecnocratiche e l’altro in una sorta di neopopulismo di centro. Così il dito ammonitore si alza non per indicare l’altezza delle sue idee, alcune interessanti, ma per tenerle costantemente nella piccola ombra di un ammonimento, di un monito, di un rimprovero rivolto più a quelli che ha eletto come suoi competitori nel campo progressista, che ai suoi avversari del blocco conservatore. Un gioco vecchio, che ha distrutto la sinistra e che ora, con lui, corrode anche il campo liberaldemocratico. Sempre alla ricerca affannosa di uno spazio politico da conquistare col dito alzato, ma che gli ha procurato giusto un dito di spazio.

Il partito di Calenda è nato da una scissione del PD, ben digerita dagli ex amici perché da loro auspicata come spina nel fianco a quella ben più densa politicamente di Renzi. In precedenza si era conquistato popolarità per aver definito “gentaglia” una società di mascalzoni che affamava la classe operaia. Quella parola lo trasformò in un mito agli occhi dei parvenu in transito. Così alle primarie del PD si astenne dicendo che gli sembrava più importante fare lo scrutatore imparziale. Due mosse che preannunciavano la declinazione populista del suo centrismo.

Ma la prova della sua inadeguatezza come leader politico risale giusto a un anno fa quando, seguendo il suo istinto che ha come stella polare solo la “differenziazione purchessia”, decise di schierarsi contro la formazione del governo attuale.

Solo chi è privo di almeno tre sensi su cinque può continuare a negare che, pur tra mille giustificatissime perplessità e persino sofferenze, se allora non ci fosse stata quella scelta oggi avremmo avuto o un governo antieuropeo, chiuso e isolazionista, o elezioni che avrebbero portato a un governo ancora peggiore. Alla fine lo capì perfino Zingaretti, uno che alla terza volta capisce le cose al volo. Lui no. E ha continuato a martellare Renzi per un anno perché artefice di quella scelta e oggi si arrampica sugli specchi valutando l’accordo europeo su una posizione che lo colloca solo un po' al di qua del confine con la Lega. C’è poco da aggiungere, se un anno fa fosse passata la linea di Calenda addio passi in avanti dell’Europa e oggi l’Italia starebbe assai peggio. Tuttavia continua col dito ammonitore. Quando si dice un parvenu della politica.

Fonte: Umberto Mosso
+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

codice di sicurezza Cambia immagine

Inserisci qui il codice di sicurezza
riportato sopra: