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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Nelle discussioni dei candidati per l'europa non si .....
. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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“anche il ritardo nella giustizia è di per se ingiustizia”
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Editoriale di Christian Rocca (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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di Stefano Ceccanti, costituizionalista (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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IMMAGINA San Giuliano Terme
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REDAZIONE - de Il Foglio
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
Pisa
Alessandra Rossi è la nuova presidente dell’Uisp di Pisa

13/12/2020 - 19:48


 
La nomina di Alessandra Rossi a presidente dell'Uisp di Pisa è stata accolta con grande soddisfazione dal mondo dello sport, delle associazioni e del volontariato del nostro territorio.
Per chi non avesse avuto modo di conoscere finora Alessandra Rossi, riportiamo, dopo il comunicato ufficiale della Uisp, la relazione che Alessandra ha presentato al Congresso.
 
Alessandra Rossi è la nuova presidente dell’Uisp di Pisa
Già presidente della polisportiva sangiulianese è la prima donna a ricoprire la carica più alta nel comitato pisano
Nonostante le difficoltà del momento storico le attività della Uisp non si fermano e il comitato pisano va a congresso.

Con i suoi 13mila tesserati registrati nell’anno 2019/2020, l’Uisp ha cercato per tutto l’anno passato e sta cercando ancora adesso di dare il giusto appoggio alle sue società in questo momento così complicato. Molte sono state le persone intervenute nonostante la modalità online. Sono arrivati i saluti istituzionali del presidente regionale del CONI Salvatore Sanzo del Presidente della Provincia Massimiliano Angori, degli assessori allo sport di Cascina Francesca Mori, del Comune di San Giuliano T. Roberta Paolicchi e quelli dei dirigenti Uisp nazionali e regionali (Tiziano Pesce, vicepresidente nazionale, Lorenzo Bani e Marco Ceccantini, rispettivamente presidente e vicepresidente Uisp Toscana), oltre a quelli dei dirigenti delle altre associazioni, con gli interventi di Alfonso Nardella (presidente provinciale CSI), Stefania Bozzi (presidente Arci di Pisa) e Daniele Vannozzi (presidente Cesvot di Pisa) .
Tutti hanno sottolineato l’importanza di collaborare per la tenuta dello sport in questo momento di estrema difficoltà, “il movimento sportivo rischia di essere spazzato via” ha dichiarato nella propria relazione il vicepresidente pisano Paris Moni, e può resistere solo grazie alla solidità dell’organizzazione dell'associazionismo e alla sua capacità di essere presente sul territorio. 
A presentare la candidata alla presidenza è lo stesso presidente uscente Cristiano Masi, dimessosi per incompatibilità due mesi fa perché diventato vicesindaco al Comune di Cascina.

Il nome è unico ed è quello di Alessandra Rossi, già presidente della Polisportiva Sangiulianese e molto attiva al tavolo delle povertà del Comune di San Giuliano Terme.

Con acclamazione e unanimità Alessandra diventa il primo presidente donna del Comitato territoriale Uisp di Pisa: “sono profondamente consapevole delle difficoltà e delle insicurezze, proprio perché sono stata rappresentante legale di una società sportiva, una delle realtà più colpite dall’emergenza nazionale. Conosco i problemi ma conosco anche la forza che siamo in grado di mettere in campo. Con questa certezza voglio dare il mio contributo a ricostruire lo sport, parlando come “noi” e non più come “io””.
Insieme ad Alessandra è stato presentato il nuovo direttivo che lavorerà nei prossimi 4 anni e i delegati per il congresso regionale che si svolgerà nel prossimo febbraio.
 
La relazione di Alessandra Rossi al Congresso UISP 
Giornate come questa, a cose normali, avrebbero visto la presenza di tante persone.
Sarebbe dovuta essere una mattinata di strette di mano, di abbracci, di vicinanza.
Da marzo scorso tutto questo non è possibile. Stiamo vivendo un momento storico di quelli che rimarranno segnati negli annali.
Un momento storico che ci costringe al distanziamento e che ci sta abituando ad individualismi pericolosi.
Le difficoltà enormi provocate dal virus sono sotto gli occhi di tutti e le stiamo vivendo in prima persona come dirigenti, tecnici, atleti, praticanti dello sport non agonistico.
Gli anni che andremo a vivere saranno complicati. Dovremo avviare percorsi di riprogrammazione, di modi nuovi di vivere lo sport, di cooperazione, di collaborazione, di fare squadra, tutti insieme, mettendo da parte individualismi, protagonismi ed egoismi.

