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Continua, sul giornale, la storia dell'Asbuc Vecchiano dalla sua nascita fino alla situazione attuale con la costituzione del Comitato di Amministrazione Separata per i Beni Civici in rappresentanza delle frazioni di S.Frediano, S.Alessandro, Nodica, Avane e Filettole, regolarmente eletto da tutti i frazionisti. 

. . . . . . . . . . . da Londra a Tokio. . . . . .....
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Uno dei più bei, se non il più bello, commenti/ .....
. . . casa perché eri terrorizzato, e se uscivi .....
Vecchiano è volontariato
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Veclanum prima di Vecchiano

da Umberto Mosso | Lug 29, 2021
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di Cristian Rocca
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Di Dario D'Angelo
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di Aldo Torchiaro
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Di Dario D'Angelo
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È con te
Facciamo oggi quella scelta
Oggi in due ma restiamo sempre noi
È con te
Che la vita è come foglia
Noi leggeri saggi dentro vuoti mai
Sei .....
caro baffuto baffino ricorda che la fantasia se sfocia in diffamazione e calunnia quello e reato e non pregare la Santa Vergine a Roma davanti alla porta .....
Incontrati per caso...
di Valdo Mori
ENRICO BERUSCHI

15/10/2020 - 11:47


RICORDO DI ENRICO BERUSCHI
di Valdo Mori
 
Uscendo dall’Hotel La Torretta sulla Varesina, mi fermavo nella vicina piazza centrale di Bollate per acquistare i quotidiani prima di recarmi in azienda a Mazzo di Rho, dove all’epoca lavoravo.

Sotto il porticato di un grande palazzo c’era una fornitissima edicola-libreria: qui incontrai per la prima volta Enrico Beruschi che spesso vi si intratteneva a parlare con gli amici e la proprietaria.

Presentarmi e parlare di teatro fu cosa facilissima anche perché, come vedremo in seguito, avevamo alcuni punti in comune.


Era stato anche lui un direttore commerciale, presso la Biscotti Galbusera, ed era stato, sempre come me, un frequentatore del Derby Club di Milano.

In un primo tempo raccontando storie comiche e barzellette agli attori, finché una sera fu costretto dall’avvocato milanese nonché cabarettista Walter Valdi a salire sul palco e dire le battute direttamente al pubblico. Che apprezzò moltissimo.

Forte di questo successo nel cabaret più famoso d’Italia, l’amore per il teatro prese il sopravvento e, lasciato l’impiego, divenne attore professionista.

 

“E tu perché non hai fatto come me, vista la passione che hai per lo spettacolo?”, mi chiese una volta a bruciapelo.

Rimasi sorpreso e la domanda mi fece riflettere.

Risposi che “ero sempre stato un attore amatoriale e che mai avevo pensato a diventare un professionista, anche perché non ritenevo di esserne all’altezza”.

E poi, terminai, “sono pure stonato!”.

 

Lui invece cantava bene, tanto da ottenere un buon piazzamento a Sanremo nel 1979 con la canzone Sarà un fiore, divenuta poi il tormentone dell’estate.

Amava anche l’opera lirica e conosceva bene il mondo dell’operetta, anche se non ricordo sue partecipazioni a compagnie di giro.

Cercai di provocarlo chiedendogli come era nata la sua famosa pausa con movimento delle labbra e torsione degli occhi che tanto faceva ridere.

Gli ricordai dell’altro famoso attore, Oreste Lionello, che, come lui, al Bagaglino di Roma veniva considerato il re delle pause.

Mi disse che l’espediente serviva a rafforzare l’effetto comico della battuta, ma io ho sempre pensato che in entrambi i casi la pausa fosse nata da brevi vuoti di memoria e dopo, visto il successo, riproposta.


Parlammo del teatro in vernacolo pisano, ambito in cui io recitavo come fine dicitore con La Brigata dei Dottori, e del raffronto con i più celebri Legnanesi.

Due piazze troppo diverse per un confronto sul seguito di spettatori, ma senz’altro paritario per quanto riguarda la comicità e la validità delle commedie rappresentate.

Gli ricordai che nel 1978 partecipammo proprio insieme ai Legnanesi a una rassegna di teatro amatoriale presso Bussola Domani di Sergio Bernardini.

Lui apprezzò molto il manifesto della nostra Compagnia disegnato dal Maestro Alberto Fremura e raffigurante i nostri volti che escono dai lati della famosa Torre pendente.

Gli ricordai anche che avevo conosciuto Galliano Sbarra, sua valida spalla nel programma Drive In a metà anni Ottanta.

Il comico labronico era nato come tanti altri nell’ambiente amatoriale, nel suo caso precisamente nella Compagnia livornese di Beppe Orlandi.
Invitai Beruschi al ristorante La Torre di Pisa a Milano, “covo” della sua amatissima Inter.

Quella cena fu più volte rimandata, e alla fine non fu mai fatta.

Peccato!

Mi piace riproporre qui il finale del suo libro Simpaticherie, uscito nel 1997: A questo punto vi lascio simpaticamente storcendo la bocca a modo mio...

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