Non sono abituata a raccontarmi.In questi giorni mentre cercavo di scrivere qualcosa , mi sono ritrovata davanti al cursore del computer che lampeggiava, assalita dalla sindrome della pagina bianca con il terrore di non saper cosa scrivere.

O meglio. Lo sapevo ma la mia mente era piena di pensieri, di persone, di percorsi intrapresi che si spingevano l'uno contro l'altro e non mi davano la possibilità di trovare il bandolo della matassa con l'esternazione di un pensiero lineare.

Poi mi sono fatta una domanda: perché sarò là sabato mattina?

Che cosa ho fatto perché fossi chiamata a mettermi a disposizione davanti ad una platea per l'elezione di una carica così importante come quella del Presidente Territoriale del Comitato di Pisa?

 

Vengo dall'associazionismo, dal volontariato. Vengo da un territorio, quello sangiulianese, tanto vivo e tanto attento ai bisogni degli altri, ricco di realtà vicine agli ultimi, alle difficoltà, alle fragilità.
Vengo dalla conoscenza del territorio, dalla conoscenza per nome di tutti coloro che si avvicinano all'attività sportiva nell'associazione sportiva che mi ha fatto diventare quella che sono,la Polisportiva Sangiulianese.
Vengo dall'approfondimento, dal non fermarmi mai ai titoli.
Vengo dalle maniche rimboccate insieme a tutti quelli che collaborano con me. Vengo dalla voglia di fare le cose in modo preciso, attento, quasi maniacale. E sempre tante. Troppe per quelli che mi stanno intorno.
Vengo dalla sofferenza degli eventi che potevano mettere in discussione la prosecuzione della vita della associazione che mi era stata affidata con la paura di dover mettere la chiave nella porta e chiuderla per sempre.
Vengo dalle notti al computer per poter trovare delle soluzioni, dalleporte sbattute in faccia, dai muri di gomma dove sono rimbalzata tante volte. Vengo dal riuscire a fare le cose con poco, spesso con niente per quello che riguarda le risorse economiche ma con la grande professionalità degli istruttori e i tecnici che orgogliosamente annovero tra i miei collaboratori.
Vengo dal grande dolore dell'aver dovuto, dopo trent'anni, chiudere una tra le scuole nuoto più importanti della Provincia.
Vengo dal ricollocamento delle attività che più di una volta abbiamo dovuto ricostruire daccapo perché gli eventi sembrava ci venissero sempre contro. Vengo, come spesso le ho definite con i miei, dalle strade in salita, controvento e con l'ombrello aperto.

Vengo dal sostegno di tutti i miei consiglieri “anziani”. Quelli che mi hanno trasmesso la correttezza, l'integrità morale, l'attaccamento passionale a quello che faccio.
Vengo dalle discussioni, le litigate, le arrabbiature, dai mal di stomaco che con il tempo sono riuscita a trasformare in ascolto, confronto, soluzioni e progetti. Vengo dal vedere cose future che spesso quando le racconto mi sembra di vederle sempre solo io.
Vengo da riunioni dove ero sempre troppe volte l'unica donna. Dall'imbarazzo dei primi tempi.
Vengo dal ricoprire umilmente la carica di legale rappresentante di una associazione sportiva che ha avuto come Presidente Giovanni Bui, alquale sono intitolati gli Impianti Sportivi di San Giuliano Terme, da lui inventati, voluti e realizzati. Visionario nelle sue idee ma che con caparbietà è riuscito a farle diventare realtà.
Vengo dalle collaborazioni, dal fare insieme.
Vengo dal “noi” e non dall'”io”.
Vengo da tante persone incontrate. Alcune perse per strada, altre legate a doppio filo, altre ritrovate nel tempo.
Vengo dall'incontro conCristiano Masi. Dal suo discorso di insediamento quando fu eletto Presidente e che si presentò all'Assemblea dicendo “Avete eletto un clown come Presidente!” E io ci vidi tutta la bellezza di quel modo di essere.
Vengo dalla sua proposta di mettermi a disposizione per questa carica.
Vengo dalla consapevolezza delle enormi difficoltà che la pandemia che stiamo vivendo lascerà nel mondo dello sport. Un mondo, tra l'altro, con una riforma del settore che ha iniziato la sua fase di approvazione e che sarà anche questa da studiare e approfondire.

 

Mi riguardo oggi rispetto a quella che ero.....Sono nata e cresciuta in una famiglia dove si mangiava pane e calcio, con un babbo presidente di una società sportiva, dove il lunedì mattina la lavatrice girava a mille per lavare le mute che i ragazzi avevano usato il giorno prima per le varie partite.Una famiglia dove non si facevano le vacanze in estate, tanto c'era il mare a Tirrenia, e perché l'estate era la stagione dei tornei. Sempre!Da ragazzina passavo le mie mattinate estive tra bollettini alle poste e borderò da consegnare all'ufficio della Siae di Via Crispi.

Mi veniva detto: “Ti servirà nella vita!” Non capivo quale vita fosse quella passata tra le Poste e l'ufficio della Siae.Lo sport l'ho praticato come tutti i bambini.

Il nuoto. La mia passione!
Dovetti abbandonarlo perché le sedute prolungate in acqua mi provocavano otiti che mi facevano ammalare con conseguenze pesanti.

La bici da corsa. Ho corso in bicicletta!

A Pisa non mi facevano partecipare alle gare ciclistiche perché ero femmina. Non mi facevano correre con i maschi.
Un giorno il Fanini di Segromigno di Lucca chiese di farmi iscrivere con loro, nella loro squadra. L'attenzione su di me mi fece appendere la bicicletta al chiodo.

Un po' di ginnastica proprio con la Uisp in grandi saloni tra Borgo Stretto e Corso Italia.Poi la scuola e le mie misure sempre troppo grandi. La scuola che mi obbligava con le mie lunghezze ad entrare nel quadro svedese e dove rimanevo costantemente incastrata.

Poi le superiori. L'incontro con la triade delle insegnanti di educazione fisica Dini /Pacinotti della fine anni '70. Quelle che quando ti giustificavi alle ore di ginnastica ti dicevano “Fate ginnastica. Fate gli addominali. Ve lo ricorderete quando avrete cinquant'anni!” Ne avevamo quindici, sedici e i cinquanta ci sembrava non sarebbero mai arrivati. E invece avevano ragione loro.

Dopo la scuola, il lavoro.
La vita mi ha allontanata da tutto questo per ritrovarmi scaraventata dentro quando sono diventata mamma con una figlia che voleva fare sport ma che non sapeva quale. Io lo sapevo.

Dentro di me pensavo “Il nuoto Lucrezia! Il nuoto!” ma non glielo dicevo per non passare da mamma frustrata che non aveva potuto continuare a praticarlo da piccola. E dopo vari suoi tentativi falliti, la danza, la pallavolo, arrivò la sua decisione drastica e categorica“A settembre voglio andare in piscina!” 
E da quel giorno la piscina non l'ha più lasciata.

 

Ecco il mio percorso per essere qua oggi parte anche da lì, dalla decisione di una figlia di iscriversi ad un corso di nuoto con tutto il successivo percorso agonistico.

Quante delle persone collegate stamani si sono ritrovate a fare quello che stanno facendo perché gli è stato chiesto: “Saresti disponibile a dare una mano in sede? Saresti disponibile ad entrare nel Consiglio Direttivo? L'impegno non è tanto!!”

Ecco! La richiesta di dare una mano è diventata tutto questo.Credo che per uscire da un periodo così difficile ed incerto come quello che stiamo vivendo ci vorrà la forza unita di tutti, di tanti, insieme, con un'attenzione particolare alle RESPONSABILTA', con la voglia di mettere in campo un CAMBIAMENTO, con un occhio attento all'INNOVAZIONE, ai GIOVANI, allo sport per la SALUTE e per la prevenzione di tante patologie che questa pandemia ha marginalizzato e che torneranno prepotentemente aumentate dopo questi lunghi periodi di inattività forzata, INCLUSIONE e ATTENZIONE per i più fragili, COLLABORAZIONE, FORMAZIONE a tutti i livelli, ASCOLTO, SOSTEGNO, CORRETTEZZA.

Non ho né la lampada per esaudire i desideri né la palla di vetro per vedere il futuro.

Vorrei un Comitato che possa diventare officina di idee per poter iniziare a ridisegnare il futuro dello sport.

Sono disponibile a lavorare con tutti quelli che ci vorranno essere, con nel cuore, sempre, tutte le Associazioni.

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